Trasferimenti

Redazione originale Naomi O’Reilly e Robin Tacchetti

Principali collaboratoriNaomi O’Reilly e Jess Bell

Introduzione(edit | edit source)

Un trasferimento può essere considerato come lo spostamento sicuro di una persona da un luogo o da una superficie a un’altra(1) e un’opportunità per allenare un individuo a migliorare la propria funzione indipendente.(2) I trasferimenti dei pazienti richiedono vari livelli di assistenza, tra cui l’assistenza manuale e/o l’uso di ausili, come ad esempio un sollevatore.(3) I trasferimenti possono essere verticali (cioè da una posizione seduta a una posizione seduta (dalla sedia a rotelle alla toilette) o da una posizione supina a una posizione seduta (dal letto alla sedia a rotelle)) e orizzontali o laterali (cioè da una superficie piana a un’altra (dal letto alla barella)).(4)

Benefici del movimento e della mobilizzazione( modifica | fonte edit )

Le evidenze dimostrano l’effetto positivo del movimento e della mobilizzazione su:

  • la qualità e la velocità di recupero di un paziente
  • la capacità del paziente di mantenere il suo attuale livello di abilità fisica

La mobilizzazione precoce è fondamentale per ottenere outcome positivi per il paziente, come la diminuzione dell’incidenza di polmonite, cadute, lacerazioni cutanee, durata della degenza nelle Unità di Terapia Intensiva e nelle strutture di cura per acuti e una maggiore qualità della vita(5)

Al contrario, un movimento insufficiente aumenta il rischio di eventi avversi legati all’immobilità, come lesioni da decubito, riduzione del range di movimento, della forza e della mobilità muscolare e atrofia muscolare.(6) (7)(8)

Rischi(edit | edit source)

La ricerca dimostra che gli infortuni degli operatori sanitari e sociali avvengono più frequentemente durante il trasferimento dei pazienti: fino a 1/3 degli infortuni sul lavoro del personale di ospedali e case di cura si verifica durante lo spostamento dei pazienti.(9) (10) I trasferimenti possono anche aumentare il rischio di infortuni, dolori ed outcome negativi per la salute dei pazienti. È stato inoltre riscontrato che la movimentazione manuale combinata con l’uso poco frequente di tecnologie assistive potrebbe ridurre le opportunità per i pazienti di muoversi, mobilizzarsi e impegnarsi in attività in carico. Questa mancanza di opportunità può avere un impatto sul recupero, sulla riabilitazione e sulla salute generale.(4)

Per ottenere un trasferimento del paziente sicuro e di successo, gli operatori sanitari devono comprendere le esigenze specifiche del paziente, seguire le linee guida basate sulle evidenze e condurre una valutazione approfondita.(11) Gli operatori sanitari devono scegliere il metodo di trasferimento più efficiente tenendo conto della sicurezza del paziente e del clinico.

Indicazioni(edit | edit source)

Le indicazioni per il trasferimento dei pazienti variano a seconda della popolazione di pazienti. Tuttavia, i trasferimenti sono generalmente indicati per i pazienti che hanno difficoltà a muoversi autonomamente e che necessitano di assistenza per spostarsi in modo sicuro da una posizione all’altra.(2) (4) I pazienti dovrebbero sempre essere incoraggiati a muoversi in modo indipendente. Ma quando è necessaria l’assistenza, dovrebbero essere comunque incoraggiati a fare il più possibile.

Quelle che seguono sono solo alcune delle indicazioni per il trasferimento dei pazienti:

  • sicurezza
  • comfort
  • supportare le attività di assistenza al paziente
  • supportare le procedure del paziente
  • prevenire le complicazioni secondarie dell’immobilizzazione
  • supportare le attività della vita quotidiana
  • supportare la riabilitazione

Controindicazioni e precauzioni( modifica | modifica fonte )

Non ci sono controindicazioni generali per i trasferimenti. I trasferimenti potrebbero essere controindicati in caso di condizioni specifiche o in seguito a particolari procedure. Tuttavia, è più comune che vengano messe in atto precauzioni specifiche per mantenere la sicurezza durante i trasferimenti. Le seguenti precauzioni dovrebbero essere prese in considerazione nelle condizioni elencate di seguito:

  1. Artroplastica dell’anca. Precauzioni di movimento associate in base al metodo di sostituzione chirurgica. Tradizionalmente, queste precauzioni valgono per 6 settimane dopo la sostituzione articolare. Tuttavia, è da notare che le evidenze attuali non supportano di routine l’uso di queste precauzioni per l’anca nei pazienti dopo l’artroplastica totale dell’anca per l’artrosi primaria dell’anca con l’obiettivo di prevenire la dislocazione.(12)
    • Approccio anteriore – Evitare la rotazione esterna dell’anca, l’abduzione attiva e la flessione oltre i 90°
    • Approccio posteriore – Evitare la rotazione interna dell’anca, l’adduzione oltre la linea mediana e la flessione oltre i 90°
    • Approccio laterale – Evitare la rotazione esterna dell’anca, l’abduzione attiva e l’estensione
  2. Post-chirurgia spinale. Le precauzioni spinali sono linee guida o restrizioni messe in atto per proteggere la colonna vertebrale e ridurre il rischio di ulteriori lesioni dopo un intervento chirurgico alla colonna, un trauma spinale o una sospetta instabilità spinale.
    • Le limitazioni in flessione anteriore in seguito a un intervento chirurgico alla colonna vertebrale limitano la capacità del paziente di assumere comodamente alcune posizioni e potrebbero richiedere modifiche ai trasferimenti per evitare un’eccessiva flessione, torsione, rotazione o flessione della colonna vertebrale Una comunicazione chiara e la comprensione delle precauzioni specifiche e del loro impatto sul posizionamento sono fondamentali per garantire la sicurezza del paziente e outcome ottimali.
  3. Lesione del midollo spinale. La riabilitazione delle lesioni al midollo spinale avviene in diverse fasi e potrebbe richiedere settimane, mesi o addirittura anni. I trasferimenti svolgono un ruolo fondamentale in ogni fase, con fino a sei membri del personale che devono collaborare per effettuare i trasferimenti di routine. Un team leader designato dovrebbe coordinare tutti gli spostamenti e le movimentazioni durante la fase acuta.(13) Le tecniche di trasferimento assistito e indipendente dovrebbero essere insegnate in strutture specializzate nella riabilitazione delle lesioni al midollo spinale.(13) Ulteriori informazioni sono disponibili qui Trasferimenti per le lesioni al midollo spinale.
    • Gestione pre-ospedaliera e acuta – Eseguire o mantenere l’immobilizzazione spinale completa in linea se c’è un alto rischio di lesione del midollo spinale.(14) Durante le manovre di rotolamento o quando si trasferisce un paziente da una superficie all’altra, la testa e la colonna vertebrale del paziente devono essere mantenute allineate(13)
    • Tutori – Informarsi sui requisiti per l’uso di tutori o ortesi necessari durante i trasferimenti e assicurarsi che siano adeguatamente adattati al paziente prima di completare i trasferimenti
  4. Osteoporosi. Definita come una bassa densità minerale ossea causata da un’alterazione della microstruttura ossea, che predispone i pazienti a fratture da fragilità a basso impatto. Le fratture da fragilità derivano da forze meccaniche che normalmente non causerebbero una frattura. Si verificano durante le normali attività quotidiane come piegarsi, ruotare, camminare o sollevare oggetti relativamente leggeri. C’è anche un aumento del rischio di fratture spontanee con il carico dopo periodi di riposo prolungato a letto o di immobilità.(15)
    • Se possibile, incoraggiare il paziente a muoversi da solo anziché essere l’operatore sanitario a spostarlo, poiché è stato dimostrato che questo riduce il rischio di fratture(16)
    • Ridurre al minimo la flessione in avanti del tronco, soprattutto se caricata, e usare l'”hip hinge” per piegarsi in modo sicuro(17)
  5. Ictus o lesione cerebrale acquisita. La sublussazione gleno-omerale è una complicazione comune dell’ictus e delle lesioni cerebrali acquisite nei pazienti con emiplegia ed è un importante fattore di rischio per il dolore alla spalla e altri problemi. Tra i fattori che contribuiscono alla sublussazione gleno-omerale ci sono il posizionamento scorretto, la mancanza di sostegno in posizione verticale e la trazione del braccio emiplegico durante i trasferimenti.
    • È importante proteggere e sostenere il braccio durante i trasferimenti o la mobilità funzionale; evitare di tirare il braccio colpito(18)
  6. Stato del carico. Il carico si riferisce alla quantità di peso o di forza che viene applicata su un determinato arto. È comune che venga prescritta una riduzione del carico a seguito di un intervento chirurgico o di un infortunio specifico. L’aderenza a un carico ridotto è fondamentale per un recupero ottimale, poiché un aumento prematuro del carico può ritardare la guarigione.(19)(20)
    • Lo stato di carico ridotto può essere applicato sia all’arto superiore che a quello inferiore
    • Lo stato del carico può influenzare in modo significativo il tipo di trasferimenti disponibili per il paziente e il livello di supporto richiesto
    • I pazienti che non caricano il peso corporeo o che possono caricare un peso limitato su un arto specifico potrebbero richiedere un supporto aggiuntivo, una stabilizzazione o degli ausili durante i trasferimenti

Principi dei trasferimenti( modifica | modifica fonte )

I seguenti principi dovrebbero essere sempre presi in considerazione in relazione agli obiettivi a breve e a lungo termine del paziente e al suo approccio gestionale. Ogni paziente ha esigenze e preferenze uniche, quindi prima di trasferire un paziente è importante valutare la situazione e l’ambiente. I clinici devono anche condurre una valutazione personalizzata che tenga conto delle condizioni mediche del paziente, delle sue limitazioni di mobilità e delle sue preferenze di comfort. Questo aiuta a garantire un’assistenza dignitosa e rispettosa del posizionamento.

Si prega di tenere conto dei seguenti principi quando si decide quanta assistenza ha bisogno il paziente, quanto può fare da solo e quale metodo di trasferimento è opportuno utilizzare.

  1. Preparazione per i trasferimenti
  2. Incoraggiamento della partecipazione del paziente
    • La quantità di assistenza richiesta da ciascun paziente dipende dallo stato di salute precedente, dall’età, dal tipo di malattia e dalla durata della degenza(1)
    • Coinvolgere i pazienti nel processo di trasferimento cercando il loro contributo e coinvolgendoli nel processo decisionale li responsabilizza e promuove il rispetto – incoraggiare il paziente a svolgere la maggior parte del trasferimento possibile
    • Supportare gli schemi di movimento naturali del paziente
  3. Ergonomia. La scienza che si occupa di adattare le esigenze fisiche del trasferimento al terapista per evitare infortuni e per migliorare il comfort del terapista e del paziente durante il processo di trasferimento.
    • Distanza tra le superfici
      • Cercare di ridurre al minimo la distanza tra le superfici
    • Altezza delle superfici di trasferimento
      • Consentiire di assumere posizioni di lavoro ergonomiche in base alle persone che assistono e sono di statura più bassa
  4. Meccanica del corpo. Lo sforzo coordinato di muscoli, ossa e sistema nervoso per mantenere l’equilibrio, la postura e l’allineamento durante il posizionamento, il trasferimento e la mobilizzazione dei pazienti. Una corretta meccanica del corpo permette alle persone di svolgere le attività senza un eccessivo dispendio energetico e aiuta a prevenire gli infortuni per i pazienti e gli operatori sanitari.(21) Prima di qualsiasi trasferimento, considerare sempre i principi di una corretta meccanica del corpo: valutare l’ambiente, pianificare il trasferimento, evitare stiramenti e torsioni, assicurarsi di avere una posizione ampia, stare il più vicino possibile al paziente, rivolgersi verso la direzione del movimento.
    • Arti superiori:
      • spalle rilassate e basse
      • gomiti vicini al corpo
      • polsi in posizione neutra
      • non stringere forte con le dita
    • Colonna vertebrale
      • la colonna vertebrale è sottoposta alle maggiori sollecitazioni durante i trasferimenti dei pazienti
      • mantenere la colonna vertebrale neutra
      • ridurre al minimo la rotazione o la torsione della colonna vertebrale
    • Arti inferiori
      • assicurarsi che le ginocchia e i piedi siano allineati
      • adottare una posizione ampia – larghezza delle spalle
      • piegare le ginocchia durante il sollevamento
  5. Comunicazione. Una comunicazione chiara e compassionevole migliora la comprensione e la collaborazione del paziente durante i trasferimenti. I pazienti dovrebbero essere informati sui trasferimenti e sul loro ruolo e dovrebbero essere incoraggiati a eseguire in autonomia il maggior numero di passaggi possibile.
    • Uso delle indicazioni
      • Le indicazioni sensoriali, tra cui quelle uditive, tattili e visive, sono comunemente utilizzate nei contesti di riabilitazione e hanno dimostrato di essere utili per l’apprendimento motorio e la performance motoria. Sono note per migliorare il movimento e la mobilità in molte condizioni, tra cui ictus, lesioni del midollo spinale, Parkinson e demenza(22)(23)(24)
      • Le indicazioni vengono utilizzate per migliorare la comunicazione, spingendo direttamente una persona a compiere un’azione o a rispondere o deducendo indirettamente che si desidera una risposta. In genere, i clinici utilizzano una serie di indicazioni per supportare i trasferimenti, che spesso aumentano il coinvolgimento del paziente nel processo(25)
    • Comandi e conteggi
      • I comandi e i conteggi dovrebbero essere sincronizzati con tutti i partecipanti
      • Il professionista della riabilitazione che si trova alla testa del paziente dovrebbe dare i comandi quando più di una persona assiste nel trasferimento

Livelli di assistenza( modifica | modifica fonte )

Il livello di assistenza richiesto da un paziente durante i trasferimenti dipende dalle sue dimensioni e dalle sue capacità fisiche, cognitive e mediche. I terapisti determinano il livello di assistenza valutando soggettivamente la quantità di assistenza richiesta da un paziente durante compiti specifici di manipolazione del paziente. Questa valutazione dovrebbe basarsi sul livello di assistenza richiesto dal paziente e non sul livello di sforzo percepito dai terapisti durante l’assistenza al paziente. Questo favorisce la continuità delle cure: se un altro terapista sta spostando il paziente, avrà un’idea della quantità di assistenza necessaria. Può anche essere utilizzato per seguire i progressi del paziente.(26) I vari livelli di assistenza sono descritti di seguito:

  1. Indipendente
    • il paziente è in grado di spostarsi in modo indipendente e sicuro
    • non è richiesta alcuna assistenza
  2. Supervisione
    • il paziente potrebbe aver bisogno di assistenza nell’impostazione del trasferimento
    • non richiede assistenza fisica durante il trasferimento
    • potrebbe richiedere supervisione
  3. Assistenza “stand by”
    • il paziente non ha bisogno di assistenza fisica
    • potrebbe avere bisogno di indicazioni verbali
  4. Assistenza “contact guard”
    • il paziente è collaborativo e affidabile
    • perdita occasionale dell’equilibrio
    • richiede al terapista di mantenere il contatto con il paziente
  5. Assistenza minima
    • il paziente è collaborativo e affidabile
    • ha bisogno di una minima assistenza fisica per il trasferimento
    • richiede un piccolo sforzo fisico da parte dell’operatore sanitario e sociale durante i trasferimenti
    • è in grado di svolgere il 75% dell’attività richiesta in modo autonomo
    • il clinico fornisce il 25% di assistenza
    • in genere richiede l’assistenza di una sola persona per il trasferimento
  6. Assistenza moderata
    • il paziente richiede più di una piccola assistenza fisica
    • spesso ha bisogno di attrezzature che lo aiutino nei trasferimenti
    • è in grado di svolgere il 50% dell’attività richiesta in modo autonomo
    • il clinico fornisce il 50% di assistenza
    • potrebbe richiedere l’assistenza di due persone per il trasferimento
  7. Assistenza massima
    • il paziente ha bisogno di assistenza fisica completa per tutti i trasferimenti
    • potrebbe essere imprevedibile e non collaborativo
    • necessita di un’attrezzatura per assistere con i trasferimenti
    • è in grado di svolgere autonomamente lo 0-25% delle attività richieste
    • il clinico fornisce un’assistenza pari al 75+%
    • in genere richiede l’assistenza di due persone per il trasferimento
  8. Dipendente
    • il paziente non è in grado di assistere e non partecipa attivamente al trasferimento
    • il clinico esegue tutti gli aspetti del trasferimento

Ausili per i trasferimenti( modifica | modifica fonte )

Gli ausili per i trasferimenti sono strumenti o attrezzature progettati per aiutare le persone a raggiungere il posizionamento e il supporto ottimale del corpo per migliorare il comfort, la funzione e l’indipendenza. Questi ausili sono particolarmente utili per le persone con mobilità limitata, disabilità fisiche o condizioni mediche che influiscono sulla capacità di mantenere una postura e un posizionamento corretti.(27) Gli ausili consentono inoltre all’operatore sanitario di posizionare e trasferire i pazienti in modo da ridurre il rischio di lesioni per sé e per i pazienti.

Gli ausili che possono essere utilizzati per i trasferimenti includono teli di scorrimento, cinture per i trasferimenti, tavole di scorrimento, tavolini girevoli, dispositivi per il sit-to-stand e sollevatori. Ulteriori informazioni sull’ampia gamma di ausili disponibili per supportare i trasferimenti dei pazienti sono disponibili qui.

Trasferimenti comuni( modifica | modifica sorgente )

La Tabella 1 fornisce una panoramica delle modalità più comuni di trasferimento dei pazienti.

Tabella 1. Panoramica dei trasferimenti comuni
Trasferimento Scopo e popolazioni Descrizione Ausili
Trasferimento con tavola di scorrimento I trasferimenti con tavola di scorrimento sono tipicamente utilizzati per i pazienti che non sono in grado di caricare il proprio peso sulle gambe, che hanno una paralisi o un’amputazione agli arti inferiori.

Trasferimento della lavagna a scorrimento.png
  • Il paziente è posizionato a bordo letto.
  • Il paziente si appoggia su un lato e la tavola di scorrimento viene posizionata sufficientemente sotto la sua coscia prossimale.
  • L’altra estremità della tavola dovrebbe essere posizionata sulla superficie di destinazione.
  • Il paziente non dovrebbe aggrapparsi all’estremità della tavola di scorrimento per evitare di schiacciarsi le dita.
  • Il paziente dovrebbe appoggiare la mano a 10-12 cm di distanza dalla tavola di scorrimento e usare entrambe le braccia per iniziare una spinta e scorrere sulla tavola.
  • Il terapista dovrebbe stare di fronte al paziente e assisterlo, se necessario, mentre esegue una serie di spinte sulla tavoletta.
  • Tavola di scorrimento
  • Cintura per il trasferimento
Squat Pivot Transfer Lo “squat pivot transfer” è utile per i pazienti che possono sostenere una parte del proprio peso ma non sono in grado di raggiungere una posizione eretta completa.

Trasferimento del perno dello squat dipendente.png
  • Posizionare le superfici vicine (a circa 90 gradi).
  • Rimuovere i braccioli dalle sedie a rotelle.
  • Assistere o istruire il paziente a scorrere (spostandosi sulle natiche) verso il bordo della superficie di origine.
  • Angolare i talloni del paziente verso la superficie di destinazione.
  • Bloccare le ginocchia del paziente con le ginocchia del terapista.
  • Istruire il paziente a spingere sulla superficie mentre sposta il peso “dal naso alle dita dei piedi”.
  • Sostenere il paziente alla cintura, alla vita o ai glutei e aiutarlo a guidare il trasferimento verso la superficie di destinazione. Non afferrare mai sotto il braccio debole del paziente o il braccio debole.
  • Avvicinarsi al paziente. Il terapista può avere la testa sul lato della superficie di destinazione, ma il paziente non sarà in grado di vedere dove sta andando.
  • Indicare al paziente di allungarsi verso la superficie di destinazione.
  • Assistere nell’abbassamento del paziente sulla superficie di destinazione.
  • Cintura per il trasferimento
  • Tavolino girevole
Sit to Stand Transfer Il “sit to stand transfer” è utile per i pazienti affidabili e prevedibili che possono partecipare attivamente e hanno una certa capacità di stare in piedi.

Trasferimento da seduto a in piedi.png
  • I piedi del paziente sono appoggiati sul pavimento.
  • Il paziente appoggia le mani sui braccioli della sedia o accanto al suo fianco sul letto.
  • Il paziente dovrebbe spingere con le braccia mentre il terapista lo avvicina al proprio corpo e si muove in posizione eretta.
  • Cintura per il trasferimento
  • Ausilio per il sit-to-stand
Stand Pivot Transfer Lo “stand pivot transfer” è utile per i pazienti che riescono a sostenere la maggior parte del proprio peso in piedi ma non possono spostarsi da un posto all’altro.

Trasferimento del perno dello stand.png
  • Il paziente si posiziona sul bordo della sedia a rotelle o del letto per iniziare il trasferimento.
  • Il terapista può aiutare il paziente a tenere i piedi appoggiati sul pavimento mentre porta la testa e il tronco in avanti.
  • Il terapista dovrebbe assistere il paziente, se necessario, con i piedi.
  • Il terapista dovrebbe sorvegliare o assistere il paziente durante il trasferimento e istruirlo a raggiungere la superficie prima di iniziare a sedersi.
  • Una volta eseguita la rotazone in piedi, il terapista dovrebbe assistere il paziente, se necessario, per assicurarne il controllo quando si abbassa sulla superficie di destinazione.
  • Cintura per il trasferimento
  • Tavolino girevole
  • Ausilio per il sit-to-stand
Stand Step Transfer Lo “stand step transfer” è indicato per i pazienti che riescono a sostenere il proprio peso in piedi, ma non possono fare i passi per spostarsi da un luogo all’altro con un supporto. Potrebbero anche utilizzare un ausilio.

Trasferimento a tappe dello stand.png
  • Posizionare la sedia al lato del letto con una leggera angolazione.
  • Il paziente si sposta in avanti verso il bordo della sedia.
  • Assicurarsi che i piedi del paziente siano appoggiati sul pavimento.
  • Il terapista tiene la mano e il braccio del paziente. Assicurarsi di non tirare il braccio del paziente, ma di tenerlo fermo.
  • Il paziente dovrebbe appoggiare una mano sul supporto del braccio della sedia. Il terapista dovrebbe già tenere l’altra mano o l’altro braccio del paziente.
  • Per alzarsi, il paziente si piega in avanti e spinge con le braccia e le gambe e, se necessario, con la mano del terapista.
  • Una volta in piedi, il terapista guida e sostiene il paziente.
  • Il paziente si gira facendo piccoli passi.
  • Mentre il paziente scende, il terapista tiene il braccio del paziente. Il terapista può anche mettere una mano dietro la spalla del paziente e aiutarlo a scendere mentre si abbassa lentamente.
  • Cintura per il trasferimento
  • Ausilio per la mobilità

Sintesi(edit | edit source)

  • Il trasferimento di un paziente può essere fisicamente impegnativo e spesso richiede movimenti faticosi e posizioni scomode. A causa dei potenziali danni sia per il paziente che per il professionista della riabilitazione, i trasferimenti sono considerati una manovra ad alto rischio.
  • L’attenzione alla corretta ergonomia potrebbe ridurre il rischio di lesioni muscoloscheletriche per i professionisti della riabilitazione.
  • L’utilizzo di ausili, come teli di scorrimento, tavole di scorrimento, cinture per il trasferimento, ausili per il sit-to-stand e team composti da più persone, potrebbe ridurre l’onere dei professionisti della riabilitazione che eseguono abitualmente i trasferimenti dei pazienti.
  • Bisogna ricordare che i trasferimenti dovrebbero sempre essere personalizzati in base alle esigenze e alle limitazioni del paziente.
  • La strategia di trasferimento dovrebbe essere valutata e rivalutata regolarmente per garantire la sicurezza e il raggiungimento degli obiettivi riabilitativi desiderati dal paziente.

Citazioni (edit | edit source)

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