Redazione originale – Rachael Lowe sulla base del corso di Shala Cunningham
Contributori principali – Jess Bell, Admin, Naomi O’Reilly, Wanda van Niekerk, Rachael Lowe, Laura Ritchie, Kim Jackson, Ben Kasehagen, 127.0.0.1, Tarina van der Stockt, Samuel Winter, Evan Thomas, Michelle Lee, Kai A. Sigel, Vidya Acharya e Rucha Gadgil
Il dolore al ginocchio è un problema comune a livello mondiale e rappresenta circa il 5% delle visite dai fornitori di cure primarie.(1) Sebbene molte condizioni acute e croniche del ginocchio rispondano positivamente alla riabilitazione, gli outcome di successo dipendono da una valutazione accurata. I professionisti della riabilitazione devono essere in grado di sviluppare capacità di valutazione sistematica per distinguere efficacemente tra le condizioni adatte alla riabilitazione e quelle che richiedono un rinvio. Questo articolo fornisce una panoramica sulla valutazione soggettiva e oggettiva del ginocchio per i professionisti della riabilitazione.
Il mnemonico L-M-N-O-P-Q-R-S-T delinea gli aspetti essenziali da trattare durante la raccolta dell’anamnesi di un paziente.(2)
L: localizzazione dei sintomi e livello di compromissione funzionale
Vogliamo stabilire l’esatta localizzazione del dolore del paziente per aiutare a formulare una potenziale diagnosi. Come per ogni altra parte del corpo, è importante stabilire se il dolore proviene dalla colonna o da un’altra articolazione.
Per quanto riguarda le presentazioni specifiche del ginocchio, un dolore al ginocchio anteriore potrebbe essere causato da una serie di condizioni, tra cui la sindrome del dolore femoro-rotuelo, la tendinopatia rotulea e l’instabilità dell’articolazione femoro-rotulea. La sindrome di Osgood-Schlatter è un’altra causa di dolore al ginocchio anteriore negli adolescenti. Il dolore al ginocchio mediale potrebbe suggerire una lesione del legamento collaterale mediale, una lesione del menisco mediale o l’artrosi, tra le altre condizioni. Il dolore al ginocchio laterale potrebbe indicare condizioni come la lesione del legamento collaterale laterale, la lesione del menisco laterale, la sindrome della bandelletta ileotibiale o l’artrosi del compartimento laterale. Un dolore al ginocchio posteriore potrebbe indicare una tendinopatia degli ischiocrurali distali, una lesione del corno posteriore del menisco o una cisti di Baker.(3) Si prega di notare che questo elenco di condizioni non è esaustivo.
M: fattori medici (farmaci) e meccanismo di lesione
Dobbiamo scoprire quali farmaci sta assumendo il paziente (compresi gli integratori e quelli prescritti dai medici o da altri operatori sanitari) e quali comorbidità potrebbe avere.
Vogliamo determinare anche quando e come si è verificata la lesione. La seguente tabella evidenzia alcuni meccanismi di lesione da considerare e quali strutture potrebbero essere interessate. Anche in questo caso, l’elenco non è esaustivo.
| Meccanismo | Struttura potenzialmente interessata |
|---|---|
| Saltare, ruotare o cambiare direzione con il piede piantato | Legamento crociato anteriore, sublussazione rotulea, menisco |
| Forza posteriore applicata attraverso la tibia | Legamento crociato posteriore |
| Forza in varo applicata al ginocchio | Legamento collaterale laterale |
| Forza in valgo applicata al ginocchio | Legamento collaterale mediale |
| Forza anteriore applicata al ginocchio | Legamento crociato anteriore |
| Iperestensione (ad esempio, il piede è fisso e il corpo va oltre il piede) | Legamento crociato anteriore, capsula posteriore |
| Iperflessione (ad esempio, una caduta su un ginocchio flesso o una flessione forzata) | Lesione del legamento crociato posteriore |
È importante anche scoprire se il paziente poteva camminare dopo la lesione/continuare la sua attività. Se i pazienti non riescono a camminare dopo una lesione, significa che si tratta di una lesione più grave, come una frattura o una lesione del legamento crociato anteriore (LCA). Gli impatti ad alta energia (ad esempio gli incidenti stradali) hanno maggiori probabilità di provocare una frattura.(5)
Bandiere rosse: insorgenza improvvisa di dolore intenso in assenza di un trauma/incidente E sintomi neurologici dopo un trauma.
N: sintomi neurologici
I sintomi neurologici includono intorpidimento, formicolio, bruciore e sensazioni simili a scosse elettriche. Quando sono presenti dei sintomi neurologici, dobbiamo determinare se sono costanti o intermittenti e se seguono uno schema dermatomerico o del nervo periferico. Un nervo fondamentale da considerare nei pazienti con lesioni al ginocchio è il nervo peroneo (fibulare).
Bandiera rossa: intorpidimento simile a un guanto.
O: Occupazione, comprese le limitazioni
Ci sono dei fattori legati al lavoro o all’attività che sono rilevanti?
P: Cosa allevia o provoca i sintomi?
Vogliamo scoprire dal paziente cosa fa migliorare o peggiorare i suoi sintomi. È importante stabilire quanto tempo ci vuole perché i sintomi diminuiscano.
Bandiera rossa: sintomi costanti e inarrestabili.
D: Qualità dei sintomi/del dolore
Nel caso del dolore al ginocchio, valutare se il dolore è acuto, sordo, lancinante, doloroso o simile a una scossa elettrica. C’è intorpidimento o formicolio? È inoltre fondamentale chiedere se il paziente avverte cedimenti, scatti, blocchi o “popping” (schiocchi). Il “popping” (schiocco) è comune nelle lesioni del legamento crociato anteriore. Nelle lesioni del menisco si potrebbero notare scatti o blocchi. Il cedimento può essere associato a instabilità (ad esempio una lesione del legamento crociato anteriore) o a lesioni del menisco e dolore femoro-rotuleo.(3)
Cedimento: è importante distinguere tra lo pseudo-cedimento e il cedimento vero e proprio. Un cedimento vero e proprio, in cui il ginocchio collassa, solitamente suggerisce una lesione legamentosa. Lo pseudo-cedimento è la sensazione che il ginocchio potrebbe cedere piuttosto che cedere effettivamente. Lo pseudo-cedimento è associato a uno scarso controllo dinamico (ad esempio a causa della debolezza dei quadricipiti o dell’inibizione del dolore).(4)
Blocco: allo stesso modo, dobbiamo distinguere tra pseudo-blocco e blocco vero e proprio. Il blocco vero e proprio richiede il rinvio immediato a un chirurgo ortopedico. In caso di blocco vero e proprio, una persona non è in grado di estendere attivamente o passivamente il ginocchio. Questo indica la presenza di un corpo libero intra-articolare o di una lesione del menisco a manico di secchio. Lo pseudo-blocco si verifica quando una persona non riesce a estendere o a flettere il ginocchio a causa della rigidità o dell’inibizione del dolore.(4)
R: Irradiazione dei sintomi
Le domande da considerare per i sintomi che si irradiano sono:
Bandiera rossa: sintomi che si irradiano lungo più dermatomi (escludendo prima le distribuzioni dei nervi periferici).
S: Gravità dei sintomi
Può essere utile utilizzare scale come la Visual Analogue Scale o la Numeric Pain Rating Scale, ma anche considerare come i sintomi influenzano la funzione e le attività. Il paziente deve interrompere o adattare le attività a causa del dolore?
Bandiera rossa: insorgenza improvvisa di dolore intenso in assenza di un incidente/trauma.
T: Tempistiche dei sintomi
Dobbiamo considerare la sequenza dei sintomi e la progressione dei sintomi nel corso della giornata.
Bandiera rossa: dolore che interrompe il sonno o che peggiora di notte (questo dolore non è legato alla posizione in cui si dorme) OPPURE dolore costante.
Il seguente video opzionale fornisce una panoramica sulla valutazione soggettiva del ginocchio:
Ricordate sempre di verificare la presenza di altre bandiere rosse o sintomi costituzionali (sintomi o problemi di salute che riguardano l’intero organismo piuttosto che una parte specifica), tra cui:
Ulteriori informazioni sono disponibili qui: Un’introduzione alle bandiere rosse nelle patologie gravi.
I seguenti questionari di autovalutazione possono essere utili per le persone che hanno dolore al ginocchio:
L’esame obiettivo fornisce misure quantificabili per escludere quali strutture potrebbero essere coinvolte nel dolore al ginocchio di una persona. Le misure oggettive possono determinare anche i cambiamenti nel tempo o dopo il trattamento.
Si può osservare il ginocchio del paziente in posizione seduta, eretta, supina e durante il passo. Quando si osserva il ginocchio, bisogna cercare qualsiasi deformità ossea che suggerirebbe un trauma, così come segni di infiammazione, lividi, gonfiore, calore, rossore o cambiamenti nella massa muscolare (ipertrofia o atrofia).
Se c’è gonfiore, è importante scoprire le tempistiche del gonfiore.
Un gonfiore/emartrosi immediato (0-2 ore dopo la lesione) indica che potrebbe esserci una frattura o rottura del legamento crociato anteriore.(3)(5) Si noti che il versamento non è comune con il dolore femoro-rotuleo e il gonfiore infrapatellare può indicare il coinvolgimento del cuscinetto adiposo.(5)
Quando il paziente è in piedi, è importante osservare tutta la gamba, non solo il ginocchio.
Osservando di fronte, bisogna stabilire se il paziente sta appoggiando lo stesso peso su entrambi gli arti inferiori. Partendo dal piede, controllare per vedere se il piede è pronato o supinato. A livello del ginocchio, controllare se è valgo o varo. Osservare anche la posizione della rotula e l’angolo del quadricipite (Q) (si veda sotto).(2)
Lateralmente, si può controllare il grado di estensione del ginocchio in piedi: c’è un’iperestensione o il paziente tiene il ginocchio leggermente flesso? Da dietro, osservare il gonfiore posteriore e confrontare la massa muscolare tra i lati.(2)
Angolo Q: l’angolo Q descrive la trazione vettoriale del quadricipite sulla rotula.(7) Sebbene diversi studi abbiano riscontrato l’inaffidabilità delle misurazioni dell’angolo Q, Merchant et al.(8) suggeriscono che l’utilizzo di un protocollo standard potrebbe “riportare l’angolo Q a una misurazione affidabile e accurata”.(8) Questo è rilevante in quanto si tratta di un test semplice e veloce da includere nell’esame obiettivo. I valori normativi dell’angolo Q variano nella letteratura, ma Merchant et al. hanno fornito i seguenti valori:(8)
- 13,5 gradi di valgismo per i maschi
- 15,9 gradi per le femmine
Per saperne di più sull’angolo Q e su come misurarlo, si prega di guardare il seguente video:
Una valutazione completa del passo viene discussa in dettaglio qui. Durante la valutazione del passo, si possono esaminare le variabili temporali, come il tempo della falcata e del passo, e le variabili di distanza, come la lunghezza della falcata, la lunghezza del passo e la larghezza del passo. Altre variabili sono la cadenza e la velocità del passo.
Per le deviazioni specifiche causate dal dolore al ginocchio, si prega di consultare: Deviazioni del passo associate a sindromi dolorose del bacino e del ginocchio.
È importante includere compiti funzionali, come l’appoggio su una gamba sola, lo squat, lo squat su una gamba sola o l’affondo. Se il paziente non riesce a tollerare uno squat, si può invece valutare il suo sit-to-stand (dalla posizione seduta a in piedi) o uno squat parziale.(2)
Se si sospetta un deficit neurologico o un’irradiazione dalla colonna vertebrale lombare, è necessario eseguire una valutazione neurologica. Lo screening neurologico completo viene discusso qui. Lo screening neurologico dovrebbe includere test dei miotomi, test della sensibilità, test dei riflessi e test neurodinamici.
I riflessi dell’arto inferiore da testare sono i riflessi del tendine rotuleo (L3/4) e del tendine di Achille (S1/2). I dermatomeri dell’arto inferiore sono L1-S4/5. I miotomi chiave sono:
I test neurodinamici utili per l’arto inferiore sono lo Straight Leg Raise e il test del nervo femorale. Questi sono particolarmente importanti se il paziente ha un dolore che si irradia oltre il ginocchio. Altri test neurologici che potreste includere sono il segno di Babinski e il segno del clono.
Guardate il seguente video per vedere una rapida dimostrazione di una valutazione neurovascolare in posizione supina.
Le strutture chiave da palpare a livello del ginocchio sono le seguenti:(3)
Palpare il dolore, il gonfiore o il calore intorno all’articolazione del ginocchio e ai tessuti circostanti.
Il calore intorno al ginocchio suggerisce un processo infiammatorio. È importante collegare i riscontri oggettivi alla valutazione soggettiva. Questa infiammazione è legata a una lesione o a uno stato infiammatorio (ad esempio, artrosi o un problema infiammatorio sistemico)?(4)
In posizione prona, si possono palpare i tendini degli ischiocrurali e le origini del gastrocnemio. Un gonfiore posteriore potrebbe indicare una cisti di Baker.(3)
Il test del ballottement può essere utile per i pazienti con un versamento al ginocchio.
Se considerati insieme, il gonfiore auto-osservato e un test del Ballottement positivo hanno valore diagnostico. Kastelein et al. hanno trovato i seguenti rapporti di verosimiglianza:(11)
- rapporto di verosimiglianza positivo per il gonfiore auto-osservato = 1,5
- rapporto di verosimiglianza positivo per il test del ballottement = 1,6
- rapporto di verosimiglianza positivo per i due test combinati = 3,6
I seguenti video opzionali mostrano come palpare il ginocchio:
Come per qualsiasi articolazione, è importante valutare il range di movimento attivo e passivo dell’articolazione del ginocchio. I movimenti principali del ginocchio sono la flessione e l’estensione. Si può anche valutare la rotazione tibiale.
Controllare la presenza di dolore o guarding, la qualità del movimento e l’end feel (la sensazione di fine range). La flessione del ginocchio solitamente ha un end feel morbido, mentre l’estensione ha un end feel solido. Il range in flessione del ginocchio è di circa 130 gradi, mentre in estensione del ginocchio è di 0 gradi. Tuttavia, bisogna considerare sempre ciò che è normale per ogni persona e confrontare i lati.
I seguenti video opzionali mostrano come valutare il range di movimento attivo del ginocchio:
Il seguente video opzionale mostra come valutare il range di movimento passivo del ginocchio:
Se il paziente ha un range di movimento attivo e/o passivo limitato, è utile valutare la mobilità articolare accessoria:(2)
Anche la lunghezza muscolare è un fattore importante. I muscoli chiave da valutare sono gli ischiocrurali, il quadricipite, il gastrocnemio e il soleo. Anche il tensore della fascia lata e il grande gluteo sono importanti perché influenzano il ginocchio attraverso la loro connessione con la bandelletta ileotibiale.(17) Come sempre, bisogna confrontare i lati e considerare ciò che è normale per ogni persona.
I seguenti test per la lunghezza muscolare potrebbero essere inclusi in una valutazione del ginocchio:
Per saperne di più si prega di consultare: Valutazione della lunghezza muscolare e Valutazione e trattamento della lunghezza muscolare in relazione al dolore femoro-rotuleo.
La valutazione della forza muscolare è essenziale quando si esaminano le condizioni del ginocchio. Bisogna fare attenzione alle differenze di forza tra i lati e al dolore durante i test. Per saperne di più sulla valutazione della forza si prega di consultare: Valutazione della forza muscolare.
I muscoli chiave da valutare nei pazienti con dolore al ginocchio sono il quadricipite, gli ischiocrurali, gli abduttori dell’anca (medio gluteo), i rotatori esterni dell’anca (medio gluteo, grande gluteo) e il gastrocnemio/soleo.
Guardate il seguente video opzionale per vedere come un chirurgo ortopedico valuta il ginocchio:
Le seguenti sezioni illustrano diverse condizioni comuni del ginocchio e identificano i segni clinici, i test speciali e i cluster diagnostici che possono essere utili nella valutazione.
Ricordate che i test speciali variano in termini di specificità e sensibilità, ma se usati insieme sono una parte importante della valutazione. Per saperne di più su questi test speciali, compresa la loro validità, affidabilità, sensibilità e specificità, si prega di consultare le pagine collegate. I test elencati in queste sezioni non sono esaustivi.
L’artrosi del ginocchio è una causa comune di dolore al ginocchio, rigidità, mobilità ridotta e limitazioni funzionali, soprattutto negli adulti di età superiore ai 45 anni.(1) Ulteriori informazioni sull’artrosi sono disponibili qui. Ulteriori informazioni sulla diagnosi dell’artrosi del ginocchio e su altri criteri di classificazione clinica sono disponibili qui.
Décary et al.(19) hanno proposto un cluster diagnostico in grado di confermare o escludere l’artrosi del ginocchio (si veda Tabella 2). Hanno scoperto che questi cluster erano in grado di classificare con precisione il 64% di tutti i casi e il 71% di tutti i “non casi”.
| Cluster per CONFERMARE l’artrosi sintomatica del ginocchio | Cluster per ESCLUDERE l’artrosi sintomatica del ginocchio |
|---|---|
| Cluster 1: Età compresa tra i 50 e i 58 anni E indice di massa corporea (IMC) superiore a 30 kg/m2 E disallineamento del ginocchio in valgo o varo O ridotta estensione passiva del ginocchio | Cluster 1: Età inferiore ai 40 anni |
| Cluster 2: Età superiore ai 58 anni E crepitio palpabile in qualsiasi comparto del ginocchio | Cluster 2: Età compresa tra i 40 e i 50 anni E assenza di crepitio palpabile in qualsiasi compartimento del ginocchio E IMC inferiore a 35 kg/m2 |
| Questi due cluster hanno un rapporto di verosimiglianza positivo del 13,6 | Cluster 3: Età compresa tra i 40 e i 58 anni E crepitio palpabile in qualsiasi comparto del ginocchio E IMC inferiore a 26 kg/m2 |
| Questi tre cluster hanno un rapporto di verosimiglianza negativo di 0,11 |
Il legamento crociato anteriore (LCA) contribuisce alla stabilità del ginocchio, impedendo la traslazione anteriore della tibia e la rotazione interna della tibia rispetto al femore. La maggior parte delle lesioni al legamento crociato sono lesioni senza contatto e sono spesso associate a cambiamenti di velocità o alla forza multidirezionale generata sul ginocchio durante il carico del peso corporeo.(20) Sono anche associate a salti, torsioni e movimenti di pivot.(21)
Le lesioni acute del legamento crociato anteriore spesso si verificano insieme ad altre lesioni, tra cui menisco, cartilagine articolare, legamento crociato posteriore, legamento collaterale laterale e legamento collaterale mediale.(22)(23) (24)(25) I pazienti potrebbero descrivere di aver sentito o percepito un “pop” improvviso e potrebbero avvertire un profondo dolore al ginocchio. La maggior parte (circa il 70%) sviluppa un gonfiore immediato (emartrosi). Altri sintomi segnalati includono cedimento, difficoltà a camminare e riduzione del range di movimento del ginocchio.(25)
Sono stati proposti diversi test speciali per valutare l’integrità del legamento crociato anteriore. Come la maggior parte dei test speciali, non dovrebbero essere utilizzati da soli, ma come parte di una valutazione più ampia.
Per maggiori informazioni su questi test, si prega di consultare le pagine collegate:
Il legamento crociato posteriore (LCP) è un importante stabilizzatore del ginocchio, che impedisce un’eccessiva traslazione posteriore della tibia sul femore e la rotazione esterna.(26) Il legamento crociato posteriore non si lesiona spesso in modo isolato. Le lesioni sono tipicamente il risultato di un’iperflessione, di una forza posteriore significativa sulla tibia prossimale quando il ginocchio è flesso (ad esempio, una lesione da cruscotto) o di una caduta su un ginocchio flesso.(27) I soggetti con lesioni al legamento crociato posteriore potrebbero presentare dolore, rigidità e gonfiore nella parte posteriore del ginocchio.(27) Come nel caso delle lesioni al legamento crociato anteriore, possono essere utilizzati diversi test speciali per identificare le lesioni al legamento crociato posteriore, tra cui:
Le lesioni del legamento collaterale mediale sono comunemente causate da movimenti improvvisi di rotazione, taglio o torsione. Possono anche essere causate da un impatto diretto sul lato laterale del ginocchio, con conseguente stress in valgo. Le lesioni del legamento collaterale mediale possono verificarsi in modo isolato o con altre strutture (ad esempio, menisco mediale, LCA, etc.).(28)
Per valutare il legamento collaterale mediale, viene applicato uno stress in valgo. Per saperne di più si prega di consultare: Valgus Stress test.
Il legamento collaterale laterale (LCL) è la principale limitazione del ginocchio allo stress in varo.(29) Le lesioni del legamento collaterale laterale sono solitamente causate da un impatto diretto sul ginocchio anteromediale, che provoca una combinazione di iperestensione e forza in varo estrema. Possono anche essere causate da forze in iperestensione e in varo senza contatto. Il legamento collaterale laterale si lesiona raramente da solo (< 2% degli infortuni).
Per valutare questo legamento, viene applicato uno stress in varo.
Logerstedt et al. osservano che la diagnosi di distorsione del legamento collaterale laterale può essere fatta con un ragionevole livello di certezza se sono presenti i seguenti:(30)
Le lesioni del menisco nelle persone più giovani (cioè con meno di 40 anni) tendono ad essere il risultato di un trauma, mentre le persone più anziane tendono ad avere lesioni degenerative.(1)(31) Le lesioni isolate del menisco sono spesso causate da forze rotazionali o di taglio sul ginocchio in presenza di un maggiore carico assiale. Possono verificarsi durante i movimenti di torsione o di pivot del ginocchio quando il piede è piantato.(31)
I test più comuni includono:
Esistono vari cluster di test che aiutano a confermare o escludere una lesione del menisco. Décary et al.(32) hanno proposto i seguenti cluster per CONFERMARE le lesioni traumatiche e degenerative del menisco (si veda la Tabella 3).
| Cluster per CONFERMARE una lesione degenerativa sintomatica | Il paziente ha un’insorgenza progressiva di dolore al ginocchio e un dolore isolato al ginocchio mediale E un dolore da lieve a intenso durante il pivoting sul ginocchio durante le attività della vita quotidiana o lo sport OPPURE almeno una delle seguenti: nessun disallineamento del ginocchio in varo o valgo OPPURE flessione passiva completa del ginocchio |
|---|---|
| Cluster per CONFERMARE una lesione traumatica sintomatica del menisco | Il paziente ha un dolore al ginocchio correlato a un trauma (forza diretta, ruotando, correndo, etc.) E riferisce almeno un evento tra una caduta O un pivoting sul ginocchio E un dolore al ginocchio isolato medialmente o diffuso E un indolenzimento positivo sulla linea articolare mediale |
Il dolore all’articolazione femoro-rotulea (PFP) è un termine generico utilizzato per descrivere il dolore derivante dall’articolazione femoro-rotulea o dai tessuti molli adiacenti. Provoca un dolore al ginocchio anteriore generalizzato che si aggrava con il carico del peso corporeo e la flessione del ginocchio.(33)(34) È comune negli adulti e negli adolescenti attivi.(34)
Il dolore all’articolazione femoro-rotulea è multifattoriale e può essere difficile da diagnosticare.(35) Pertanto, è fondamentale ottenere un’anamnesi dettagliata del paziente. I pazienti tendono a descrivere un peggioramento del dolore con attività come lo squat, stare seduti a lungo, fare le scale e correre.(33) I test comunemente utilizzati includono lo Squat test, lo Step test, la palpazione e la posizione e mobilità della rotula.(2)
Décary et al.(36) hanno proposto i seguenti cluster per confermare o escludere il dolore all’articolazione femoro-rotulea (si veda la Tabella 4).
| Cluster che aiutano a CONFERMARE il dolore all’articolazione femoro-rotulea | Cluster che aiutano a ESCLUDERE il dolore all’articolazione femoro-rotulea |
|---|---|
| Cluster 1: Persone di età inferiore ai 40 anni che presentano un dolore isolato al ginocchio anteriore o un indolenzimento sulla faccetta rotulea mediale | Cluster 1: Persone di età inferiore ai 58 anni E che presentano dolore al ginocchio mediale, laterale o posteriore E nessun indolenzimento sulla faccetta rotulea mediale o laterale |
| Cluster 2: Persone di età compresa tra i 40 e i 58 anni che presentano dolore al ginocchio anteriore isolato o diffuso E difficoltà da lieve a moderata a scendere le scale E indolenzimento sulla faccetta rotulea mediale E estensione passiva completa del ginocchio | Cluster 2: Persone di età inferiore ai 58 anni con dolore al ginocchio diffuso o laterale E indolenzimento sulla faccetta rotulea mediale o laterale E limitazione nell’estensione passiva del ginocchio |
| Cluster 3: Persone di età superiore ai 58 anni |
Per saperne di più sul dolore all’articolazione femoro-rotulea, compresa la valutazione oggettiva, si prega di consultare: Sindrome del dolore femoro-rotuleo.
I professionisti della riabilitazione lavorano spesso con persone che hanno dolore al ginocchio. Quando si valutano i pazienti con dolore al ginocchio, è fondamentale raccogliere un’anamnesi soggettiva dettagliata e condurre una valutazione oggettiva approfondita. La struttura L-M-N-O-P-Q-R-S-T può essere utilizzata per guidare la valutazione soggettiva. La valutazione oggettiva dovrebbe includere l’osservazione, l’analisi del passo, lo screening funzionale, lo screening neurologico, la palpazione, i test del range di movimento e la valutazione della lunghezza e della forza muscolare. Esistono diversi test speciali che possono aiutare a identificare specifiche condizioni del ginocchio. Una gestione appropriata dipende da una valutazione accurata in cui tutti gli elementi della valutazione vengono considerati insieme.