Panoramica sulla valutazione dell’anca

Redazione originale Stacy Schiurring sulla base del corso di Shala Cummingham Contributori principaliStacy Schiurring e Ewa Jaraczewska

Introduzione(edit | edit source)

Il dolore all’anca contribuisce in modo sostanziale al carico globale delle disabilità muscoloscheletriche. La complessità della valutazione dell’anca è dovuta alla varietà di strutture che possono generare sintomi, tra cui ossa, legamenti, tendini, borse e nervi. Inoltre, la stretta interconnessione tra la mobilità del tronco e dell’anca, unita al fatto che il dolore può irradiarsi sia dalla colonna lombare all’anca, sia dall’anca alla zona lombare e al ginocchio mediale(1), richiede un approccio completo e sistematico alla valutazione.(2) Pertanto, gli operatori della riabilitazione devono avere una conoscenza approfondita dell’anatomia dell’anca e della valutazione soggettiva e oggettiva dell’anca per diagnosticare accuratamente e gestire efficacemente queste condizioni.

Anamnesi soggettiva( modifica | modifica fonte )

Il mnemonico L-M-N-O-P-Q-R-S-T delinea gli aspetti essenziali da trattare durante la raccolta dell’anamnesi di un paziente.

Le seguenti segnalazioni soggettive sono utili per individuare la fonte del dolore all’anca:(3)

  • I sintomi peggiorano con l’attività
  • Dolore con la torsione, come ad esempio girando, cambiando direzione
  • La posizione seduta potrebbe essere scomoda, soprattutto con la flessione dell’anca
  • Alzarsi dalla posizione seduta è spesso doloroso (ad esempio, si blocca o scatta)
  • Difficoltà a salire/scendere le scale
  • Sintomi salendo e scendendo dall’automobile
  • Dispareunia (rapporti sessuali dolorosi)
  • Difficoltà a indossare/togliere le calzature (ad esempio scarpe, calze, calzetteria)

L: localizzazione dei sintomi e livello di compromissione funzionale

La localizzazione dei sintomi può aiutarvi a sviluppare diagnosi ipotetiche basate sui tessuti presenti nell’area. Considerare le seguenti sedi di dolore e le relative patologie associate:(1)(4)

Tabella 1.0. Dolore all’anca e all’inguine: diagnosi differenziale basata sulla localizzazione(1)(4)
Localizzazione del dolore Patologia locale Fonti di dolore irradiato Considerazioni cliniche
Anca anteriore (zona inguinale)
  • Il segno della “C” indica comunemente una patologia intra-articolare

    Perla clinica: il segno della “C”: il paziente appoggia la mano a coppa sulla parte anteriore o laterale dell’anca per indicare la posizione del dolore. Questo perché il dolore è tipicamente avvertito in profondità nell’inguine, una regione innervata dai nervi dell’articolazione dell’anca, e la forma a “C” della mano rappresenta l’area del fastidio.(5)

  • Tipica insorgenza insidiosa/graduale
  • Potrebbe passare da unilaterale a bilaterale
  • Esaminare la colonna vertebrale lombare con movimenti ripetuti
  • Valutare l’articolazione sacroiliaca con Cluster di test speciali per l’articolazione sacroiliaca
  • Considerare l’età: OA negli adulti più anziani; FAI/lesioni del labbro nei pazienti più giovani e attivi
Regione/sinfisi pubica
  • L’indolenzimento della sinfisi pubica ha un’elevata sensibilità per escludere il dolore legato al pube
  • Squeeze test a 0° di flessione dell’anca associato a lesione dell’aponeurosi pubica
  • Il “Crossover test” (noto anche come test di adduzione trasversale/orizzontale) valuta le forze di taglio sulla sinfisi pubica
  • Comune negli sport che comportano frequenti movimenti di calcio/torsione
  • Potrebbero coesistere più entità cliniche
Anca laterale/gluteo
  • Borsite trocanterica (sindrome dolorosa del grande trocantere)
  • Tendinopatia degli abduttori dell’anca (piccolo/medio gluteo)
  • Tendinopatia dei rotatori esterni al grande trocantere
  • Patologia della colonna lombare (L4-L5, L5-S1)
  • Disfunzione dell’articolazione sacroiliaca
  • Spesso è legato alla debolezza dei muscoli glutei
  • Può comportare lo scatto laterale dell’anca
  • Considerare la radicolopatia lombare nella diagnosi differenziale
  • Valutare la funzione del cingolo pelvico
Parte anteriore della coscia
  • Stiramento del quadricipite
  • Stiramento/tendinopatia del retto femorale
  • Intrappolamento del nervo femorale
  • Patologia intra-articolare dell’anca (FAI, OA)
  • Patologia della colonna lombare (radici nervose L2-L4)
  • Osteonecrosi della testa del femore
  • Test di tensione del nervo femorale eseguito in posizione prona con flessione passiva del ginocchio
  • Considerare la valutazione del complesso dei flessori dell’anca (test di Thomas modificato)
  • Un dolore inguinale profondo e progressivo con carico assiale suggerisce un’osteonecrosi
  • Fare lo screening per le bandiere rosse (uso di corticosteroidi, consumo di alcol)
Regione della coscia mediale/adduttori
  • Stiramento degli adduttori (dolore all’inguine legato agli adduttori)
  • Patologia dell’origine del tendine degli adduttori
  • Intrappolamento del nervo otturatore
  • Osteoartrosi dell’anca
  • Patologia della sinfisi pubica
  • Patologia della colonna vertebrale lombare
  • Entità del dolore all’inguine più comune negli sport che comportano frequenti movimento di calcio
  • L’indolenzimento all’origine degli adduttori ha un’eccellente affidabilità inter-rater (κ > 0,80)
  • L’assenza di indolenzimento agli adduttori ha un’elevata sensibilità (93%) per escludere la patologia degli adduttori
  • Testare l’adduzione contro resistenza in più posizioni dell’anca (0°, 45°, 90° di flessione)
  • Si raccomanda la correlazione della risonanza magnetica con i riscontri clinici
Anca posteriore/in profondità nella natica
  • Patologia della colonna vertebrale lombare (in particolare L5-S1)
  • Disfunzione dell’articolazione sacroiliaca
  • Patologia intra-articolare dell’anca (lesioni del labbro posteriore)
  • La rotazione esterna in posizione neutra dell’anca è limitata principalmente dall’impingement posteriore tra il grande trocantere e l’ischio
  • Fare uno screening sistematico della colonna vertebrale lombare e del cingolo pelvico
  • Considerare il coinvolgimento del nervo sciatico

Bisogna anche valutare in che modo il dolore del paziente sta influendo sulla sua capacità di svolgere le attività della vita quotidiana e altri compiti legati al lavoro, alla scuola e allo sport.(1)

M: fattori medici (farmaci) e meccanismo di lesione

Dobbiamo scoprire quali farmaci sta assumendo il paziente (compresi gli integratori) e quali comorbidità potrebbe avere. Vogliamo anche determinare quando e come si è verificata la lesione (trauma specifico, overuse, etc.). Se c’è stata una lesione traumatica che ha scatenato il dolore all’anca, determinare se i sintomi neurologici (intorpidimento, formicolio, dolore acuto o bruciante) erano presenti al momento del trauma.(1)

Bandiere rosse: insorgenza improvvisa di un dolore intenso in assenza di un incidente, sintomi neurologici al momento del trauma

N: sintomi neurologici

I sintomi neurologici includono intorpidimento, formicolio, parestesie e dolore acuto o bruciante. In presenza di sintomi neurologici, dobbiamo determinare se sono costanti o intermittenti, se seguono uno schema dermatomerico (che suggerisce l’origine dalla colonna vertebrale lombare) o se seguono uno schema del nervo periferico (nervo femorale o sciatico) e se i sintomi sono correlati a posizioni o movimenti specifici.(1)

Bandiera rossa: intorpidimento con distribuzione a calza che interessa più dermatomi (considerare anche il coinvolgimento di più nervi periferici)

O: Occupazione, comprese le limitazioni

Ci sono dei fattori legati al lavoro o all’attività che sono rilevanti? C’è la possibilità di un overuse? Il paziente fa delle attività ripetitive? Considerare le esigenze specifiche dello sport e i requisiti professionali.(1)

P: Cosa allevia o provoca i sintomi?

Dobbiamo scoprire cosa aumenta o peggiora i sintomi e quanto tempo ci vuole perché i sintomi diminuiscano una volta aggravati. Queste informazioni forniscono indicazioni sull’irritabilità dei tessuti.(1)

Bandiere rosse: sintomi costanti e inarrestabili; sintomi che non si calmano mai, indipendentemente dall’attività o dal riposo; niente allevia i sintomi

D: Qualità dei sintomi/del dolore

Occore scoprire se i sintomi sono acuti, sordi, trafittivi, dolorosi o simili a scosse elettriche e se c’è intorpidimento, formicolio o una sensazione di debolezza/goffaggine.(1)

Nota clinica: i sintomi meccanici, tra cui lo scatto o lo schiocco, sono comunemente riferiti dai pazienti con lesioni del labbro (spesso presenti insieme a sensazioni di blocco e di incastro). Tuttavia, questi sintomi si manifestano anche in numerose altre condizioni dell’anca, tra cui i corpi liberi, le malattie articolari degenerative e l’osteonecrosi, limitando la loro specificità diagnostica. L’assenza di uno scatto/schiocco potrebbe essere più utile dal punto di vista clinico per escludere la patologia del labbro, anche se i rapporti di probabilità specifici per questo sintomo isolatamente non sono ben stabiliti nella letteratura. Lo scatto (clicking) dovrebbe essere considerato insieme ad altri riscontri clinici (dolore all’inguine anteriore, test FADIR positivo, rotazione limitata dell’anca) e alla diagnostica per immagini piuttosto che come indicatore diagnostico isolato.(6)(7)

R: Irradiazione dei sintomi

Domande da porre in relazione ai sintomi che si irradiano:(1)

  • Dove si irradiano i sintomi?
  • I sintomi che si irradiano sono provocati da attività o posizioni?
  • Quanto durano i sintomi che si irradiano?

Bandiera rossa: sintomi che si irradiano e interessano più dermatomi (bisogna ricordarsi di controllare gli schemi sensoriali dei nervi periferici se sembra essere interessato più di un dermatomo)

S: Gravità dei sintomi

Si possono usare scale come la Scala analogica visiva o la Scala numerica di valutazione del dolore, ma bisogna anche considerare come i sintomi influenzano la funzione e le attività. Il paziente deve modificare o interrompere le attività a causa dei sintomi?(1)

Bandiera rossa: insorgenza improvvisa di un dolore intenso senza alcun incidente o trauma

T: Tempistiche dei sintomi

Dobbiamo scoprire la tempistica dei sintomi nell’arco delle 24 ore e in relazione all’attività fisica. Come si presentano i sintomi dal mattino e durante le attività quotidiane, il lavoro, le attività della vita quotidiana e la sera? Questo fornisce un quadro temporale completo del comportamento dei sintomi.(1)

Bandiere rosse: sintomi che interrompono il sonno o che peggiorano di notte; dolore costante e inarrestabile che rimane invariato durante la giornata, indipendentemente dall’attività svolta

Altre bandiere rosse(modifica | modifica fonte)

È importante fare uno screening per la presenza di ulteriori bandiere rosse o sintomi costituzionali (sintomi o problemi di salute che riguardano l’intero organismo piuttosto che una parte specifica).

Bandiere rosse che richiedono il rinvio immediato a un medico o al Pronto Soccorso:(4)

  • Storia di trauma con sospetta frattura
  • Febbre con dolori articolari
  • Perdita di peso inspiegabile
  • Dolore notturno non alleviato dal riposo
  • Uso prolungato di corticosteroidi (rischio di osteonecrosi)
  • Storia di cancro
  • Bruciore durante la minzione
  • Deficit neurologico progressivo

Questionari di autovalutazione per il dolore all’anca(modifica | fonte edit)

Valutazione oggettiva(modifica | modifica fonte)

Osservazione(edit | edit source)

Bisogna ricordare di osservare l’intero quadrante inferiore (anca, ginocchio e complesso caviglia/piede) e la colonna vertebrale lombare. Osservare entrambi i lati del corpo per poterli confrontare. La valutazione dovrebbe comprendere l’osservazione della funzione articolare in carico del peso corporeo e della postura statica:(1)

Tabella 2.0. Esempi di valutazione clinica osservazionale per l’anca(1)(8)
Valutazione osservazionale Aree di valutazione importanti
Valutazione della postura
  • Postura da seduti
  • Postura in piedi
  • Notare se il paziente carica il peso corporeo in egual misura su entrambe le gambe o se sposta il peso da un lato
  • Osservare se il paziente siede in modo uniforme su entrambe le tuberosità ischiatiche
Analisi del passo
  • Osservare lo schema del passo
  • Notare qualsiasi andatura antalgica, andatura di Trendelenburg o schemi di compensazione
  • Cercare l’elevazione dell’anca (“hip hiking”) per sollevare l’arto inferiore da terra (potrebbe indicare un aumento del tono del quadrato dei lombi)
  • Esempi di valutazioni standardizzate:
Screening funzionale Questi screening funzionali forniscono informazioni sulle limitazioni del range di movimento, sui deficit di equilibrio e sulla capacità funzionale complessiva prima di sottoporsi a test formali.

  • Flessione del tronco (ricordare che questo comporta la flessione dell’anca in piedi)
  • Estensione del tronco (comporta l’estensione dell’anca in piedi)
  • Appoggio su una gamba sola per valutare l’equilibrio (valutare anche la tolleranza del peso corporeo)
  • Valutazione dello squat (se appropriato per il livello funzionale del paziente)
  • Sit-to-stand (squat parziale) se lo squat completo non è appropriato

Palpazione(edit | edit source)

Tabella 3.0. Punti chiave per la palpazione dell’anca(1)(9)(10)(11)
Strutture anteriori
  • Spina iliaca anteriore superiore (SIAS): confrontare la simmetria tra i lati; sito di inserzione per il muscolo sartorio
  • Spina iliaca anteriore inferiore (SIAI): sito di inserzione per il retto femorale
  • Articolazione anteriore dell’anca: appena lateralmente all’inguine; un indolenzimento potrebbe suggerire osteoartrosi, frattura o necrosi avascolare
  • Legamento inguinale: palpare dall’ASIS al tubercolo pubico
  • Sinfisi pubica: valutare la simmetria con la SIAS; un indolenzimento suggerisce un’osteite pubica o una lesione dei muscoli del core
  • Tubercolo degli adduttori e origini degli adduttori: palpare per verificare l’eventuale presenza di indolenzimento, in particolare in caso di dolore all’inguine
  • Gruppo muscolare dei flessori dell’anca (iliopsoas, retto femorale): un indolenzimento indica un potenziale stiramento o una tendinite
  • Arteria femorale: passa sotto il legamento inguinale nel suo punto intermedio, a metà tra la SIAS e il tubercolo pubico
Strutture laterali
  • Cresta iliaca: palpare dalla parte anteriore a quella posteriore lungo il bordo
  • Grande trocantere: localizzare e valutare l’eventuale presenza di indolenzimento; più evidente quando l’anca è in rotazione neutra
  • Borsa trocanterica: comprende tre borse (la principale è quella del grande gluteo); un indolenzimento suggerisce una borsite trocanterica
  • Inserzione del medio gluteo: si inserisce sulla parte laterale del grande trocantere
  • Fascia ileo-tibiale: palpabile sulla faccia laterale della coscia
Strutture posteriori
  • Spina iliaca posteriore superiore (SIPS): si trova a livello della seconda vertebra sacrale; è visibile come fossette; è comunemente dolente in caso di disfunzione dell’articolazione sacroiliaca (segno del dito di Fortin)
  • Tuberosità ischiatica: valutare la simmetria pelvica in posizione seduta e in piedi
  • Nervo sciatico: si trova a metà tra il grande trocantere e la tuberosità ischiatica
  • Piriforme: in profondità rispetto al grande gluteo
  • Sacro: palpare la linea mediana e il solco sacrale (fossette a livello della SIPS)
  • Articolazioni sacroiliache: situate medialmente alla SIPS; si noti che l’articolazione stessa è anatomicamente inaccessibile alla palpazione diretta per via dei tessuti sovrastanti e della sua posizione rivolta medialmente
Strutture lombari e lombopelviche
  • Processi spinosi lombari: palpare per valutare l’indolenzimento e l’allineamento
  • Altezza della cresta iliaca: una linea orizzontale che collega i punti più alti di entrambe le creste iliache attraversa la colonna vertebrale all’interspazio L4-L5 o alla vertebra L4
  • Quadrato dei lombi: valutare l’aumento del tono, in particolare nei pazienti che mostrano un’elevazione dell’anca (“hip hiking”) durante il passo
  • Muscoli paraspinali: valutare l’indolenzimento e il tono muscolare

Il seguente video opzionale fornisce una panoramica sulla palpazione dei principali punti di riferimento della regione dell’anca e fornisce indicazioni cliniche sulle patologie più comuni.

(12)

Screening neurologico(modifica | fonte di modifica)

  • Dermatomi: valutare la sensazione nelle distribuzioni delle radici dei nervi lombari
  • Miotomi: testare i gruppi muscolari chiave per verificare la funzione delle radici dei nervi lombari
  • Straight Leg Raise: valutare il coinvolgimento del nervo sciatico
  • Test di tensione del nervo femorale: valutare il coinvolgimento del nervo femorale(1)

Range di movimento(modifica | fonte di modifica)

È importante valutare il range di movimento attivo e passivo, anche con la sovrapressione. Per maggiori informazioni sulla valutazione del range di movimento, si prega di consultare: Valutazione del range di movimento.

Tabella 4.0: Range di movimento dell’anca e sensazione di fine range (AAOM = American Academy / Association of Orthopedic Medicine)
Movimento Valori AAOM(13) Range basato sulla ricerca(14)(15) End-feel (sensazione di fine range) tipico(16)
Flessione 120° 110-125° Approssimazione dei tessuti molli
Estensione 20° 10-30° Allungamento capsulare
Abduzione 40° 30-50° Allungamento capsulare
Adduzione 20° 20-30° Approssimazione dei tessuti molli
Rotazione interna a 90° di flessione dell’anca 45° 30-45° Capsulare/rigido
Rotazione esterna a 90° di flessione dell’anca 45° 40-60° Capsulare/rigido
Rotazione interna (in posizione neutra/prona) 45° 30-40° Capsulare/rigido
Rotazione esterna (in posizione neutra/prona) 45° 40-50° Solido

Il complesso spinopelvico femorale (SPFC) si riferisce all’interazione tra la colonna lombare, il bacino e le anche, che insieme mantengono la postura verticale, l’equilibrio del tronco e l’efficienza del movimento degli arti inferiori. Negli individui sani, queste regioni si muovono armoniosamente per consentire transizioni fluide tra le posizioni (ad esempio, da seduti a in piedi e viceversa). In piedi, il bacino si inclina in avanti (antiversione), aumentando la lordosi lombare e le anche sono in posizione di estensione. In posizione seduta, il bacino si inclina all’indietro (retroversione), riducendo la lordosi, mentre le anche sono flesse. Questa relazione dinamica permette all’acetabolo di cambiare orientamento: si apre anteriormente durante la posizione seduta per assecondare il movimento del femore e si chiude in piedi per garantire la stabilità articolare.(17)

Pertanto, la colonna lombare svolge un ruolo importante nel determinare il range di movimento dell’anca attraverso la sua influenza sull’orientamento del bacino e sull’allineamento spinopelvico.(1) Una colonna lombare flessibile consente al bacino di ruotare liberamente, riducendo così la richiesta meccanica sull’articolazione dell’anca durante movimenti come la flessione e l’estensione. Al contrario, quando la colonna vertebrale lombare diventa rigida o fusa, la mobilità pelvica è limitata. Questa limitazione costringe l’anca a compensare con un movimento maggiore, spesso aumentando lo stress sull’articolazione e predisponendo all’impingement o all’instabilità.(17)

Tabella 5.0. Differenziazione della mobilità dell’anca e del tronco(1)
Movimento Movimenti comuni combinati tra anca e colonna vertebrale lombare
Valutazione della flessione
  • Flessione del tronco in piedi: valuta la mobilità combinata del tronco e dell’anca
  • Flessione del tronco in posizione seduta: valuta la mobilità combinata del tronco e dell’anca
  • Flessione dell’anca in posizione seduta: valuta la mobilità dell’anca con un certo coinvolgimento del tronco
  • Flessione dell’anca in posizione supina: isola la mobilità dell’anca mentre il tronco rimane in posizione neutra sul tavolo
Valutazione dell’estensione
  • Estensione del tronco in piedi: valuta la mobilità combinata del tronco e dell’anca
  • Estensione dell’anca in piedi: include l’estensione lombare (il paziente inarca la zona lombare)
  • Estensione dell’anca in decubito laterale o prono: riduce il coinvolgimento del tronco

Nota clinica: quando si valuta l’estensione dell’anca in decubito laterale, bisogna palpare la colonna lombare per assicurarsi che non si stia verificando una lordosi lombare compensatoria

Test contro resistenza( modifica | modifica fonte )

Valutare la forza dei flessori (ileopsoas, tensore della fascia lata, sartorio e retto del femore), estensori (grande gluteo, semitendinoso, semimembranoso e bicipite femorale), adduttori (piccolo gluteo e medio gluteo), adduttori (grande adduttore, adduttore breve, adduttore lungo, pettineo e gracile), rotatori esterni (grande gluteo, piriforme, quadrato del femore, otturatore esterno, otturatore Interno, gemello superiore e gemello inferiore), e rotatori interni (fibre anteriori del piccolo gluteo, fibre anteriori del gluteo medio e tensore della fascia lata) dell’anca.(18)

Per maggiori informazioni sulla valutazione della forza, si prega di consultare: Valutazione della forza muscolare.

Test dei movimenti accessori/di mobilità articolare( modifica | fonte edit )

Tabella 5.0. Movimenti accessori dell’anca(1)
Tipo di movimento Quando testare/utilizzare
Distrazione longitudinale
  • Test di mobilità generale
  • Utile per inibire o ridurre il dolore
Distrazione laterale
  • Test di mobilità generale
  • Utile per inibire o ridurre il dolore
Glide inferiore
  • Controllare la mobilità in flessione e abduzione dell’anca
Glide posteriore
  • Controllare la mobilità in flessione e rotazione interna dell’anca
Glide anteriore
  • Controllare la mobilità in estensione e rotazione esterna dell’anca

Test speciali( edit | edit source )

Tabella 6.0. Test speciali per l’anca(19)(20)(21)(22)(23)(24)
Nome del test Scopo Procedura Precauzioni Risultato positivo Affidabilità/Validità
Test di patologia generale dell’anca Log Roll Test Test di screening per la patologia generale dell’anca e la patologia intra-articolare
  • Paziente in posizione supina
  • Il terapista posiziona entrambe le mani sulla parte superiore della coscia
  • Ruota passivamente la gamba internamente ed esternamente attraverso il range disponibile
  • Evitare una forza eccessiva nei pazienti con patologia acuta dell’anca
  • Non è appropriato in caso di sospetta frattura
  • Può provocare sintomi in più patologie dell’anca (bassa specificità)
Provocazione del dolore o limitazione nel movimento durante il movimento di rotazione
  • Ricerca limitata sull’accuratezza diagnostica
  • Generalmente viene utilizzato come strumento di screening piuttosto che come test diagnostico
  • Spesso è positivo in molteplici patologie dell’anca, il che limita la specificità
Test del quadrante dell’anca/Scour test Identifica l’articolazione dell’anca come fonte dei sintomi; valuta la presenza di patologie intra-articolari, lesioni del labbro o osteoartrosi
  • Paziente in posizione supina
  • Anca a 70° di flessione e adduzione completa
  • Forza di compressione applicata attraverso la diafisi femorale
  • Muovere l’anca da 70° a 140° di flessione mantenendo la compressione
  • Test ripetuto in abduzione
  • Metodo alternativo: flessione e adduzione complete con compressione, poi “scour” in abduzione
  • Controindicato in caso di frattura acuta o lussazione
  • Usare con cautela in caso di osteoartrosi grave
  • Evitare nei pazienti con protesi dell’anca
  • Potrebbe provocare un dolore significativo
Riproduzione del dolore all’anca del paziente durante la manovra
  • Sensibilità moderata (59-69%) per la patologia intra-articolare
  • Specificità da scarsa a moderata
  • Meglio se usato in combinazione con altri test
  • La localizzazione del dolore è importante: il dolore all’inguine è più indicativo di una patologia intra-articolare
Test per la patologia del labbro e l’impingement femoroacetabolare (FAI) Test FADIR (flessione-adduzione-rotazione interna) Valuta la presenza di lesioni del labbro dell’anca, impingement femoroacetabolare (FAI) o patologie intra-articolari
  • Paziente in posizione supina
  • Anca flessa a 90°
  • Anca in massima adduzione e rotazione interna
  • Sovrapressione applicata a fine range
  • Evitare in caso di lussazione o frattura acuta dell’anca
  • Usare cautela nel periodo post-operatorio
  • Non è appropriato con una sostituzione dell’anca
  • Potrebbe riprodurre un dolore inguinale significativo
Provocazione del dolore all’inguine (il dolore all’anca anteriore suggerisce una lesione del labbro o una FAI)
  • Alta sensibilità: 78-100% per le lesioni del labbro e la FAI (varia a seconda dello studio e dello standard di riferimento)
  • Bassa specificità: 8-33%
  • Rapporto di verosimiglianza positivo: moderato
  • Più utile per escludere la patologia quando è negativo
  • La sensibilità varia a seconda del riferimento di imaging: 8-100% (raggi X), 33-100% (RM), 90% (TC)
  • Meglio se usato in combinazione con altri test clinici e di imaging
Test FABER (flessione-abduzione-rotazione esterna) / Test di Patrick Screening per la patologia dell’anca (lesioni del labbro, FAI, osteoartrosi), la disfunzione dell’articolazione sacroiliaca o la patologia dell’ileopsoas
  • Paziente in posizione supina
  • Anca flessa, abdotta e ruotata esternamente (posizione figura-4)
  • Caviglia laterale posizionata sulla rotula opposta
  • Bacino stabilizzato a livello della SIAS controlaterale
  • Anca abbassata lentamente in massima abduzione e rotazione esterna
  • 3-5 oscillazioni di piccola ampiezza a fine range
  • Evitare in caso di patologia acuta dell’anca o frattura
  • Usare cautela in caso di sostituzione dell’anca
  • Il dolore potrebbe derivare da più strutture (anca, articolazione SI, colonna vertebrale lombare)
  • Assicurarsi che il paziente sia rilassato per evitare il guarding muscolare
  • Dolore all’inguine = patologia intra-articolare dell’anca
  • Dolore al bacino posteriore/natica = disfunzione dell’articolazione sacroiliaca
  • Limitazione del range senza dolore = restrizione dei tessuti molli
  • Sensibilità per le lesioni del labbro dell’anca: 41-97% (altamente variabile)
  • Specificità: 18-100% (altamente variabile)
  • Per la FAI: sensibilità 77%, specificità 17%
  • Affidabilità inter-rater: moderata (κ = 0,63)
  • 88% di sensibilità per la patologia generale dell’anca come test di screening
  • Più affidabile se combinato con altri test in un cluster
  • Validità messa in dubbio in alcune revisioni sistematiche a causa della bassa qualità delle evidenze
  • Meglio come strumento di screening che come test diagnostico definitivo
Test di Fitzgerald (Test Labrale Dinamico) Valuta l’integrità del labbro acetabolare (porzioni anteriore e posteriore) Valutazione del labbro anteriore:

  • Paziente in posizione supina
  • Anca viene portata dalla massima flessione, rotazione esterna e abduzione all’estensione, rotazione interna e adduzione

Valutazione del labbro posteriore:

  • L’anca viene portata dalla massima flessione, adduzione e rotazione interna all’estensione, abduzione e rotazione esterna
  • Evitare nella patologia acuta dell’anca
  • Non è appropriato con una sostituzione dell’anca
  • Richiede una notevole mobilità dell’anca per essere eseguito in modo adeguato
Dolore con o senza scatto udibile durante l’arco di movimento
  • Ricerca limitata sull’accuratezza diagnostica
  • Non sono disponibili dati robusti di sensibilità/specificità
  • Il meccanismo punta alla compressione del labbro durante il movimento dinamico
  • L’utilità clinica richiede un’ulteriore convalida
Test per l’integrità degli abduttori dell’anca Test di Trendelenburg Valuta l’integrità e la forza dei muscoli abduttori dell’anca (piccolo e medio gluteo )
  • Paziente in piedi
  • Gli viene chiesto di stare in piedi su una gamba sola per 30 secondi senza inclinarsi da un lato o dall’altro
  • Se necessario, potrebbe appoggiarsi ad un supporto leggero per l’equilibrio
  • Osservare la posizione del bacino
  • Rischio di caduta nei pazienti con scarso equilibrio
  • Fornire assistenza standby
  • Non è adatto a pazienti che non caricano il peso corporeo
  • Un dolore acuto all’anca potrebbe limitare la performance del test
  • Il bacino si abbassa (pelvic drop) sul lato non in carico (controlaterale)
  • Indica la debolezza degli abduttori dell’anca sul lato in carico (sostenuto)
  • Inclinazione del tronco verso il lato in carico (compensazione)
  • Affidabilità intra-rater: molto forte se valutato con la goniometria (ICC 0,95-0,99)
  • Affidabilità inter-rater: variabile, spesso scarsa (κ = 0,22-0,25)
  • Affidabilità test-retest: buona (κ > 0,75) nella popolazione affetta da lombalgia cronica
  • Sensibilità per l’OA dell’anca: 55%
  • Specificità per l’OA dell’anca: 70%
  • Problemi di validità: sono state riscontrate deboli correlazioni tra la forza degli abduttori dell’anca e l’abbassamento del bacino (pelvic drop) in popolazioni sane
  • Scarsa concordanza tra l’osservazione del professionista e l’analisi del movimento in 3D
  • Non dovrebbe essere usato come misura primaria di screening per la forza degli abduttori dell’anca in popolazioni con forza >30% del peso corporeo
  • Più affidabile nelle popolazioni patologiche che negli individui sani
  • Si consiglia cautela nell’utilizzo per valutare la debolezza degli abduttori dell’anca in assenza di una patologia intra-articolare dell’anca
Test per la lunghezza dei flessori dell’anca Test di Thomas modificato Valuta la lunghezza muscolare dei flessori dell’anca (ileopsoas, retto femorale, tensore della fascia lata, sartorio)
  • Il paziente è in piedi all’estremità del lettino con le pieghe glutee sul bordo
  • Il paziente si sdraia sul lettino flettendo entrambe le ginocchia verso il petto
  • La gamba non testata viene mantenuta a 90° di flessione dell’anca per mantenere piatta la colonna vertebrale lombare
  • Il terapista stabilizza la SIAS sul lato da testare
  • La gamba testata viene abbassata il più possibile
  • Osservare la posizione a fine range
  • Evitare in caso di stiramento acuto dei flessori dell’anca o di patologia dell’anca
  • Non è appropriato con la sostituzione dell’anca (rischio di lussazione)
  • Richiede un’adeguata flessione del ginocchio
  • Non è utile nelle contratture bilaterali dei flessori dell’anca
  • Fare attenzione con i pazienti che hanno una patologia lombare
L’incapacità di raggiungere la posizione finale normale indica una rigidità dei flessori dell’anca (muscoli specifici identificati dallo schema di movimento). Riscontri normali:

  • Anca estesa fino alla posizione neutra (0°) o oltre
  • Anca in posizione neutra o in leggera abduzione
  • Ginocchio flesso a circa 80°

Interpretazione delle limitazioni:

  • Limitazione in estensione dell’anca + flessione del ginocchio ≥80° = rigidità dell’ileopsoas
  • Anca in abduzione = rigidità del tensore della fascia lata/ITB
  • Anca in abduzione + flessione + rotazione esterna = rigidità del sartorio
  • Nessuna limitazione in estensione dell’anca + estensione del ginocchio = rigidità del retto femorale
  • Limitazione in estensione dell’anca + estensione del ginocchio = rigidità del retto femorale
  • CRITICO: La validità dipende dal controllo dell’inclinazione pelvica (pelvic tilt)
  • Senza controllo pelvico: scarsa validità, sensibilità 32%, specificità 57%
  • Con controllo pelvico: validità molto migliorata (r = 0,98)
  • Affidabilità intra-rater con il controllo pelvico: eccellente (ICC 0,97-0,99)
  • Affidabilità inter-rater con il controllo pelvico: alta (ICC 0,83-0,87)
  • Errore standard di misurazione (SEM): 2,85° complessivi; 2,35° con stabilizzazione lombopelvica attiva
  • Variazione minima rilevabile: 2,35-4,17° a seconda del metodo
  • L’affidabilità del superamento/fallimento è limitata quando la posizione pelvica non è controllata
  • È essenziale mantenere un’inclinazione pelvica (pelvic tilt) neutra per tutta la durata del test per ottenere risultati validi
  • Precedenti segnalazioni di scarsa affidabilità, probabilmente dovuta a una stabilizzazione pelvica inadeguata
Test per l’antiversione/retroversione del femore Test di Craig (test dell’angolo di prominenza trocanterica) Stima del grado di antiversione o retroversione del femore
  • Paziente prono con il ginocchio flesso a 90°
  • Il terapista palpa il grande trocantere
  • Anca ruotata internamente ed esternamente fino a quando il grande trocantere è più prominente lateralmente (parallelo al lettino)
  • Angolo misurato con goniometro lungo l’asse lungo della tibia rispetto alla verticale
  • Interpretazione:
    • Normale: 8-15° di rotazione interna negli adulti
    • Aumento dell’antiversione = 15° di rotazione interna
    • Retroversione = <8° o rotazione esterna
  • Richiede un adeguato range in rotazione dell’anca
  • L’esperienza dell’esaminatore influisce sull’accuratezza
  • Difficile nei pazienti obesi (sfida della palpazione)
  • Non è appropriato nell’immediato post-operatorio
  • Antiversione: >15° dalla verticale
  • Retroversione: <8° o rotazione esterna dalla verticale
  • Affidabilità intra-esaminatore: da buona a eccellente (ICC 0,74-0,90)
  • Affidabilità inter-esaminatore: da scarsa a moderata (ICC 0,25-0,62; migliorato a 0,62 con il goniometro a guida laser)
  • Correlazione con la TAC: r = 0,93 riportato in alcuni studi
  • Correlazione con la risonanza magnetica: r = 0,97 per la risonanza magnetica vs un valore inferiore per il test di Craig
  • Problemi di validità: diversi studi dimostrano che il test di Craig non riesce a spiegare >il 75% della varianza rispetto alla TAC/RM
  • Le misurazioni del ROM in rotazione dell’anca possono fornire stime più affidabili della versione del femore rispetto al test di Craig
  • Meglio per uno screening che per una misurazione precisa
  • Nonostante le limitazioni, rimane il test clinico più comunemente usato per la versione del femore
Test per la tendinopatia glutea Palpazione del grande trocantere Valuta la presenza di una tendinopatia glutea
  • Il paziente è in decubito laterale con il lato da testare rivolto verso l’alto
  • Anche flesse a circa 60°
  • Il terapista palpa il grande trocantere del femore
  • Applicare una pressione moderata
  • Evitare una pressione eccessiva
  • Anche altre strutture possono essere dolenti (borsa trocanterica, ITB)
Dolore nell’area del grande trocantere
  • Ricerca limitata sull’accuratezza diagnostica come test isolato
  • Spesso viene utilizzato in combinazione con altri test per la tendinopatia glutea
  • Il solo indolenzimento alla palpazione ha una scarsa specificità
Test FADER (flessione-adduzione-rotazione esterna per la tendinopatia glutea) Test di provocazione per la tendinopatia glutea Versione passiva:

  • Paziente in posizione supina
  • Anca a 90° di flessione
  • Adduzione e rotazione esterna massime applicate

Versione contro resistenza:

  • Stessa posizione della versione passiva
  • Aggiungere una rotazione interna isometrica contro resistenza
  • Potrebbe provocare un dolore significativo all’anca laterale
  • Evitare nelle lesioni acute del tendine gluteo
  • Differenziare dalla borsite trocanterica
Dolore sui tendini glutei (regione laterale dell’anca/grande trocantere)
  • Ricerche limitate sull’accuratezza diagnostica
  • Spesso viene utilizzato nella pratica clinica, ma richiede ulteriori studi di validazione
Test per l’instabilità dell’anca Test di abduzione-iperestensione-rotazione esterna Valuta l’instabilità anteriore dell’anca
  • Paziente in decubito laterale con l’anca colpita in alto
  • Anca superiore sollevata a di 30-45° di abduzione, estensione e rotazione esterna
  • Forza diretta anteriormente applicata attraverso l’aspetto posteriore del grande trocantere
  • Rischio di sublussazione/lussazione nelle anche instabili
  • Evitare nella lussazione acuta dell’anca
  • Non è appropriato dopo la sostituzione dell’anca senza l’autorizzazione del chirurgo
  • Richiede una tecnica accurata
Dolore all’anca anteriore con o senza apprensione
  • Ricerca limitata sull’accuratezza diagnostica
  • Più comunemente utilizzato nella valutazione post-operatoria
  • L’esperienza clinica suggerisce l’utilità nei pazienti ipermobili
Test di iperestensione-rotazione esterna Valuta l’instabilità anteriore dell’anca
  • Paziente in posizione supina all’estremità del lettino con le gambe a penzoloni
  • La gamba non testata viene portata al petto e tenuta ferma
  • Il terapista all’estremità del lettino abbassa l’anca testata in estensione
  • Anca ruotata esternamente
  • Rischio di caduta: garantire la sicurezza del paziente
  • Rischio di sublussazione nelle anche instabili
  • Non è appropriato con una sostituzione dell’anca
  • Evitare nella patologia acuta
Dolore all’anca anteriore con o senza apprensione
  • Ricerche limitate pubblicate sulla sensibilità/specificità
  • Richiede un’ulteriore convalida
Test di instabilità in posizione prona Valuta l’instabilità anteriore dell’anca
  • Paziente in posizione prona
  • Anca in massima rotazione esterna (passivamente)
  • Forza diretta anteriormente applicata sull’aspetto posteriore del grande trocantere
  • Rischio di sublussazione
  • Evitare in caso di lussazione acuta
  • Non è appropriato con una sostituzione dell’anca senza autorizzazione
Provocazione del dolore all’anca anteriore
  • Dati minimi pubblicati sull’accuratezza diagnostica
  • L’utilità clinica richiede ulteriori ricerche

Risorse aggiuntive(modifica|modifica fonte)

Video opzionali(modifica | modifica sorgente)

I video seguenti forniscono una panoramica su tutti i movimenti dell’anca.

Nota bene: il video sull’adduzione dell’anca può essere visualizzato solo direttamente dal sito web di YouTube. Cliccare sul link per vedere il video. Oppure cliccare QUI.

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  29. YouTube. Understanding Hip Internal Rotation: Anatomy, Muscles, and Range of Motion | Anatomy Lab. Available from: https://www.youtube.com/watch?v=wORjMr0JUTI (last accessed 05/11/2025)
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