Questa pagina è stata creata per aiutarvi a comprendere il ruolo della parità di genere e dell’inclusione sociale (GESI) nella riabilitazione. L’obiettivo è quello di aiutare i professionisti clinici a sentirsi a proprio agio e sufficientemente competenti per identificare le opportunità di integrare le considerazioni GESI nella propria pratica clinica quotidiana.
La parità di genere e l’inclusione sociale sono due concetti intrecciati che aiutano a migliorare l’accesso a beni e servizi per tutti, compresi gli esclusi, le donne e le persone meno stabili economicamente. GESI promuove politiche inclusive e mira ad aumentare il potere degli esclusi, delle donne e dei poveri.(1)
Secondo il World Vision, il GESI è un approccio volto ad eliminare le barriere esistenti per aumentare l’accesso, consentire il processo decisionale e la partecipazione delle popolazioni emarginate. Questa definizione prosegue dicendo che il GESI ci richiede di creare ambienti favorevoli affinché TUTTI possano partecipare e beneficiare in modo EQUO degli interventi di sviluppo.
Nel contesto della riabilitazione, il GESI è un approccio volto a rimuovere le barriere e ad aumentare l’accesso, a facilitare un maggiore utilizzo dei servizi di riabilitazione e a migliorare le esperienze degli utenti, per tutti.
È importante notare che non tutte le popolazioni emarginate sono ugualmente svantaggiate o escluse.
In qualità di professionisti clinici, è importante riconoscere come le caratteristiche sociali si influenzino a vicenda e come possano influenzare le condizioni di salute, l’accesso ai servizi di riabilitazione, l’uso dei nostri servizi e le esperienze complessive dei pazienti.
In qualità di erogatori di assistenza sanitaria, siamo tenuti a fornire servizi di riabilitazione, tecnologia assistiva e dispositivi adattati, necessari per consentire alle persone di raggiungere il proprio massimo livello di funzionalità e, in ultima analisi, avere un impatto positivo sulle comunità a livello globale, promuovendo una maggior partecipazione.
Per essere professionisti clinici efficaci, è anche importante riconoscere che ogni persona ha molteplici identità sociali con fattori che si sovrappongono (come la razza, il sesso, l’età, l’orientamento sessuale, l’occupazione, la struttura familiare, le abilità, per citarne alcuni) e può identificarsi con più gruppi. Ciò deriva da un nuovo concetto di complessità di identità sociale, che si riferisce alla rappresentazione soggettiva che una persona ha di se stessa e alle interrelazioni che potrebbe avere con molteplici identità di gruppo.(2) Le persone sono complesse e hanno diverse identità ed esperienze sociali che devono essere prese in considerazione quando li trattiamo in un contesto clinico.
L’obiettivo della parità di genere è che uomini e donne abbiano pari risorse, opportunità, diritti umani e beni socialmente riconosciuti.(3) La Banca Mondiale definisce la parità di genere come: “La parità di genere o uguaglianza tra diversi gruppi di donne e uomini si riferisce all’equo godimento da parte di gruppi di donne e uomini – di tutte le età ed indipendentemente dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere – di diritti, beni socialmente riconosciuti, opportunità, risorse e ricompense. Uguaglianza non significa che le donne e gli uomini siano uguali, ma che il loro godimento dei diritti, delle opportunità e delle possibilità di vita non è regolato o limitato dal fatto di essere nati femmine o maschi”.(4)
Il genere:
Il genere non:
Il video qui sotto mostra il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, il Dr. Tedros, parlando della parità di genere per donne e ragazze:
Significa prendere in considerazione le differenze socioculturali e di genere che esistono tra noi professionisti clinici e le differenze tra i pazienti per informare l’erogazione dei servizi di riabilitazione.
Possiamo pensare alla sensibilità GESI come ad un continuum, che va dalla non considerazione delle nostre somiglianze e differenze alla ricerca attiva e all’impegno nel cambiamento trasformativo dell’accesso, dell’utilizzo e delle esperienze di riabilitazione.
Essere consapevoli del GESI ci permette di comprendere le quattro A dei servizi di riabilitazione:
Come professionisti della riabilitazione, siamo in una posizione ideale per sostenere e impegnarci attivamente nel cambiamento trasformativo in tutte le fasi della riabilitazione.
Come professionisti clinici, dobbiamo essere più consapevoli delle considerazioni GESI:
L’inclusione sociale mira ad evitare che i gruppi vulnerabili vengano esclusi da determinate circostanze. I gruppi vulnerabili includono anziani, persone con disabilità, minoranze religiose, donne, ragazze, LGBTQ, etc. (6) La Banca Mondiale definisce l’inclusione sociale come: “In ogni paese, alcuni gruppi combattono contro barriere che impediscono loro di partecipare pienamente alla vita politica, economica e sociale. Questi gruppi possono essere esclusi non solo tramite i sistemi legali, il territorio e i mercati del lavoro, ma anche attraverso atteggiamenti, credenze o percezioni discriminatorie o stigmatizzanti. Lo svantaggio è spesso basato sull’identità sociale, che può essere su varie dimensioni di genere, età, ubicazione, occupazione, razza, etnia, religione, stato di cittadinanza, disabilità, orientamento sessuale ed identità di genere, tra gli altri fattori. Questo tipo di esclusione sociale priva le persone della dignità, della sicurezza e dell’opportunità di condurre una vita migliore. Se non si affrontano le cause alla base dell’esclusione strutturale e della discriminazione, sarà difficile sostenere una crescita inclusiva sostenibile ed una rapida riduzione della povertà”. (7)
Quando si pensa all’inclusione sociale in un contesto di riabilitazione, è importante allontanarsi dal pensare esclusivamente ad uno stato di dipendenza funzionale e pensare più in termini di indipendenza funzionale. Ciò significa incoraggiare l’individuo ad essere il più indipendente possibile e a partecipare alla propria comunità. Questo include, ma non si limita a:
Un esempio utile di inclusione sociale nella riabilitazione proviene da una revisione sistematica e da una metanalisi di Obembe & Eng (2016), che illustra come la partecipazione sociale sia strumentale al recupero di una persona. (8)
“La partecipazione sociale è considerata uno degli outcome più rilevanti e cruciali di un recupero di successo.(9) E’ stato dimostrato che gli individui sono insoddisfatti della propria capacità di partecipare a numerosi aspetti della partecipazione, tra cui la socializzazione, le uscite e i viaggi, a tre mesi dall’ictus.(10) L’offerta di servizi di riabilitazione dopo la dimissione ospedaliera può essere particolarmente rilevante, in quanto mira a promuovere l’indipendenza e il reinserimento dei pazienti nella comunità.
La Classificazione Internazionale della Funzione, della Disabilità e della Salute (ICF) definisce la partecipazione come “il coinvolgimento in una situazione della vita”(11) o come “l’esperienza vissuta” delle persone nel contesto reale in cui vivono”. La partecipazione è un obiettivo di trattamento nel contesto del recupero dall’ictus ed è nota per la sua correlazione con i domini legati alla qualità della vita.(12) … Allo stesso modo, il modello concettuale del Disability Creation Process definisce la partecipazione sociale come un mezzo per svolgere le proprie abitudini di vita nel proprio ambiente (ad esempio, scuola, posto di lavoro, vicinato).(13) “(8)
Il video qui sotto, realizzato da Healthwest TV, parla dell’importanza dell’inclusione sociale:
Il genere determina le risposte sanitarie, le pratiche di assistenza, i comportamenti sanitari e, essenzialmente, gli outcome. (14) Esiste un legame tra le norme sociali e i fattori biologici che influenzano lo stato di salute.(15) Nonostante l’uguaglianza di genere sia un diritto umano fondamentale, continua ad essere uno dei principali fattori determinanti della disuguaglianza di salute.(14) Per combattere queste disuguaglianze sanitarie, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e le Nazioni Unite hanno insistito affinché i paesi introducessero le questioni di genere nei loro sistemi sanitari.(16)
Le donne hanno un rischio maggiore di morbilità a causa del loro ruolo riproduttivo, della disuguaglianza nutrizionale e del loro status inferiore nella società.(16) (17) Inoltre, i matrimoni infantili sono più diffusi tra le ragazze (5 volte di più), e le donne rappresentano la maggioranza delle vittime per quanto riguarda gli abusi sessuali e la violenza domestica. (15)(17) Lo scarso accesso all’acqua potabile e ai servizi igienici colpisce maggiormente le donne, che gestiscono l’approvvigionamento idrico domestico.(15) Infine, le donne sono più a rischio di ansia, depressione e cancro.(18) Al contrario, gli uomini sono percepiti come forti e non bisognosi di assistenza sanitaria.(18)
GESI riguarda l’assistenza sanitaria in tutti i settori, compresa la fisioterapia. Sono stati condotti studi di ricerca che hanno concluso che ci sono tre aree in cui il GESI e i fisioterapisti sono connessi:
I seguenti quattro studi(19) dimostrano come il genere possa avere un impatto sui fisioterapisti in una regolare pratica clinica:
Il video qui sotto descrive i problemi che le persone transgender devono affrontare quando cercano assistenza medica:
Anche il genere può essere un fattore influente nella struttura di assistenza sanitaria e nell’organizzazione nel suo complesso. Ecco le cose da considerare quando si pensa a una scala organizzativa (19):
Il costrutto di genere può essere inteso in modo diverso nel tempo e nelle diverse culture. In alcune società, per tradizione le donne erano rappresentate come più deboli e più inclini alle malattie rispetto agli uomini.(19)
Per aiutare ad affrontare i tradizionali stereotipi di genere, i professionisti della riabilitazione dovrebbero essere consapevoli di quanto segue: (19)
“1) Cosa dicono i pazienti e come si comportano, e come questo può essere influenzato dal genere;
2) Come interpretiamo ciò che abbiamo visto e sentito (dai nostri pazienti) in base alle nostre norme, supposizioni e stereotipi di genere; e come agiamo in base a queste interpretazioni;
3) Quali regimi di genere e di potere possiamo vedere ed identificare nelle organizzazioni; e come influenzano il nostro lavoro, le nostre condizioni di lavoro e la realtà e la salute del paziente.
4) Quali norme sociali e culturali relative al genere influenzano noi come fisioterapisti e i nostri pazienti”.(19)
Inoltre, Stenberg et al., 2020(19) raccomandano di implementare una formazione sulla consapevolezza di genere nei corsi di fisioterapia e di essere sensibili al genere durante la valutazione e il processo decisionale dell’intervento. Sono necessarie ulteriori ricerche in questo campo per aiutare i fisioterapisti con la parità di genere e l’inclusione sociale.(19)
Accessibilità: In relazione all’accesso alla salute, significa che le strutture, i beni e i servizi sanitari devono essere accessibili per tutte le fasce di popolazione, in particolare per i gruppi vulnerabili o emarginati, come le minoranze etniche e le popolazioni indigene, le donne, i bambini, gli adolescenti, gli anziani, le persone con disabilità e le persone affette da HIV/AIDS, anche nelle zone rurali. L’accessibilità è anche la caratteristica che i prodotti, i beni e i servizi presentano per poter essere utilizzati in modo sicuro e a condizioni uguali da tutte le persone; comprende l’ambiente fisico, il trasporto, l’informazione e le comunicazioni.
L’accessibilità mira a garantire l’opportunità di una partecipazione equa e significativa a tutti gli aspetti della società da parte di tutti. L’accessibilità consiste nel rimuovere le barriere alla partecipazione, comprese quelle fisiche, informative, attitudinali e istituzionali. Sebbene l’accessibilità venga spesso pensata in relazione alla garanzia della piena partecipazione delle persone con disabilità, è rilevante ed importante per tutti.
L’accessibilità è comunemente considerata come un meccanismo per aumentare l’accessibilità fisica per le persone con varie disabilità; non si tratta solo dell’accessibilità fisica delle infrastrutture, ma anche di beni e servizi accessibili, compresi gli eventi.
Bias (o pregiudizio di genere): Il bias o pregiudizio di genere è una posizione dichiarata; un presupposto o una situazione che mostra una visione o un trattamento preferenziale di un sesso rispetto all’altro.
Discriminazione: La discriminazione è quando le decisioni vengono prese in base agli attributi sociali di una persona, come il sesso, la razza o l’origine etnica, la religione, l’associazione, le caratteristiche fisiche e/o altre differenziazioni. La discriminazione diretta si verifica quando una persona viene trattata in modo meno favorevole rispetto ad un’altra persona in circostanze identiche o simili, sulla base di un particolare attributo, come l’età, il sesso, la disabilità, la razza, la regione, la religione, la cultura, lo status sociale o altri motivi. La discriminazione indiretta si verifica quando c’è una politica o una regola o un modo di fare che potrebbe sembrare equo o neutrale in superficie, ma ha un effetto ineguale su alcuni gruppi di persone con un particolare attributo e la politica o la regola è irragionevole. La discriminazione indiretta è illegale a prescindere dal fatto che la persona che discrimina abbia intenzione di farlo o non sia consapevole di farlo.
Uguaglianza: L’uguaglianza o parità implica che tutte le persone godano dello stesso status. Tutte le persone hanno le stesse condizioni per realizzare i propri pieni diritti umani e il proprio potenziale per contribuire allo sviluppo nazionale, politico, economico, sociale e culturale e per beneficiare dei risultati.
Equità: L’equità è un processo di correttezza. Significa che si stanno facendo dei passi avanti per raggiungere l’equità e la giustizia nella distribuzione dei benefici e delle responsabilità. Spesso richiede programmi e politiche per porre fine alle disuguaglianze esistenti. L’equità porta all’uguaglianza.
Genere: Il genere descrive i diversi ruoli e responsabilità delle donne e degli uomini: cosa fanno i maschi e le femmine, di cosa sono responsabili, come ci si aspetta che si comportino, cosa è permesso loro di fare e cosa viene considerato un comportamento normale ed appropriato. I ruoli e le responsabilità di genere variano in base a fattori culturali, religiosi, storici ed economici.
La consapevolezza di genere: La consapevolezza di genere è il riconoscimento delle differenze negli interessi, nei bisogni e nei ruoli delle donne e degli uomini nella società e di come queste si traducano in differenze di potere, status e privilegi. Include anche la capacità di identificare i problemi derivanti dall’iniquità e dalla discriminazione di genere. Con parità di genere ci si riferisce al fatto che uomini e donne hanno lo stesso valore, gli stessi diritti e le stesse opportunità di partecipare ad ogni aspetto dell’occupazione e della vita. L’equità di genere è il processo di essere corretti nei confronti di uomini o donne svantaggiati attraverso interventi ed azioni specifiche, come il bilanciamento delle differenze passate o presenti che hanno avuto un impatto negativo sulla capacità di una donna o di un uomo di partecipare pienamente e in modo paritario all’occupazione e ad altre opportunità. La disuguaglianza di genere implica che un uomo o una donna non hanno gli stessi valori, diritti o opportunità.
Parità di genere: È la realizzazione di pari diritti, responsabilità, opportunità e rispetto per uomini, donne e minoranze sessuali e di genere.(20) L’equità di genere – il processo di essere corretti nei confronti di donne, uomini e minoranze sessuali e di genere – implica l’utilizzo di strategie e misure per compensare gli svantaggi storici e sociali delle donne. L’equità di genere come processo porta all’uguaglianza di genere come outcome.(21) In risposta all’ineguale accesso ai diritti, alle responsabilità, alle opportunità e al rispetto tra le donne e le ragazze, che porta a una loro maggior vulnerabilità ed emarginazione sociale, l’uso di un approccio GESI spesso includerà un’attenzione specifica alle donne e alle ragazze. Allo stesso tempo, si impegna a diminuire l’ineguaglianza di genere coinvolgendo uomini e ragazzi ed affrontando le relazioni di potere relative al genere. Potete utilizzare la seguente scala di valutazione dell’OMS per la sensibiltà di genere(22) per determinare la misura in cui il genere è incorporato nei programmi e nelle politiche. La scala comprende cinque fasi per la politica e la programmazione:
– Disparità di genere: porta avanti la disuguaglianza di genere rafforzando norme, ruoli e relazioni sbilanciate.
– Indifferente al genere: ignora le disuguaglianze di genere.
– Sensibile al genere: considera la disuguaglianza di genere, ma non intraprende alcuna azione correttiva per risolverla.
– Specifico al genere: considera la disuguaglianza di genere ed intraprende azioni correttive per risolverla, ma non cambia le relazioni di potere sottostanti.
– Trasformazione di genere: affronta alcune delle cause sottostanti delle disuguaglianze basate sul genere, trasformando le norme, i ruoli e le relazioni di genere ineguali e dannose, al fine di promuovere cambiamenti progressivi nelle relazioni di potere tra donne e uomini e minoranze sessuali e di genere.
Integrazione della dimensione di genere: L’integrazione della dimensione di genere è il processo che garantisce che tutte le donne e gli uomini abbiano uguale accesso e controllo sulle risorse, sul processo decisionale e sui benefici in tutte le fasi dei processi, delle pratiche e delle politiche organizzative.
Sesso: Il sesso descrive le differenze biologiche tra uomini e donne.
Molestie sessuali: Le molestie sessuali si verificano quando una persona fa un’avance sessuale indesiderata, una richiesta indesiderata di favori sessuali o tiene altri comportamenti sessuali indesiderati nei confronti di un’altra persona; in circostanze in cui una persona ragionevole, tenendo conto di tutte le circostanze, ha previsto che l’altra persona sarebbe stata offesa, umiliata o intimidita.
Esclusione sociale: L’esclusione sociale può essere imposta dalla legge, come conseguenza di circostanze economiche o per la mancata fornitura di beni o servizi sociali. I gruppi che sono socialmente esclusi includono i disoccupati, le minoranze etniche, i senzatetto, gli anziani e le persone con disabilità. Questi gruppi ottengono risultati sanitari peggiori rispetto alla popolazione generale.
Inclusione sociale: L’inclusione sociale è definita come “il processo di miglioramento delle condizioni di partecipazione alla società, in particolare per le persone svantaggiate, attraverso il potenziamento delle opportunità, dell’accesso alle risorse, della voce e del rispetto dei diritti”.(23) Comprende l’inclusione di gruppi che sono a rischio di esclusione all’interno di un particolare contesto socio-culturale.(24) Tali gruppi possono includere: donne e ragazze, adolescenti e giovani, anziani, persone con disabilità, minoranze etniche, minoranze religiose, persone che vivono con una malattia stigmatizzata, persone sfollate internamente, popolazioni migranti, comunità nomadi, membri di tribù o sotto-tribù minoritarie, persone che vivono in insediamenti urbani o in aree geograficamente inaccessibili, comunità LGBTQI+, gruppi con un’istruzione meno formale e persone di status socioeconomico inferiore.
I gruppi a rischio di esclusione possono:
1) avere una rappresentanza e/o una partecipazione inadeguata nella leadership e nel processo decisionale a tutti i livelli;
2) essere discriminati e/o subire marchi sociali ed emarginazione a causa della propria identità sociale o del proprio stato di salute;
3) avere diritti limitati e/o mancanza di potere, risorse e organizzazione per esercitare i propri diritti ed accedere alle tutele sociali. Poiché le persone appartengono sempre a molteplici gruppi sociali, possono avere esperienze più amplificate di emarginazione, vulnerabilità ed esclusione a causa dei modi in cui le identità sociali si intersecano, o della loro intersezionalità.(24)
Allo stesso tempo, come conseguenza delle complesse interazioni interzionali tra le molteplici identità sociali delle persone, una persona può sperimentare congiuntamente emarginazione e privilegio. Per esempio, una donna con disabilità appartenente ad un gruppo ad alto reddito può ricevere alcuni privilegi dovuti al proprio status socioeconomico, ma allo stesso tempo subire molteplici livelli di emarginazione a causa del proprio genere e/o della propria disabilità.
Norme sociali: Le norme sociali sono regole di condotta o modelli di comportamento che ci si aspetta da una società o da un gruppo sociale. Queste sono radicate nei costumi, nelle tradizioni e nei sistemi di valori che si sviluppano gradualmente in una società o in un gruppo sociale. È importante capire che le norme sociali, pur essendo generalmente accettate, non sempre mostrano un trattamento etico o corretto degli altri.
Persone vulnerabili: le persone vulnerabili includono i seguenti:
– Le persone con disabilità sono definite come coloro che hanno invalidità fisiche, mentali, intellettuali o sensoriali che, nell’interazione con varie barriere attitudinali e ambientali, possono ostacolare la loro piena ed effettiva partecipazione alla società su base paritaria con gli altri;
-I sopravvissuti a guerre e conflitti che hanno riportato lesioni legate alla mobilità, comprese le condizioni derivanti dall’interruzione dei servizi sanitari;
– I sopravvissuti a torture e traumi, compresa la violenza relazionata al genere;
– I bambini di età inferiore ai 18 anni che sono: a rischio di ritardi nello sviluppo legati a carenze nella salute, nella nutrizione e/o nel supporto di chi se ne prende cura; che vivono senza assistenza permanente e protettiva; che rischiano di perdere l’assistenza familiare protettiva permanente; e/o che rischiano di essere esposti a violenza, sfruttamento, abuso e/o negligenza; e
– Quelli che si prendono cura delle persone sopra identificate.