Il conflitto femoro-acetabolare

Introduzione(edit | edit source)

La sindrome da conflitto femoro-acetabolare (FAI, da Femoroacetabular Impingement) è un disturbo clinico dell’anca, correlato al movimento, che comporta un contatto prematuro tra l’acetabolo e il femore prossimale e produce particolari sintomi, segni clinici e rilevamenti alle immagini diagnostiche.(1)(2) Nel lungo termine, a causa di questo contatto anomalo, potrebbero svilupparsi alterazioni degenerative e osteoartrosi.(3)

Articolazione dell’anca

Anatomia clinicamente rilevante( edit | edit source )

L’anca (articolazione femoro-acetabolare) è l’articolazione sinoviale formata tra il femore e l’acetabolo della pelvi. La testa del femore è ricoperta da collagene di tipo II (cartilagine ialina) e proteoglicani. L’acetabolo è la parte concava dell’articolazione sferoidale. L’acetabolo ha un anello di fibrocartilagine chiamato labbro che rende l’acetabolo più profondo e migliora la stabilità dell’articolazione dell’anca. Una revisione dettagliata dell’anatomia dell’anca è disponibile qui.

Meccanismo di infortunio/processo patologico( edit | edit source )

La sindrome da FAI è associata a tre variazioni nella morfologia dell’articolazione dell’anca: cam, pincer e la combinazione di cam e pincer. Queste morfologie sono ritenute essere abbastanza comuni (circa il 30% della popolazione generale),(4) anche in persone senza sintomi all’anca. Raveendran et al.(5) hanno riscontrato che il 25% degli uomini e il 10% delle donne presentavano evidenza di morfologia di tipo cam in almeno un’anca, mentre il 6-7% degli uomini e il 10% delle donne presentavano una morfologia di tipo pincer. Pertanto, la presenza isolata di una morfologia sia di tipo cam che di tipo pincer non è sufficiente per una diagnosi di sindrome da FAI.(2)

  • La morfologia di tipo cam descrive un appiattimento o una convessità della giunzione testa-collo del femore.(2) Questa morfologia è più comune negli uomini giovani e atletici.(3)(5)

(6)

  • La morfologia di tipo pincer descrive la “sovracopertura” della testa del femore da parte dell’acetabolo, in cui il bordo acetabolare è esteso oltre la quantità tipica, sia in un’area focale che più in generale su tutto il bordo acetabolare.(2) Questa morfologia è più comune nelle donne.(3)(5)

(7)

  • La popolazione con una combinazione di cam e pincer soffre frequentemente di epifisiolisi della testa del femore, chiamata SCFE (da Slipped Capital Femoral Epiphysis). Presentano vari gradi di conflitto dell’anca. Si stima che l’85% dei pazienti con FAI presenti questo tipo di morfologia mista, (3)anche se Raveendran et al.(5) hanno riscontrato che, nel loro studio prospettico di coorte longitudinale, solo il 2% dei soggetti presentava una morfologia mista (anche se in una popolazione prevalentemente di mezza età).(5)

La morfologia di tipo cam e pincer può causare danni alla cartilagine articolare e al labbro a causa del conflitto tra il bordo acetabolare e la testa del femore durante il movimento, che provoca i sintomi della sindrome da FAI.(8) L’analisi metabolica dei campioni di tessuto di Chinzei et al.(8) ha suggerito che la cartilagine articolare potrebbe essere il sito principale di infiammazione e degenerazione nelle anche con FAI e che, se l’OA progredisce, l’attività metabolica si diffonde al labbro e alla sinovia.

Dato che entrambi i tipi di morfologia possono essere presenti in individui asintomatici, Casartelli et al.(9) propongono che altri fattori al di fuori delle strutture ossee possano essere coinvolti nella sindrome da FAI, tra cui:

  • La debolezza dei muscoli profondi dell’anca che compromette la stabilità dell’anca e porta ad un sovraccarico dei movimenti secondari dell’anca. La testa del femore scivola anteriormente nell’acetabolo e aumenta il carico articolare.(9)
  • Il carico ripetuto del labbro porta alla sovraregolazione dei recettori nocicettivi in quella struttura attraverso la produzione di neurotrasmettitori, come la sostanza P.(9)

Eziologia(edit | edit source)

Sulla base di una revisione sistematica condotta da Chaudhry e Ayeni,(3) l’eziologia della sindrome da FAI è probabilmente multifattoriale. Sono necessarie ulteriori ricerche per comprendere meglio lo sviluppo delle morfologie associate alla FAI, ma i seguenti fattori potrebbero essere associati al suo sviluppo:(3)

  • Fattori intrinseci supportati da:
    • Reperti radiologici di morfologie associate alla FAI tra soggetti con fratelli affetti
    • Maggior numero di casi di morfologia di tipo cam negli uomini e di morfologia di tipo pincer nelle donne.
  • Esposizione a movimenti ripetitivi e spesso sovrafisiologici in rotazione e flessione d’anca durante lo sviluppo nell’infanzia e nell’adolescenza (ad esempio, hockey, basket o calcio). Sollecitazioni ripetitive di questo tipo possono innescare un rimodellamento adattativo e, prima o poi, lo sviluppo di morfologie e sintomi associati alla FAI.
  • Storia di patologia all’anca nell’infanzia (ad esempio l’epifisiolisi della testa del femore (SCFE) o la malattia di Legg-Calvé-Perthes) che potrebbero aver alterato la forma della testa del femore
  • Malconsolidamento in seguito a fratture del collo del femore che potrebbero aver alterato il contorno della testa/del collo del femore
  • Eccessiva correzione chirurgica di condizioni come la displasia dell’anca potrebbe portare alla morfologia di tipo pincer

Presentazione clinica( edit | edit source )

L’eterogeneità dei criteri diagnostici nella ricerca passata ha reso difficile accertare l’intera portata delle disabilità fisiche derivanti dalla FAI.(10) Tuttavia, si ritiene che il dolore da FAI sia comunemente aggravato dagli sport di accelerazione, così come dallo squat, dal salire le scale e dal mantenere la posizione seduta a lungo.(11) Nel caso di una FAI che potrebbe essere progredita in osteoartrosi dell’anca, possono essere identificati segni e sintomi più tipici di questa condizione.

Nell’accordo di Warwick sulla sindrome da FAI pubblicato nel 2016, gli autori hanno osservato che per una diagnosi di FAI è necessaria una particolare triade di sintomi, rilevamenti clinici e rilevamenti alle immagini diagnostiche.(2)

Sintomi(edit | edit source)

I sintomi principali riferiti con questa condizione sono:

  • Dolore all’anca o all’inguine da moderato a severo in relazione a determinati movimenti o posizioni(2)
  • Dolore riferito alla coscia, alla schiena o alla natica(2)(12)
  • Rigidità
  • Limitata escursione di movimento dell’anca
  • Sensazione di clic e/o di costrizione
  • Sensazione di blocco o di cedimento (2)(12)
  • Ridotta capacità di svolgere le attività quotidiane e sportive.(13)

Rilevamenti clinici( edit | edit source )

Secondo l’accordo di Warwick del 2016, non esiste un singolo segno clinico che indichi una diagnosi di FAI.(2) I problemi legati alla bassa specificità di test come il test per il conflitto (FADIR) ne limitano l’accuratezza e l’utilizzo come test a sé stanti.(14) Di conseguenza, possono verificarsi falsi positivi, diagnosi imprecise di sindrome da FAI e trattamenti inappropriati.(14) Smithson(14) suggerisce che un gruppo di test potrebbe essere studiato per sviluppare una regola di predizione clinica per ottenere un’elevata specificità e sensibilità e, quindi, una diagnosi più accurata in un contesto clinico.

  • In ambito clinico, vengono utilizzati diversi test di provocazione del dolore per il conflitto dell’anca . Il test più comunemente utilizzato è la flessione-adduzione-rotazione interna (FADIR), ma non è specifico.(2)(15) La posizione del test di provocazione FADIR è associata con il conflitto sul bordo anteriore dell’acetabolo.(12) Il dolore associato al bordo posteriore può essere provocato portando passivamente l’anca dalla flessione all’estensione, mentre si mantiene una posizione di abduzione e rotazione esterna dell’anca con la gamba penzolante dal lettino.(12)

(16)

  • L’escursione di movimento dell’anca è spesso limitata, soprattutto la rotazione interna con l’anca flessa.(2) Tuttavia, Diamond et al.(10) hanno osservato che, in alcuni studi, i soggetti nel gruppo di controllo non sono stati sottoposti a immagini diagnostiche per la FAI asintomatica. Pertanto, è necessaria cautela nel generalizzare questi risultati e ulteriori ricerche contribuiranno a chiarire l’impatto della FAI sull’escursione di movimento dell’anca.(10)
  • Lo squat su una sola gamba può aiutare a identificare una debolezza degli abduttori dell’anca.(12)
  • La riproduzione del dolore con la flessione dell’anca potrebbe indicare una FAI o un’altra patologia intra-articolare.(12)
  • Valutare la salita e la discesa dalle scale, dato che questo richiede una maggiore flessione dell’anca rispetto alla camminata su una superficie piana.(12)
  • Nella letteratura sono stati riportati rilevamenti di deficit di forza associati alla FAI (in particolare in flessione ed adduzione d’anca), ma, come per gli studi che hanno analizzato l’escursione di movimento e la FAI, alcuni soggetti nel gruppo di controllo non sono stati sottoposti a immagini diagnostiche per la FAI asintomatica, per cui è necessaria cautela nel generalizzare questi risultati.(10) Ulteriori ricerche contribuiranno a chiarire l’impatto della FAI sulla forza, in particolare a livello di contrazione muscolare funzionale piuttosto che massimale.(10)

Una panoramica sulla valutazione clinica del conflitto femoro-acetabolare è disponibile qui.

Rilevamenti alle immagini diagnostiche( edit | edit source )

  • Le radiografie antero-posteriori della pelvi e le radiografie laterali del collo del femore vengono consigliate inizialmente per un sospetto di sindrome da FAI. Queste visioni possono fornire informazioni generali relative alle anche, così come informazioni specifiche relative alle morfologie di tipo cam o pincer o ad altre potenziali fonti di dolore del paziente.(2)
    • La visione laterale di Dunn mostra la deformità presente sul lato antero-laterale
    • La posizione con le gambe a rana mostra la deformità presente sul lato anteriore.(17)

L’angolo alfa è una misura radiologica per la valutazione della morfologia di tipo cam. La linea orizzontale di questo angolo viene tracciata dal centro della testa del femore verso la base del collo del femore e la linea verticale viene tracciata lungo il bordo della cavità, in corrispondenza del centro del femore.(17) Recentemente è stato proposto un valore di ≥60° come definizione della morfologia di tipo cam.(18)

L’angolo del bordo centrale laterale (LCEA da Lateral Centre-Edge Angle) misura la copertura ossea della testa del femore dall’acetabolo. Innanzitutto, viene tracciato il cerchio che meglio si adatta ai margini inferiore e mediale della testa del femore. Successivamente, viene misurato l’angolo tra due linee tracciate dal centro del cerchio: una linea corre verticalmente lungo l’asse longitudinale della pelvi e l’altra corre verso il bordo acetabolare laterale.(17) Un LCEA superiore a 39 gradi definisce un conflitto di tipo pincer, mentre un LCEA inferiore a 20 gradi indica una displasia acetabolare.(19)

  • Se è necessaria un’ulteriore valutazione (ad esempio per un migliore apprezzamento della morfologia tridimensionale dell’anca o per lesioni cartilaginee e labrali associate), si raccomanda la diagnostica per immagini trasversale (TAC o artrografia con risonanza magnetica).(2)
  • L’artrografia con risonanza magnetica viene generalmente preferita alla risonanza magnetica perché ha dimostrato una maggiore accuratezza nell’identificazione dei difetti del labbro e della cartilagine.(20) Tuttavia, ricerche più recenti suggeriscono che la risonanza magnetica a 3T è almeno equivalente alla MRA a 1,5T per rilevare questo tipo di difetti.(20)

Da Chopra et al:(20) “Lacerazione completa del labbro acetabolare antero-superiore con difetto cartilagineo adiacente a tutto spessore in un 26enne, confermata al momento dell’intervento chirurgico”. (a) L’angio-RM FS 1,5T in T1 sagittale mostra una lacerazione completa alla base del labbro (freccia) e una cartilagine articolare normale e (b) l’immagine da RM FS pesata in densità protonica in 3T mostra una lacerazione completa alla base del labbro (freccia) e un difetto cartilagineo a tutto spessore (punta della freccia)”.

Il ruolo di una diagnostica per immagini avanzata per la diagnosi della sindrome da FAI è alquanto controverso:

  • Reiman et al.(21) riferiscono che negli studi inclusi nella loro revisione sistematica, i pazienti avevano una probabilità pre-test di FAI così alta che la diagnostica per immagini avanzata avrebbe fatto poco per migliorare la probabilità di tale diagnosi.
  • Cunningham et al.(22) ha riscontrato che la diagnostica per immagini avanzata (angio-RM o RM) non è mai stata un’opzione aggiuntiva economicamente vantaggiosa a un’anamnesi e a un esame obiettivo approfonditi per la diagnosi di FAI.
  • Integrare l’anamnesi e l’esame obiettivo con un’iniezione diagnostica potrebbe essere utile per i medici di base, ma è di dubbia utilità per gli specialisti con una maggiore prevalenza di FAI nella loro popolazione di pazienti e con capacità di esecuzione dell’esame obiettivo più sensibili.(21)
  • Kaya(23) ha proposto e testato un metodo per valutare la pressione di contatto all’interno dell’anca durante la flessione per le morfologie di tipo cam. Poiché questa misurazione viene effettuata con un trasduttore a fibre ottiche durante l’intervento in artroscopia, la diagnosi di FAI sarà già stata fatta prima di questo momento. Si suggerisce, tuttavia, che questa misurazione intra-articolare potrebbe essere utile per:(23)
  1. Fornire una valutazione più dettagliata delle morfologie di tipo cam e della fisiopatologia associata
  2. Stabilire un indice intraoperatorio per la corretta area e profondità di taglio correttivo dell’osso

Un video di questa procedura artroscopica è visibile alla fine dell’articolo ad accesso aperto di Kaya,(23) qui.

Diagnosi differenziale( edit | edit source )

Le condizioni da bandiera rossa per il dolore acuto all’anca includono:

  • Tumore
  • Infezione
  • Artrite settica
  • Osteomielite
  • Frattura
  • Necrosi avascolare(24)

Negli atleti, altre cause di dolore all’anca sono la patologia inguinale, la patologia degli adduttori e la pubalgia atletica.(12)

Misure di outcome( edit | edit source )

Gestione/interventi( edit | edit source )

“Attualmente non esistono evidenze scientifiche di alto livello che supportino la scelta di un trattamento definitivo per la sindrome da FAI”.(2)

I ricercatori stanno ancora cercando di stabilire l’approccio migliore per gestire questa condizione:

  • L’artroscopia dell’anca è stata una procedura comune, ma ha mostrato solo benefici a breve termine.(5)(15)(26)(27)
  • Peters et al.(28) hanno riscontrato un’eterogeneità nei criteri chirurgici riportati nella letteratura, mettendo in discussione che in tutti gli studi venisse trattata la stessa patologia. Solo il 56% degli studi esaminati includeva almeno un criterio chirurgico da ciascuna delle tre categorie raccomandate dall’accordo di Warwick.(28)
    • La stragrande maggioranza degli studi (92%) di questa revisione esplorativa includeva la diagnostica per immagini come criterio, ma attualmente non c’è un consenso sulle modalità di diagnostica per immagini o su valori limite specifici per determinare quando sia indicato l’intervento chirurgico(28)
    • Il fallimento del trattamento conservativo è risultato essere un criterio chirurgico poco frequente in questa revisione(28)
  • Il problema dell’eterogeneità dei criteri diagnostici e chirurgici nella ricerca è stato sollevato da più autori.(10)(15)(21)
  • Reiman e Thorburg(15) hanno paragonato il rapido aumento della correzione chirurgica per la FAI all’aumento delle artroscopie di spalla tra il 2000 e il 2010, che non era basato su evidenze scientifiche di qualità.

Gestione chirurgica( edit | edit source )

L’artroscopia è la procedura chirurgica per la FAI più comune discussa nella letteratura e solitamente include:

  • Acetabuloplastica (taglio e rimodellamento del bordo acetabolare)
  • Riparazione/debridement del labbro
  • E/o femoroplastica (rimodellamento della giunzione testa-collo del femore).(27)

(29)

  • Una revisione sistematica di Diamond et al.(10) ha rilevato che l’artroscopia dell’anca per la FAI sembra migliorare l’escursione di movimento nel piano sagittale, ma non nel piano frontale durante la deambulazione. Inoltre, le limitazioni nell’escursione di movimento dell’anca nel fare le scale non sono migliorate in seguito alla correzione chirurgica dei rilevamenti morfologici, il che ha portato gli autori a suggerire che la funzione dell’anca nei piani sagittale e trasversale potrebbe non risolversi spontaneamente dopo l’intervento chirurgico e che i pazienti potrebbero necessitare un allenamento post-operatorio per riacquistare una normale escursione di movimento funzionale.(10)
  • In una revisione sistematica pubblicata nel 2017, è stato calcolato un tasso di complicazioni del 3,3% in seguito ad artroscopie dell’anca, riportate nella letteratura inglese.(30) Le potenziali complicazioni conseguenti alla gestione chirurgica includono le seguenti:
    • Neuroprassia(30)
    • Lesione condrale(30)
    • Lesione del labbro(30)
    • Ossificazione eterotopica(30)
    • Lesioni da compressione, ad esempio del nervo pudendo, dello scroto, delle grandi labbra(30)
    • Lesione della testa del femore(30)
    • Aderenze(15)(30)
    • Infezione(30)
    • Trombosi venosa profonda(15)(30)
    • Sindrome da dolore regionale complesso(15)(30)
    • Danno cutaneo perineale(30)
    • Lesione vascolare (ematoma)(30)
    • Dolore muscolare(30)
    • Rimodellamento incompleto(30)
    • Frattura del collo del femore(30)
    • Instabilità dell’anca(30)
    • Tendinite dell’ileopsoas(30)
    • Necrosi avascolare della testa del femore(30)
    • Dolore alla caviglia(30)
    • Borsite(30)

Esempio di esercizio in rotazione interna dell’anca, tratto dalla dispensa per i pazienti fornita da Bennell et al. (2014)

Le complicazioni chirurgiche sono un’area raccomandata di future ricerche per aiutare a informare il processo decisionale clinico.(15)

Intervento chirurgico con programma di fisioterapia post-operatoria( edit | edit source )

Un programma di riabilitazione prescritto da un fisioterapista successivamente all’artroscopia è risultato in grado di migliorare i risultati principali (International Hip Outcome Tool e sottoscala sportiva dell’Hip Outcome Scale) in una misura clinicamente rilevante a 14 settimane dall’intervento, rispetto a un gruppo di controllo che ha seguito un programma di autogestione con indicazioni generali del chirurgo.(26) Nello stesso studio, i risultati a 24 settimane erano inconcludenti a causa della ridotta dimensione del campione.(26) I risultati fisici non sono stati valutati in questo studio.

  • I soggetti del gruppo di trattamento fisioterapico hanno partecipato ad una sessione pre-operatoria e a sei sessioni post-operatorie di 30 minuti con un fisioterapista(26)
  • Le visite post-operatorie si svolgevano in media a una distanza di due settimane l’una dall’altra e si sono concluse a 12 settimane
  • Il trattamento durante queste sessioni consisteva nell’educazione, nella terapia manuale (il rilascio dei trigger points chiave era obbligatorio, la mobilizzazione lombare era opzionale) e, a partire da 6-8 settimane dopo l’intervento, in esercitazioni funzionali e specifiche per lo sport(26)
  • L’allenamento nel normale ambiente sportivo del paziente è iniziato a 10-12 settimane dall’intervento(26)
  • In aggiunta, questi pazienti hanno eseguito un programma quotidiano di esercizi a casa (vedi scheda di esercizi sotto) e un programma non supervisionato in acqua e in palestra (camminata in piscina, cyclette, cross-trainer ed eventualmente nuoto ed esercizi di resistenza per la parte inferiore del corpo) almeno due volte alla settimana(26)

Il protocollo di trattamento completo può essere consultato qui. Le schede di esercizi a casa fornite ai pazienti del gruppo di trattamento fisioterapico possono essere visualizzate qui in formato PDF. Le linee guida per il ritorno allo sport fornite ai fisioterapisti curanti possono essere visualizzate qui in formato PDF.

Gestione conservativa( edit | edit source )

  • Casartelli et al.(9) suggeriscono che il miglioramento della funzione neuromuscolare dell’anca dovrebbe essere un obiettivo dei protocolli conservativi per la sindrome da FAI, a causa della debolezza della muscolatura profonda dell’anca e della conseguente riduzione di stabilità dinamica dell’articolazione dell’anca.(9) Gli autori raccomandano:(9)
    • Rinforzo specifico per l’anca e rinforzo funzionale per l’arto inferiore: rotatori esterni profondi dell’anca, abduttori e flessori nei piani trasversale, frontale e sagittale per migliorare la stabilità dinamica(9)
    • Core stability
    • Esercizi di equilibrio posturale(9)(31)
  • Uno studio randomizzato controllato di Mansell et al.(32) ha confrontato gli outcome dei pazienti per quanto riguarda l’intervento chirurgico rispetto alla fisioterapia. Non è stata riscontrata alcuna differenza statisticamente significativa negli esiti tra il gruppo chirurgico e quello non chirurgico e, in media, i soggetti di entrambi i gruppi non hanno riportato alcun miglioramento della loro condizione alla visita di controllo dopo due anni. Gli outcome erano l’Hip Outcome Score (comprese le sottoscale per le attività quotidiane e lo sport), l’International Hip Outcome Tool, il Global Rating of Change e il ritorno al lavoro. La procedura chirurgica comprendeva una possibile combinazione di riparazione o debridement del labbro, il rifacimento del bordo acetabolare e/o la femoro-plastica, secondo quanto stabilito dal chirurgo. Il protocollo fisioterapico era specifico per ciascun soggetto sulla base di una valutazione standardizzata condotta da un fisioterapista. Il programma poteva consistere in terapia manuale, esercizi di controllo motorio ed esercizi di mobilità/allungamento come segue:(27)
Terapia manuale Esercizi di controllo motorio Esercizi di mobilità
Estensione dell’anca in stazione eretta – Mobilitazione con movimento (MWM) Reverse lunge con tocco di palla frontale Automobilizzazione in rotazione interna in ginocchio con distrazione laterale
Distrazione dell’anca durante la rotazione interna (MWM) Romanian Deadlift su una gamba sola con perno Automobilizzazione di FABER in posizione mezza inginocchiata
Distrazione laterale dell’anca sotto carico (MWM) Step-down laterale con sollevamento del tallone Automobilizzazione in posizione quadrupedica con distrazione laterale
Rotazione interna sotto carico Side Plank Automobilizzazione “Figura 4” in posizione prona
Glide laterale in rotazione esterna Flessione isometrica dell’anca in stazione seduta Automobilizzazione dei tessuti molli dell’ITB con foam roller
Distrazione dell’anca sull’asse lungo Flessione d’anca in posizione supina con Theraband Automobilizzazione dei tessuti molli del quadricipite con foam roller
x x Autorilascio miofasciale del piriforme/piccolo gluteo su palla
x x Allungamento “Figura 4” in stazione eretta
x x Mobilizzazioni triplanari in ginocchio

Il programma di cui sopra viene descritto dettagliatamente nei file supplementari degli autori, consultabili qui.

Terapia personalizzata per l’anca – The UK FASHIoN Trial( edit | edit source )

Wall et al.(4) hanno sviluppato un protocollo di cura conservativa basato su una revisione sistematica della letteratura e su un gruppo di studio Delphi. Il protocollo di terapia personalizzata per l’anca è stato concepito per durare 12 settimane con un minimo di tre contatti faccia a faccia e tre contatti telefonici/via e-mail con il fisioterapista curante. Ai fini dello studio FASHIoN, erano consentiti un massimo di 10 contatti con il fisioterapista. Lo studio di confronto tra l’artroscopia dell’anca e il protocollo di terapia personalizzata per l’anca ha dimostrato quanto segue:

  • L’artroscopia dell’anca e la terapia personalizzata per l’anca hanno migliorato la qualità della vita correlata all’anca dei pazienti con sindrome da conflitto femoro-acetabolare
  • L’artroscopia dell’anca ha portato a un miglioramento maggiore rispetto alla terapia personalizzata per l’anca e questa differenza era clinicamente significativa
  • Un ulteriore controllo rivelerà se i benefici clinici dell’artroscopia dell’anca si mantengono e se è economicamente vantaggiosa a lungo termine

Il protocollo completo della terapia personalizzata per l’anca è il seguente:(4)

Componente principale Descrizione
1 Educazione e consulenza al paziente Riposo relativo e modifiche dello stile di vita/AVQ/sport per cercare di evitare la FAI, ad esempio evitare la flessione profonda, l’adduzione e la rotazione interna dell’anca
2 Valutazione del paziente Anamnesi accurata del paziente, escursione di movimento passiva dell’anca in assenza di dolore, test per il conflitto dell’anca e forza in flessione, estensione, abduzione, adduzione, rotazione interna e rotazione esterna dell’anca
3 Ausili per alleviare il dolore Antinfiammatori per 2-4 settimane o semplici analgesici se gli antinfiammatori non aiutano, adesione a un programma di esercizi personalizzato
4 Programma per l’anca basato sull’esercizio Si inizia con un lavoro di controllo muscolare (pelvi, anca, glutei, addominali), per poi passare allo stretching (allungamento) non vigoroso (rotazione esterna dell’anca, abduzione d’anca in flessione ed estensione) e al rinforzo (grande gluteo, rotatori esterni corti, medio gluteo, addominali, arto inferiore in generale)
Componenti opzionali(4) Descrizione
Terapia manuale Mobilizzazioni dell’articolazione dell’anca (ad esempio, distrazione, glide antero-posteriori) e lavoro sui trigger points
Iniezione dell’articolazione dell’anca Per i pazienti che non migliorano con i componenti del trattamento principale di cui sopra. Ai fini dello studio FASHIoN, è stato possibile includere un massimo di un’iniezione di steroidi
Plantari Plantari su misura come alternativa al trattamento delle anomalie biomeccaniche da parte di un fisioterapista
Taping Per aiutare a modificare la postura, ad esempio applicando il tape sulla coscia in rotazione e abduzione esterna
Trattamenti di gruppo Ai fini dello studio FASHIoN, i trattamenti di gruppo potrebbero essere inclusi, ma solo in aggiunta ai componenti principali
Trattamento di patologie/sintomi aggiuntivi In base ai rilevamenti del fisioterapista curante, è stato possibile trattare anche patologie/sintomi che si riteneva avessero un’influenza sulla FAI

Ai fini dello studio FASHIoN, sono state escluse dal protocollo l’idroterapia, l’agopuntura, l’elettroterapia e le tecniche manuali energetiche.(4)

Tutore(edit | edit source)

Newcomb et al.(11) hanno studiato gli effetti immediati e a lungo termine dell’uso di un tutore. Il tutore è un modello Don Joy S.E.R.F. (Stability through External Rotation of the Femur = stabilità tramite la rotazione esterna del femore ).(11) Hanno scoperto che:(11)

  • Il tutore ha modificato la cinematica dei pazienti con FAI, limitando i movimenti associati al conflitto dell’anca (flessione, rotazione interna e adduzione dell’anca) durante le attività più comuni (squat, salita e discesa delle scale)
  • Il tutore non ha modificato la cinematica dello squat su una gamba sola
  • Le modifiche cinematiche identificate non hanno portato a una diminuzione del dolore o a un miglioramento dei risultati riferiti dal paziente, né immediatamente né dopo 4 settimane di utilizzo quotidiano del tutore

La conclusione degli autori è stata che ci può essere un sottogruppo di pazienti con sindrome da FAI che potrebbe trarre beneficio dal tutore, ma sulla base del loro studio specifico, l’uso del tutore non è supportato come terapia conservativa generale per questa condizione.(11)

Prognosi(edit | edit source)

Frequentemente, i pazienti trattati per la sindrome da FAI sintomatica riferiscono un miglioramento dei sintomi e sono in grado di tornare alle loro attività abituali.(2) Tuttavia, la prognosi a lungo termine non è nota, né si sa se il trattamento della sindrome da FAI prevenga lo sviluppo dell’OA dell’anca.(2) Secondo gli autori dell’accordo di Warwick, i sintomi della sindrome da FAI probabilmente peggioreranno se non viene offerto alcun trattamento.(2)

Risorse(edit | edit source)

Reproduced with permission of BMJ Journals via RightsLink Copyright Clearance Center

Presentazioni(edit | edit source)

http://www.youtube.com/watch?v=uY9N8hmrr_g

FAI tests title.PNG

Femoral Acetabular Impingement by Adam Smithson, University of Nottingham

This presentation, created by Adam Smithson as part of the MSc programme at the University of Nottingham, discusses FAI and the accuracy of commonly-used impingements tests.(14)
View the presentation

Citazioni(edit | edit source)

  1. Murphy NJ, Eyles J, Bennell KL, Bohensky M, Burns A, Callaghan FM et al. Protocol for a multi-centre randomised controlled trial comparing arthroscopic hip surgery to physiotherapy-led care for femoroacetabular impingement (FAI): the Australian FASHIoN trial. BMC Musculoskelet Disord. 2017 Sep 26;18(1):406.
  2. 2.00 2.01 2.02 2.03 2.04 2.05 2.06 2.07 2.08 2.09 2.10 2.11 2.12 2.13 2.14 2.15 2.16 Griffin DR, Dickenson EJ, O’Donnell J, Agricola R, Awan T, Beck M et al. The Warwick Agreement on femoroacetabular impingement syndrome (FAI syndrome): an international consensus statement. Br J Sports Med. 2016; 50(19):1169-76.
  3. 3.0 3.1 3.2 3.3 3.4 3.5 Chaudhry H, Ayeni OR. The aetiology of femoroacetabular impingement: what we know and what we don’t. Sports Health. 2014 Mar;6(2):157-61.
  4. 4.0 4.1 4.2 4.3 4.4 Wall PD, Dickenson EJ, Robinson D, Hughes I, Realpe A, Hobson R, Griffin DR, Foster NE. Personalised Hip Therapy: development of a non-operative protocol to treat femoroacetabular impingement syndrome in the FASHIoN randomised controlled trial. Br J Sports Med. 2016;50(19):1217-23.
  5. 5.0 5.1 5.2 5.3 5.4 5.5 Raveendran R, Stiller JL, Alvarez C, Renner JB, Schwartz TA, Arden NK, Jordan JM, Nelson AE. Population-based prevalence of multiple radiographically-defined hip morphologies: the Johnston County Osteoarthritis Project. Osteoarthritis Cartilage. 2018 Jan;26(1):54-61.
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