Prevenzione degli infortuni muscoloscheletrici

Redattrice principaleWanda van Niekerk sulla base del corso di Lee Herrington

Collaboratori principaliWanda van Niekerk, Jess Bell, Tarina van der Stockt , Kim Jackson, Lucinda hampton and Merinda Rodseth

Introduzione(edit | edit source)

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Negli ultimi anni sono stati fatti progressi significativi nel campo della prevenzione degli infortuni in molteplici sport. Tuttavia, è in corso un dibattito sulla nostra capacità di prevenire con precisione e certezza gli infortuni. In definitiva, l’obiettivo globale è quello di cercare di ridurre il più possibile il rischio di infortuni. Questo obiettivo può essere raggiunto identificando i fattori che possono aumentare il rischio. L’obiettivo è quindi quello di cercare di ridurre la predisposizione di un individuo agli infortuni.

Studi di ricerca su larga scala hanno mostrato risultati positivi per i programmi di prevenzione basati sull’esercizio, ma c’è ancora un divario tra i risultati della ricerca e l’attuazione di questi risultati in scenari di mondo reale. I fisioterapisti spesso si occupano delle predisposizioni a lungo termine più modificabili, come la forza, la stabilità, la propriocezione e l’abilità di movimento. Influenzando questi fattori si potrebbe modificare il rischio e, quindi, ridurre la predisposizione di un individuo agli infortuni.

Potete leggere di più su Screening per il rischio di infortuni muscoloscheletrici.

Fattori di rischio modificabili( modifica | modifica fonte )

Evidenze sulla propriocezione (allenamento della stabilità) per prevenire gli infortuni( modifica | fonte edit )

Esiste un’associazione tra uno scarso equilibrio statico e le lesioni ai legamenti della caviglia e del ginocchio ed è stato riscontrato che l’allenamento dell’equilibrio statico riduce l’incidenza delle lesioni alla caviglia e al ginocchio.

  • Trojian e McKeag(1) hanno trovato un’associazione tra la performance pre-stagionale nel test di equilibrio su una gamba sola e le distorsioni di caviglia nel corso della stagione.
  • Oshima et al.(2) hanno dimostrato che lo scarso equilibrio statico è un nuovo fattore di rischio per le lesioni del legamento crociato anteriore e che l’allenamento propriocettivo potrebbe essere efficace e clinicamente rilevante nella prevenzione del LCA.
  • Rivera et al.(3) hanno concluso che i programmi di allenamento propriocettivo sono efficaci nel ridurre l’incidenza delle distorsioni di caviglia in una popolazione di atleti, sia in quelli con una storia di distorsioni di caviglia che in quelli senza precedenti distorsioni di caviglia.

Esiste un’associazione tra scarso equilibrio dinamico e infortunio. Un test utilizzato per valutare l’equilibrio dinamico è lo Star Excursion Balance Test (SEBT). Se non conoscete questo test, guardate il video qui sotto.

Le evidenze disponibili per il SEBT sono:

  • Raggiungimento anteriore nel SEBT
    • Una scarsa performance in direzione di raggiungimento anteriore (ANT) nel SEBT potrebbe aumentare il rischio di infortunio ai legamenti della caviglia.(4)
    • Stiffler et al.(5) hanno riferito che valutare l’asimmetria del raggiungimento tra un lato e l’altro in direzione anteriore nel SEBT potrebbe identificare i soggetti predisposti a rischio di sostenere infortuni senza contatto al ginocchio e alla caviglia.
    • Ko et al.(6) hanno studiato l’equilibrio dinamico come fattore di rischio per gli infortuni alla caviglia nei giocatori di calcio adolescenti e hanno riscontrato una probabilità quattro volte maggiore di infortuni alla caviglia nei soggetti con punteggi SEBT – ANT più bassi (<64%).
    • Bliekendaal et al. (7) hanno riportato che punteggi più bassi nel SEBT – ANT normalizzato, come misura dell’equilibrio dinamico, sono associati a un maggior rischio di un successivo infortunio alla caviglia. Tuttavia, in questo studio, questo dato è risultato significativo solo nei partecipanti di sesso maschile e non in quelli di sesso femminile.
  • Raggiungimento postero-mediale nel SEBT
    • Attenborough et al.(8) hanno investigato i fattori di rischio per le distorsioni di caviglia nei giocatori di netball e hanno scoperto che una minore distanza nel raggiungimento postero-mediale è associata alle distorsioni di caviglia (un raggiungimento inferiore o uguale al 77,5% della lunghezza della gamba).
    • Ruffe et al.(9) hanno riportato che i runners con una differenza di raggiugimento postero-mediale > 4 cm hanno una maggiore probabilità di sostenere infortuni legati alla corsa a livello di anca/coscia/ginocchio.
  • Raggiungimento postero-laterale nel SEBT
    • Una performance debole nel raggiungimento postero-laterale (PL) nel SEBT è un fattore predisponente per le lesioni ai legamenti della caviglia in una popolazione attiva.(10)
    • Johanson et al.(11) hanno riportato una differenza significativa tra i punteggi nel SEBT-PL nei soggetti con conflitto femoro-acetabolare (FAI) rispetto ai soggetti senza FAI. I soggetti con FAI ottengono punteggi significativamente più bassi nel SEBT-PL ed è stato riportato un rischio maggiore di dolore e sintomi. Questo test è valido per valutare il dolore e altri sintomi nei soggetti affetti da FAI.

Il miglioramento dell’equilibrio statico e dinamico potrebbe ridurre il rischio di lesioni alla caviglia e al ginocchio.

Evidenze sull’escursione di movimento( modifica | fonte di modifica )

  • La scarsa flessibilità degli ischiocrurali non è correlata al rischio di lesione agli ischiocrurali. Green et al.(12) hanno riportato che nessun fattore legato alla flessibilità, alla mobilità e all’escursione di movimento aveva una chiara relazione con il rischio di infortunio agli ischiocrurali. I test comuni esaminati includevano: l’estensione passiva del ginocchio, l’estensione attiva del ginocchio, il sollevamento passivo della gamba dritta e lo slump test.(12)
  • Una limitata escursione di movimento in abduzione d’anca non aumenta il rischio di lesione del muscolo inguinale. La revisione sistematica di Whittaker et al.(13) sui fattori di rischio per gli infortuni all’inguine nello sport, ha sottolineato che esistono evidenze limitate di un’associazione tra l’escursione di movimento dell’anca e le lesioni all’inguine.(13) Un’altra revisione sistematica ha rilevato che la ridotta escursione di movimento in abduzione d’anca è un fattore di rischio per gli infortuni all’inguine e all’anca negli sport da campo. Tuttavia, in questa revisione è stato preso in considerazione un numero limitato di sport e sono stati analizzati sia gli infortuni all’anca sia quelli all’inguine.(14)
  • La flessibilità del quadricipite (determinata dal Thomas test modificato) è stata segnalata come fattore di rischio indipendente per l’insorgenza di infortuni agli ischiocrurali nei giocatori di football australiano; i giocatori con una maggiore flessibilità avevano il 70% di probabilità in meno di sostenere una lesione agli ischiocrurali.(15)
  • Un’escursione limitata in flessione dorsale di caviglia non è un fattore di rischio per le lesioni al muscolo del polpaccio.(16)
  • L’escursione in flessione dorsale di caviglia non ha predetto le fratture da stress della tibia o del piede nelle reclute militari.(17) (18)
  • Escursione in flessione dorsale e infortuni al ginocchio
    • Fong et al.(19) hanno riportato che una maggior escursione di movimento in flessione dorsale è associata a una maggiore flessione del ginocchio e a minori forze di reazione al suolo durante l’atterraggio, ovvero a una postura di atterraggio correlata a un rischio ridotto per il legamento crociato anteriore (LCA).
    • Esistono evidenze inconfutabili dell’esistenza di un’associazione tra una flessione dorsale di caviglia ridotta/limitata e il valgismo dinamico del ginocchio. Si raccomanda pertanto di includere nella pratica clinica la valutazione dell’escursione di movimento in flessione dorsale di caviglia, poiché le limitazioni nell’escursione di movimento possono predisporre gli individui a schemi di movimento dannosi per gli arti inferiori.(20)

Migliorare l’escursione di movimento in flessione dorsale di caviglia può essere utile per prevenire gli infortuni, ma migliorare la flessibilità degli ischiocrurali non previene gli infortuni agli ischiocrurali.

Evidenze sulla forza( modifica | fonte di modifica )

  • La debolezza di abduzione dell’anca in compiti di equilibrio su una gamba sola è correlata a un alterato controllo posturale. I deficit nel controllo posturale e nell’equilibrio potrebbero aumentare il rischio di distorsione di caviglia.(21)
  • La forza di abduzione dell’anca è correlata all’angolo di valgismo del ginocchio, soprattutto nei compiti balistici a una gamba sola,(22) ma l’associazione con l’infortunio è limitata e sono necessarie ulteriori ricerche.(23)
  • L’angolo di valgismo del ginocchio e il momento di atterraggio sono compiti influenzati dalla forza dei muscoli glutei. Il livello di influenza varia tra i diversi compiti, come lo squat su una gamba sola e l’atterraggio, così come tra i generi.(24)
  • Una ridotta forza isometrica degli abduttori dell’anca può predisporre a distorsioni laterali della caviglia senza contatto.(25)
  • La prestazione dei muscoli del tronco e dell’anca e il controllo motorio contribuiscono in modo significativo al rischio di lesioni al LCA.(26) Khayambashi et al.(27) hanno indicato che la forza di base di abduzione dell’anca <35% del peso corporeo (BW) predispone gli atleti a futuri infortuni al LCA senza contatto.
    • L’abduzione isometrica bilaterale dell’anca è stata valutata con un dinamometro portatile. Gli atleti erano in decubito laterale e una cinghia (posizionata prossimalmente alla cresta iliaca e fissata intorno al lettino di trattamento) è stata utilizzata per stabilizzare il bacino. L’anca è stata abdotta a 30° e il cuscinetto del dinamometro è stato posizionato 10 cm prossimalmente al condilo femorale laterale. Gli atleti hanno abdotto l’anca con il massimo sforzo sul cuscinetto del dinamometro per 5 secondi contro la resistenza manuale.(27)
  • Una riduzione della forza in flessione laterale del tronco, misurata con il test del ponte laterale, era associata a un aumento dell’angolo di abduzione del ginocchio durante lo squat su una gamba sola. Il test del ponte laterale valuta la forza in flessione laterale del tronco e la forza degli abduttori dell’anca. La debolezza di questa muscolatura potrebbe portare a una maggiore instabilità del tronco e a una maggiore abduzione del ginocchio, che potrebbero predisporre l’atleta all’infortunio.(23)
  • La forza dello squat bilaterale era associata all’abduzione dell’anca e al valgismo del ginocchio all’atterraggio.(28)
  • Livelli più deboli di forza muscolare dell’arto inferiore (valutati nello squat con bilanciere a una ripetizione massima (1RM)) potrebbero essere una predisposizione importante e modificabile a sostenere un infortunio traumatico al ginocchio nelle giovani atlete.(29)

Gli infortuni possono essere ridotti aumentando la forza della tripla estensione o dello squat e migliorando la forza dei muscoli abduttori dell’anca.

Evidenze sull’abilità di movimento( modifica | fonte di modifica )

  • Le atlete che presentano un aumento del valgismo al ginocchio e del movimento laterale del tronco in direzione dell’arto di supporto durante il drop vertical jump test su una gamba sola potrebbero avere un rischio maggiore di sostenere infortuni al ginocchio senza contatto.(30)
  • L’aumento del valgismo del ginocchio nello squat con una gamba sola aumenta il rischio di infortunio agli arti inferiori.(31) Raisanen et al.(32) hanno dimostrato che gli atleti con un elevato angolo di proiezione del ginocchio sul piano frontale (FPKPA) nello squat con una sola gamba, avevano una probabilità 2,7 volte maggiore di sostenere un infortunio all’arto inferiore e 2,4 volte maggiore di sostenere un infortunio alla caviglia.
  • Le ragazze adolescenti (13 anni) con un momento di abduzione del ginocchio o un carico >15 Nm hanno una maggiore probabilità (6,8%) di sviluppare un dolore femoro-rotuleo (PFP). Le ragazze di 16 anni con un punteggio di atterraggio >25Nm presentano un rischio maggiore di sviluppare sia un dolore femoro-rotuleo che una lesione al legamento crociato anteriore.(33)
  • Bramah et al.(34) hanno dimostrato che per ogni aumento di 1° nel collasso del bacino durante la corsa, c’era un aumento dell’80% delle probabilità di essere classificati come infortunati.

Migliorare la meccanica di atterraggio e di corsa riducendo l’inclinazione del tronco, l’adduzione dell’anca e il valgismo di ginocchio ridurrà probabilmente il rischio di infortunio.

Interventi multimodali( modifica | modifica fonte )

Esistono interventi multimodali che mirano a incorporare predisposizioni modificabili come la forza, l’escursione di movimento, la propriocezione e l’abilità di movimento. Questi programmi vengono solitamente introdotti come parte di un programma di riscaldamento esteso. È dimostrato che questi tipi di programmi di prevenzione degli infortuni hanno successo nel ridurre il rischio di infortuni.(35)(36) Sono necessarie ulteriori ricerche per comprendere meglio l’adesione e il mantenimento di questi programmi. È chiaro, tuttavia, che la compliance è fondamentale per ridurre gli infortuni.(37) Si raccomanda inoltre che questi programmi di intervento multimodale vengano attuati durante tutta la stagione e non solo per un breve periodo di tempo, cioè solo in fase pre-stagionale.(38)

Per saperne di più sulla prevenzione degli infortuni nello sport, leggete qui: Prevenzione degli infortuni nello sport

Esempi di interventi( modifica | modifica fonte )

Implementare la prevenzione degli infortuni( modifica | modifica fonte )

Modi per implementare con successo la prevenzione degli infortuni(40):

  1. Assicurarsi il consenso di tutti i principali responsabili delle decisioni
  2. Sviluppare un team interdisciplinare
  3. Identificare le barriere e le soluzioni
  4. Progettare un programma specifico per il contesto
  5. Allenare gli allenatori
  6. Migliorare la fedeltà
  7. Sviluppare una strategia di uscita

Per saperne di più su queste fasi, leggete qui: Implementare la prevenzione degli infortuni(41)

Considerazioni chiave per la preabilitazione( modifica | fonte di modifica )

  • Identificare la necessità di intervento
  • Identificare le potenziali qualità fisiche modificabili
  • Valutare se queste qualità fisiche sono un problema
  • Coinvolgere atleti e allenatori nel programma(37)
  • Ridurre al minimo il tempo e massimizzare l’impatto(42)
  • Renderla progressiva e duratura(43)
  • Considerare l’uso di mesocicli e microdosaggio
    • La periodizzazione dell’allenamento si basa sui principi di sovraccarico e adattamento. Esistono tre tipi di cicli di periodizzazione:
      • Macrociclo = intera stagione
      • Mesociclo = blocco di allenamento specifico all’interno della stagione, progettato per raggiungere un obiettivo particolare come la resistenza, la forza, la stabilità o l’abilità di movimento, di solito di durata compresa tra 4 e 6 settimane
      • Microciclo = unità più piccola all’interno del mesociclo, di solito una settimana di allenamento
    • Microdosaggio = prevede l’esecuzione di allenamenti ad alta intensità e basso volume, ma con una frequenza maggiore(44)

Risorse(edit | edit source)

Citazioni(edit | edit source)

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