L’attività fisica nelle persone con disabilità

Introduzione(edit | edit source)

Nel mondo ci sono 1,2 miliardi di persone con disabilità. Rappresentano il 15% della popolazione mondiale e l’80% delle persone con disabilità risiede nei paesi a basso reddito.(1) Negli Stati Uniti, il 20% della popolazione ha una disabilità, che corrisponde a 56 milioni di adulti. (2) In Australia 1 persona su 6 ha una disabilità. La disabilità grave o profonda, che significa che la persona non è in grado di svolgere le attività della vita quotidiana senza assistenza, colpisce 1 persona su 3. (3) Secondo le stime della Banca Mondiale, 1/5 della popolazione mondiale soffre di disabilità significative.(4) La pubblicazione dell’annuario africano sui diritti della disabilità del 2016 riporta che in Africa le neonate affette da disabilità hanno maggiori probabilità di essere uccise alla nascita.(1)

Esistono molti tipi di disabilità che riguardano il movimento, la vista, l’udito, il pensiero, la memoria, l’apprendimento, la comunicazione, la salute mentale e le relazioni sociali.(5)

Disabilità e salute( modifica | fonte edit )

Un comportamento sedentario, che spesso è associato alla disabilità, porta al decondizionamento e al rischio per la salute. Il problema è così specifico che viene descritto come Sindrome da decondizionamento da basso dispendio energetico associata a disabilità.(6)

Le persone con disabilità hanno il 57% di probabilità in più di essere obese rispetto agli adulti senza disabilità.(7) L’obesità è un fattore di rischio importante per gli adulti con disabilità, che hanno il 33% di probabilità in più di avere una patologia cronica, come patologie cardiache, diabete, ictus o cancro. (8)

L’impatto di queste malattie croniche può essere ridotto dall’attività fisica aerobica, ma gli adulti con disabilità fanno attività fisica regolarmente solo la metà delle volte rispetto a quanto la facciano quelli senza disabilità (12% contro 22%). (7)(9)

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Attività fisica( edit | edit source )

Definizione(edit | edit source)

L’attività fisica è definita come qualsiasi movimento corporeo prodotto dai muscoli scheletrici che richiede un dispendio energetico.(10) Sono quindi incluse le attività svolte lavorando, giocando, viaggiando, facendo i lavori domestici e partecipando ad attività ricreative. L’OMS raccomanda agli adulti di svolgere almeno 150-300 minuti di attività fisica aerobica di intensità moderata nell’arco della settimana o almeno 75-150 minuti di attività fisica aerobica di intensità vigorosa, o una combinazione equivalente di attività di intensità moderata e vigorosa, nella settimana.(11) Tuttavia, circa il 25% della popolazione mondiale non è sufficientemente attivo, e questo numero è due volte più alto nei paesi ad alto reddito.(11) Rispetto a coloro che soddisfano i criteri per il movimento, le persone non sufficientemente attive fisicamente hanno un rischio maggiore del 20%-30% di mortalità per tutte le cause.(12)

(13)

Metodi di misurazione dell’attività fisica( edit | edit source )

Il livello di attività fisica può essere misurato in Equivalente Metabolico dell’Attività (Metabolic Equivalent of Task – MET), che è definito come un multiplo del tasso metabolico a riposo. Quando si considerano le caratteristiche individuali, la soglia per l’attività si basa sulle intensità relative. Senza prendere in considerazione le capacità di una persona, le intensità assolute diventano la soglia di riferimento.(14) Un punteggio MET di 1 definisce il livello di energia utilizzato dalla persona quando è a riposo. Quando le linee guida per l’attività fisica utilizzano come punto di riferimento le intensità assolute, viene considerata attività leggera quando i MET sono inferiori a 3, mentre i MET da 3,0 a 5,9 sono considerati attività moderata. Quando il MET è superiore a 6, l’attività viene considerata vigorosa.

Esempio di livelli MET

Un altro strumento per misurare il livello di attività fisica è la scala di Borg sulla percezione dello sforzo, chiamata Rate of Perceived Exertion (RPE). Si basa su una scala soggettiva che va da 6 a 20 e offre una buona stima della frequenza cardiaca durante un’attività.

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Ulteriori metodi di misurazione delle attività fisiche sono:(15)

  • Questionari di autovalutazione
  • Registri di attività di autovalutazione
  • Osservazione diretta
  • Dispositivi: accelerometri, pedometri, cardiofrequenzimetri, tecnologia a fascia da braccio

Persone con disabilità( edit | edit source )

La disabilità non definisce la persona, quindi quando si parla o si lavora con persone con disabilità è essenziale mettere la persona al primo posto. Un linguaggio positivo valorizza e quindi si dovrebbe sempre usare un linguaggio inclusivo. (16)(17)

“Una disabilità è una qualsiasi condizione del corpo o della mente (menomazione) che rende più difficile per la persona affetta da tale condizione svolgere determinate attività (limitazione dell’attività) e interagire con il mondo circostante (limitazione della partecipazione)”.(18)

Nel modello medico della disabilità, la condizione viene vista come una difficoltà medica e biologica. Si sottolinea la necessità di correggere il malessere invece di prevenire il malessere e promuovere il benessere. Al contrario, nel modello sociale, la disabilità viene vista come una differenza e non viene giudicata. Questo modello pone l’accento su barriere come i fattori strutturali o i comportamenti discriminatori che impediscono l’attività fisica. Sia il modello medico che quello sociale sono criticati perché mettono in evidenza punti di vista estremi.(19) Ciò ha portato allo sviluppo del modello socio-relazionale, che suggerisce che entrambe le menomazioni, così come le barriere sociali e ambientali, possono agire tutte contemporaneamente.(20)

(21)

Benefici dell’attività fisica nelle persone con disabilità( edit | edit source )

L’attività fisica è essenziale per la qualità della vita e come fattore promotore della salute pubblica. (19)
Nelle persone con disabilità, l’attività fisica ha un’importanza amplificata come conseguenza dei tassi più elevati di malattie croniche che essa può influenzare. Oltre a questi vantaggi metabolici, le persone con disabilità possono trarre ulteriori vantaggi dall’attività fisica:

  • Benefici per la salute:
    • L’attività fisica ha un’importanza amplificata per le difficoltà cognitive, emotive e sociali.
    • Benefici psicologici, come il miglioramento della percezione di sé tramite esperienze di attività fisica di successo.
    • L’attività fisica può ridurre lo stress, il dolore e la depressione. Le attività della vita quotidiana (AVQ) sono percepite come più facili da svolgere.
  • Contatto sociale:
    • L’attività fisica può ridurre il processo di stigmatizzazione e gli stereotipi negativi.
    • L’attività fisica può contribuire a migliorare lo stato sociale: le persone non disabili vedono più favorevolmente le persone con disabilità fisicamente attive rispetto a quelle non attive.
    • Benefici sociali, dato che la natura di molte attività sportive porta a una maggiore integrazione sociale, a legami e amicizie.
  • Divertimento:
    • L’attività fisica è benefica per l’umore.
    • Divertimento, tramite l’interazione sociale con il personale del fitness e con gli altri partecipanti.

(22)

Barriere per l’attività fisica( edit | edit source )

Nonostante i benefici per la salute, il contesto sociale e il divertimento, esistono, a seconda dell’età e del tipo di disabilità, delle barriere a livello individuale, sociale, ambientale e politico.(23):

Livello individuale: mancanza di conoscenze su dove fare esercizio fisico; mancanza di conoscenze/informazioni accessibili sull’attività fisica: quali sono i benefici dell’essere attivi(24), quanto si dovrebbe fare e quanto è sicura l’attività fisica; la paura di cadere; la natura della menomazione che produce dolore durante l’attività; la mancanza di energia, la mancanza di motivazione, la vergogna di essere disabili;(9)preoccupazioni personali sulla sicurezza; timore di attirare attenzioni indesiderate.

Livello sociale: dipendenza dei bambini con disabilità dai genitori; presenza di soggetti iperprotettivi (caregivers, coniugi, familiari); gli insegnanti di educazione fisica non hanno la preparazione professionale o le attrezzature per lavorare con gli studenti con disabilità; i medici forniscono scuse mediche agli studenti con disabilità per evitare l’educazione fisica; i bambini con disabilità possono non avere amici con cui giocare; sport inappropriati offerti senza una guida adeguata; costi; supporto sociale limitato; atteggiamenti sociali negativi nei confronti della disabilità da parte di altri (ad esempio, clienti e personale dei centri ricreativi).

Livello ambientale: accessibilità (porte della palestra troppo strette per l’accesso delle sedie a rotelle, bagni o spogliatoi inaccessibili); barriere nelle aree esterne (ad esempio, percorsi pedonali poco illuminati o boscosi, semafori privi di segnali acustici);(19) mezzi di trasporto inadeguati; attrezzature non idonee (ad esempio, assenza di sedia da piscina o di bicicletta per le braccia);(25) maltempo.

Livello politico/organizzativo: include barriere come l’inaccessibilità o l’inadeguatezza o la mancanza di programmi specifici per le persone con disabilità o lesioni al midollo spinale. Mancanza di personale o di volontari formati/mancanza di indicazioni da parte del personale su come esercitarsi o adattarsi. Anche la mancanza di attrezzature adeguate può rientrare in questa categoria. Il livello politico/organizzativo è la barriera meno identificata, ma è comunque importante. (26)

(27)

Attività fisica per le persone con disabilità nei paesi a basso reddito( edit | edit source )

La maggior parte delle ricerche condotte sull’attività fisica per le persone con disabilità si concentra sulla popolazione generale e quasi tutti i dati provengono da paesi ad alto reddito. L’obiettivo futuro deve includere una migliore raccolta di dati nei paesi a basso e medio reddito.(28) In base alle stime del Global Burden of Disease, la disabilità visiva è un fattore decisivo nel predire gli anni vissuti in condizioni di disabilità nei paesi a basso e medio reddito. Uno studio condotto dal 10/66 Dementia Research Group tra il 2003 e il 2005 in 7 paesi a basso e medio reddito, inclusi Cina, India, Cuba, Repubblica Dominicana, Venezuela, Messico e Perù, ha rilevato che la demenza è una delle principali cause di disabilità, seguita da ictus, disabilità agli arti, artrosi, depressione, problemi alla vista e disturbi gastrointestinali.(29) La revisione sistematica degli studi condotti nei paesi a basso e medio reddito ha sostenuto un legame diretto tra povertà e disabilità.(30)

La partecipazione all’attività fisica tra le persone con disabilità che vivono in paesi a basso reddito non è stata studiata a fondo e i dati sono molto limitati.(28) In base a studi completi condotti in 46 paesi a basso e medio reddito, le persone con condizioni fisiche croniche e di età superiore ai 50 anni avevano meno probabilità di rispettare le linee guida per l’attività fisica rispetto agli adulti senza tali condizioni.(31) I sintomi associati alle condizioni croniche, come la depressione, il dolore e le difficoltà di mobilità, sono risultate essere barriere per una vita attiva.(31)

Fornitore di assistenza sanitaria( edit | edit source )

Linea guida(edit | edit source)

È essenziale che i fisioterapisti e gli altri operatori sanitari conoscano le linee guida generali per l’attività fisica, in quanto vengono applicate anche alle persone con disabilità. Gli adulti con disabilità hanno maggiori probabilità di praticare attività fisica se questa è raccomandata dai medici. Pertanto, se ricevevano una raccomandazione a fare attività fisica, avevano l’82% di probabilità in più di essere fisicamente attivi rispetto a coloro a cui non era stato raccomandato.(32) I fisioterapisti e altri professionisti della salute possono utilizzare i 5 passaggi illustrati nel grafico sottostante per incrementare l’attività fisica tra le persone con disabilità:

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Interazione(edit | edit source)

Punti generali da considerare quando si interagisce con persone con disabilità:

  • Se non siete sicuri su come comportarvi quando interagite con il paziente, chiedete di
  • Parlare direttamente con il vostro paziente invece di rivolgervi a un accompagnatore o a un interprete, se presente
  • Rispettare i dispositivi di assistenza dei vostri pazienti, come stampelle o sedie a rotelle, in quanto di loro proprietà personale, che di norma non dovrebbero essere spostati a meno che non siate autorizzati a farlo
  • Considerare il tempo supplementare che il vostro paziente potrebbe impiegare per il trasferimento o la preparazione
  • Non date mai per scontato che il vostro paziente abbia bisogno del vostro aiuto. Offrite la vostra assistenza e attendete una risposta e delle indicazioni specifiche
  • Evitate di fare ipotesi generiche, ma cercate invece di conoscere le esigenze, le preferenze e le capacità individuali del vostro paziente(17)
  • Non appoggiate, toccate o regolate la sedia a rotelle delle persone senza il loro permesso, poiché è considerata un’estensione del loro corpo

Promuovere l’attività fisica( edit | edit source )

Esercizi(edit | edit source)

Potete trovare qui delle schede che descrivono varie disabilità e condizioni di salute, nonché considerazioni e raccomandazioni sull’attività fisica, l’esercizio fisico e la salute in generale associate a ciascuna condizione.

Potete trovare qui 5 facili esercizi generali per le persone con disabilità intellettive e dello sviluppo.

Inclusive Fitness Trainer( edit | edit source )

Negli Stati Uniti, un Inclusive Fitness Trainer (certificato dall’American College of Sports Medicine (ACSM) e dal National Center on Health, Physical Activity and Disability (NCHPAD)), è un professionista del fitness qualificato in modo esclusivo per lavorare con persone che presentano rischi per la salute e/o limitazioni fisiche. Conoscono l’attuale politica della legge antidiscriminazione e creano una programmazione di esercizi adattata che promuove un allenamento sicuro ed efficace. L’obiettivo è quello di mettere in grado le persone con disabilità di raggiungere i loro obiettivi di fitness.(33)

Campagna: How I walk (come cammino)( edit | edit source )

“How I Walk è un movimento che mira a rivalutare la parola “camminare” mettendo in discussione le prospettive individuali e della società”.(2) È una chiamata all’azione per promuovere il camminare e le comunità percorribili a piedi.(2)

Giochi olimpici e paralimpici speciali( edit | edit source )

Special Olympics è la più grande organizzazione sportiva al mondo per persone con disabilità intellettive. Esistono programmi in 169 paesi con più di 4,7 milioni di atleti e oltre un milione di volontari. Attraverso la gioia dello sport, mira a trasformare le vite e a creare un nuovo mondo di inclusione. (34)

I Giochi Paralimpici sono uno dei più grandi eventi sportivi internazionali. I primi Giochi Paralimpici ufficiali risalgono al 1960 e vi parteciparono 23 Paesi. Erano 162 le nazioni rappresentate alle Paralimpiadi estive del 2020.

Organizzazioni sportive( edit | edit source )

Promuovere l’attività fisica nei paesi a basso reddito( edit | edit source )

Le campagne di promozione dell’attività fisica nei paesi a basso reddito devono includere:

  • Fattori legati allo stile di vita
  • Outcome di salute fisica
  • Vincoli economici
  • Interventi primari e secondari sostenibili(31)

Le strategie proposte sono:

  • Educazione sull’importanza delle attività fisiche
  • Formazione del personale medico sulla valutazione dei livelli di attività fisica
  • Impiego dei principi cognitivo-comportamentali, come la definizione degli obiettivi e la risoluzione dei problemi quando si parla dell’importanza delle attività fisiche
  • Sviluppo di un gruppo eterogeneo di operatori: formatori, ricercatori e clinici comportamentali
  • Approccio di cura a tappe che inizi con l’autogestione. Se questo approccio fallisce, continuare con un approccio manuale e supervisionato, condotto da un operatore non specializzato, seguito da attività con un supervisore specializzato se il dolore o i problemi di mobilità impediscono il completamento delle attività.
  • Studi di efficacia sugli interventi di attività fisica
  • Conduzione di analisi costi-benefici per quantificare le implicazioni finanziarie e scegliere le risorse in modo appropriato, seguite da ricerche a livello politico
  • L’impegno del governo nel sensibilizzare il pubblico sull’importanza delle attività fisiche
  • L’impegno del governo nel fornire un ambiente appropriato per l’attività fisica(31)

Citazioni(edit | edit source)

  1. 1.0 1.1 Facts & Figures: Disabilities in developing countries. SciDevNet 2019. Available at: https://www.scidev.net/global/features/facts-figures-disabilities-in-developing-countries/. Accessed 15.11.2021
  2. 2.0 2.1 2.2 NCHPAD. How I Walk. About How I Walk. 2015 (cited 21/02/2017). Available from: http://www.nchpad.org/howiwalk/
  3. Australian Institute of Health and Welfare. People with disabilities in Australia. Available at: https://www.aihw.gov.au/reports/disability/people-with-disability-in-australia/contents/people-with-disability/prevalence-of-disability. Accessed 14.11.2021
  4. The World Bank. Disability Inclusion. Available at: https://www.worldbank.org/en/topic/disability. Accessed 14.11.2021
  5. CDC Centers for Disease Control and Prevention. Disability Overview. 2015 (cited 22/02/2017). Available from: https://www.cdc.gov/ncbddd/disabilityandhealth/disability.html
  6. Rimmer JH, Schiller W, Chen MD. Effects of disability-associated low energy expenditure deconditioning syndrome. Exerc Sport Sci Rev. 2012 Jan;40(1):22-9.
  7. 7.0 7.1 US Department of Health and Human Services. I can do it you can do it. 2017 (cited 22/02/2017). Available from: https://www.fitness.gov/participate-in-programs/i-can-do-it-you-can-do-it/
  8. CDC Centers for Disease Control and Prevention. Increasing Physical Activity among Adults with Disabilities. 2016 (cited 22/02/2017). Available from: https://www.cdc.gov/ncbddd/disabilityandhealth/pa.html
  9. 9.0 9.1 de Hollander EL, Proper KI.Physical activity levels of adults with various physical disabilities.Preventive Medicine Reports 2018; 10:370-376
  10. Caspersen CJ, Powell KE, Christenson GM. Physical activity, exercise, and physical fitness: definitions and distinctions for health-related research. Public Health Rep. 1985 Mar-Apr;100(2):126-31.
  11. 11.0 11.1 WHO. Physical Activity Fact sheet (Internet). 2021. Available from: http://www.who.int/mediacentre/factsheets/fs385/en/. Accessed 14.11.2021
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  17. 17.0 17.1 NCHPAD. fckLRfckLRDisability Awareness: Interaction Tips for the Fitness Professional. Regole generali. 2017 (cited 21/02/2017). Available from: http://www.nchpad.org/615/2567/Disability~Awareness~~Interaction~Tips~for~the~Fitness~Professional
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  20. Thomas C. How is disability understood? An examination of sociological approaches. Disabil Soc 2004;19:569–83.
  21. WeThe15. Available from: https://www.youtube.com/watch?v=gHCDvdCaJhI (last accessed 14/11/2021)
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  23. Jaarsma EA, Dijkstra PU, Geertzen JHB, Dekker R. Barriers to and facilitators of sports participation for people with physical disabilities: A systematic review. 2014. Scandinavian Journal of Medicine & Science in Sports, 24 (6), 871-881
  24. Wadey R, Melissa Day M. A longitudinal examination of leisure-time physical activity following amputation in England.Psychology of Sport and Exercise 2018; 37: 251-261
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  27. Judson Laipply. The Evolution of Dance. Available from: Beyond empower. Breaking Barriers – Equipment as a barrier to disabled people keeping active. Available from: https://www.youtube.com/watch?v=CfcZgprOnIk (last accessed 15/11/2021)
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  33. ACSM. ACSM/NCHPAD Certified Inclusive Fitness Trainer. 2015 (cited 21/02/2017). Available from: http://certification.acsm.org/acsm-inclusive-fitness-trainer
  34. Special Olympics. What We Do. 2017 (cited 22/02/2017). Available from: http://www.specialolympics.org/Sections/What_We_Do/What_We_Do.aspx


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