Redazione originale – Bhanu Ramaswamy come parte del AGILE Project.
Contributori principali – Andeela Hafeez, Ewa Jaraczewska, Kim Jackson, Lucinda hampton, Jess Bell, Vidya Acharya, Lauren Lopez, Shaimaa Eldib, Tony Lowe, Tarina van der Stockt, WikiSysop, Tolulope Adeniji, Rochelle Dsouza, Jonathan Wong, Christina Nowak, Alan Jit Ho Mak, 127.0.0.1, Admin, Angeliki Chorti e Scott Buxton
“Una caduta è definita come un evento che porta una persona a posarsi inavvertitamente sul suolo o sul pavimento o su un altro livello inferiore.”(1)
Tutte le persone che cadono sono a rischio di lesioni. L’età, il sesso e lo stato di salute di una persona possono influenzare il tipo e la gravità delle lesioni da caduta.(2) Oltre alle conseguenze fisiche, le cadute possono avere effetti psicologici significativi, potenzialmente creando una paura di cadere che limita la mobilità e l’indipendenza.(3)
Gli interventi per la prevenzione delle cadute mirano a ridurre il rischio di caduta, a diminuire la gravità delle lesioni e a preservare l’autonomia, la dignità e la qualità della vita di una persona.(4)
Molti interventi si concentrano sulla prevenzione delle cadute migliorando la forza, l’equilibrio e la flessibilità. Altri interventi si concentrano sulle strategie compensative . Le strategie compensative prevedono l’adattamento dell’ambiente, la modifica dei compiti e l’utilizzo dei dispositivi assistivi per aiutare le persone a partecipare in maniera sicura ad attività significative.(4)
Le cadute sono la seconda causa di morte per lesioni non intenzionali a livello globale.(1) Ogni anno, 684.000 persone muoiono a causa di una caduta. Inoltre, 37,3 milioni di cadute causano lesioni che richiedono assistenza medica.(1) L’80% delle cadute mortali avviene nei paesi a basso e medio reddito.(5)
Gli anziani sono i soggetti più a rischio di morte e di lesioni gravi a causa di una caduta. Questo rischio elevato potrebbe essere associato ai cambiamenti fisici, sensoriali e cognitivi legati all’età e ai problemi nell’ambiente fisico. Anche i bambini più piccoli sono soggetti a gravi lesioni da caduta.(1)
In alcune regioni è emerso che i maschi hanno più probabilità di subire una caduta fatale, mentre le femmine hanno più cadute non fatali. A livello globale, i maschi hanno tassi più alti di morte e di anni di vita corretti per la disabilità (DALY) persi a causa delle cadute. Le potenziali cause di questi tassi elevati negli uomini potrebbero essere i maggiori comportamenti a rischio e rischi professionali.(1)
Le cadute sono complesse e multifattoriali e possono essere influenzate da una serie di fattori intrinseci ed estrinseci.(6)
I fattori di rischio intrinseci provengono dall’interno dell’individuo e comprendono (1) i cambiamenti fisiologici legati all’età, (2) le condizioni di salute croniche e (3) l’uso di farmaci. I fattori di rischio intrinseci possono essere i più difficili da affrontare, in quanto richiedono un adattamento o un intervento individuale.
Con l’avanzare dell’età, il nostro corpo va incontro a diversi cambiamenti fisiologici che possono aumentare significativamente il nostro rischio di cadere. Ad esempio, la riduzione della forza muscolare e della mobilità articolare, soprattutto negli arti inferiori, può portare all’instabilità e all’incapacità di reagire rapidamente alle alterazioni dell’equilibrio.(7) La diminuzione della flessibilità può influenzare il modo in cui una persona si muove e reagisce all’ambiente circostante.(8) Il deterioramento della vista ha un impatto sulla capacità di una persona di individuare gli ostacoli nell’ambiente, aumentando il rischio di inciampare o cadere.(9) I disturbi dell’equilibrio e della postura influiscono sulla capacità di una persona di mantenere una posizione verticale. Anche una ridotta funzione vestibolare e una minore capacità di reagire agli spostamenti posturali possono contribuire alle cadute.(10)
Le condizioni croniche spesso hanno un impatto su più sistemi fisiologici, aumentando la vulnerabilità di una persona. Tra le condizioni più comuni che aumentano il rischio di caduta ci sono il Parkinson, l’artrosi, il diabete, i disturbi cognitivi, le amputazioni e le malattie cardiovascolari.(11)
L’uso di più farmaci (polifarmacia) è un fattore di rischio significativo per le cadute.(12) Molti farmaci comunemente prescritti hanno effetti collaterali che possono compromettere l’equilibrio e la coordinazione, come ad esempio sedativi e antidepressivi, antipertensivie anticolinergici.(13)(14)(15)
I fattori di rischio estrinseci sono fattori sociali e fisici legati ad un ambiente esterno. Questi includono (1) i pericoli ambientali e (2) l’uso improprio degli ausili per la mobilità. Le cadute nelle persone di età inferiore ai 75 anni sono più probabilmente legate a fattori estrinseci. Nelle persone di 80 anni o più, i fattori intrinseci tendono ad essere più importanti. I fattori estrinseci sono spesso modificabili e possono essere affrontati attraverso strategie compensative.(16)
Poiché la maggior parte delle cadute avviene in casa, i rischi ambientali comuni includono spazi disordinati, scarsa illuminazione, superfici scivolose in bagno e in cucina e pavimenti irregolari.(17)
Molti anziani o persone con disabilità si affidano agli ausili per la mobilità, come bastoni, deambulatori o sedie a rotelle, per migliorare la loro stabilità e prevenire le cadute. Tuttavia, l’uso improprio di questi dispositivi, come una regolazione errata o tecniche scorrette, può aumentare il rischio di caduta di una persona. I professionisti della riabilitazione svolgono un ruolo fondamentale nell’educare le persone sull’uso corretto di questi dispositivi.(18)
Le valutazioni del rischio di caduta aiutano a identificare le persone a rischio di caduta, consentendo agli operatori sanitari di adottare misure proattive per prevenire le cadute. L’identificazione precoce dei rischi è fondamentale per ridurre l’incidenza delle cadute e le loro conseguenze, come fratture, ricoveri e perdita di autonomia.
Si raccomanda di sottoporre gli anziani ad uno screening per il rischio di caduta almeno una volta all’anno.(19) Chiunque venga identificato come a rischio di caduta attraverso i programmi di screening dovrebbe essere sottoposto a una valutazione completa. In base alla valutazione, possono essere implementati interventi appropriati.(19)
La collaborazione interdisciplinare tra tutti i membri del team, tra cui terapisti occupazionali, fisioterapisti, infermieri, assistenti sociali e altri professionisti della salute, garantisce che tutti gli aspetti del rischio di caduta siano presi in considerazione quando si pianificano le strategie di prevenzione delle cadute.(4)
Ulteriori informazioni sulla valutazione multidisciplinare delle cadute sono disponibili nelle linee guida del NICE. Queste linee guida sono state sviluppate per le persone di età pari o superiore ai 65 anni durante una degenza ospedaliera e per le persone di età compresa tra i 50 e i 64 anni che sono a maggior rischio di caduta a causa di condizioni di salute sottostanti.
I terapisti occupazionali si occupano di identificare se una persona è a rischio di caduta e di interpretare i risultati per informare gli interventi incentrati sul cliente. Ciò include la raccomandazione di modifiche ambientali, strategie adattive e dispositivi assistivi per ridurre il rischio di caduta. Possono anche valutare altri fattori che influenzano la probabilità di caduta di una persona, come la mobilità, l’equilibrio e le funzioni cognitive.(4)
Anamnesi del paziente: durante la raccolta dell’anamnesi di un paziente, il professionista clinico dovrebbe chiedere della storia medica passata e presente e della storia delle cadute, compresi i quasi incidenti. L’esame soggettivo è essenziale perché può identificare altre cause delle cadute che devono essere affrontate.(20)
Esame fisico: occorre valutare il passo, l’equilibrio, il range di movimento articolare, la forza muscolare e la sensibilità.
Capacità funzionale: l’esame soggettivo può fornire informazioni su come una persona gestisce le varie attività della vita quotidiana. Osservando il modo in cui una persona svolge le attività quotidiane, come alzarsi da una sedia, si può capire se ci sono problemi di sicurezza in queste attività. È anche importante valutare la capacità di una persona di svolgere due o più attività insieme, ad esempio camminare e trasportare oggetti.
Esistono diverse misure di outcome per la valutazione del rischio di caduta. Questi strumenti aiutano i riabilitatori a identificare i fattori di rischio di caduta e a pianificare interventi mirati.(4) Alcune misure comuni sono elencate di seguito:
Questa sezione tratta due strategie di gestione del rischio di caduta: (1) strategie compensative ed (2) esercizi per la forza e l’equilibrio.
Secondo l’Occupational Therapy Intervention Process Model (OTIPM), le strategie compensative adattano i compiti, modificano gli ambienti o introducono tecnologie assistive per superare le limitazioni funzionali o occupazionali.(21) Le principali strategie compensative nella prevenzione delle cadute includono (1) la modifica dei compiti, (2) la modifica all’ambiente domestico e (3) la fornitura di tecnologie assistive appropriate.(4)
La modifica dei compiti è un aspetto critico della prevenzione delle cadute negli anziani. Modificare il modo in cui vengono eseguite le attività quotidiane può aiutare una persona a mantenere la propria indipendenza, riducendo al contempo il rischio di caduta. La modifica dei compiti mira a promuovere una partecipazione sicura alle attività quotidiane. È importante assicurarsi che le modifiche permettano comunque agli individui di sentirsi coinvolti e responsabilizzati nelle proprie attività quotidiane.(4) Di seguito sono elencate alcune strategie per la modifica dei compiti.
Semplificare compiti complessi: si tratta di suddividere un compito in fasi più piccole e gestibili. Ad esempio, una persona che deve portare la spesa dall’auto a casa potrebbe portare una borsa alla volta, piuttosto che tentare di trasportare più borse o oggetti contemporaneamente.
Adattare le tecniche: modificare le modalità di esecuzione di un compito potrebbe renderne più sicura l’esecuzione. Ad esempio, si potrebbe chiedere ad un paziente di svolgere un compito in una posizione diversa o di alterare i suoi schemi di movimento (ad esempio, svolgere da seduto un compito che solitamente viene completato in piedi, come mettersi le scarpe o preparare un pasto).
Usare tecniche di supporto: questo potrebbe includere l’uso di corrimano o la riorganizzazione della casa per ridurre al minimo i rischi.
Consentire il riposo: alcuni compiti possono essere fisicamente impegnativi e la fatica può contribuire alle cadute. Prevedere delle pause di riposo o suddividere un compito in diverse sessioni più piccole può ridurre la probabilità di cadute legate alla fatica o alla perdita di concentrazione.(22)
Le modifiche all’ambiente domestico possono ridurre significativamente il rischio di caduta, soprattutto per gli anziani che potrebbero avere problemi di mobilità, deficit visivi o cambiamenti cognitivi.(23) Se combinate con altre misure preventive, come l’esercizio fisico e l’educazione,(24) le modifiche all’ambiente domestico possono aiutare gli anziani a continuare a vivere in modo indipendente e sicuro.(25)
I terapisti occupazionali svolgono un ruolo fondamentale nell’identificare i pericoli presenti in casa e nel consigliare modifiche per garantire che l’ambiente supporti la partecipazione sicura alle attività quotidiane.(26)
Diversi cambiamenti ambientali possono ridurre significativamente il rischio di caduta senza bisogno di attrezzature o ausili aggiuntivi. Queste modifiche solitamente migliorano la sicurezza nelle aree chiave della casa, come gli ingressi, gli spazi abitativi, le cucine, i bagni e le camere da letto.
Il seguente video opzionale mostra i metodi che i terapisti occupazionali utilizzano per rendere più sicura la casa di un cliente/paziente:
Per consultare delle guide alla sicurezza domestica stanza per stanza si prega di visionare: Institute on Aging e Council on Aging.
I dispositivi assistivi sono strumenti essenziali per aiutare le persone a ridurre il rischio di caduta, soprattutto nella gestione delle attività quotidiane e della mobilità. Garantiscono sicurezza, aumentano l’indipendenza e possono aiutare le persone a partecipare più pienamente alla vita.(28)
I fisioterapisti e i terapisti occupazionali collaborano per scegliere un ausilio per la mobilità adeguato, basato sulle capacità fisiche e sulla valutazione del rischio di caduta di una persona.
Per saperne di più sugli ausili per la mobilità, si prega di consultare: Tecnologia assistiva: prodotti per la mobilità.
I dispositivi assistivi per le attività quotidiane sono fondamentali per supportare le attività quotidiane che potrebbero diventare più difficili con l’invecchiamento o il declino fisico. Questi dispositivi migliorano l’indipendenza e riducono i rischi di caduta durante le attività quotidiane come vestirsi, farsi il bagno, cucinare e andare in bagno.(4)
Per saperne di più sulle tecnologie assistive per vestirsi, nutrirsi e per l’igiene personale si prega di consultare: Tecnologia assistiva per la cura di sé.
Sono state sviluppate tecnologie assistive digitali e tecnologiche per migliorare la sicurezza domestica e prevenire le cadute. Questa categoria di tecnologie assistive comprende dispositivi indossabili che avvisano automaticamente i caregiver o i servizi di emergenza in caso di caduta e applicazioni per smartphone che tracciano l’attività, il passo e l’equilibrio per valutare il rischio di caduta e informare gli interventi. I sistemi domestici di monitoraggio e di allarme utilizzano sensori domestici intelligenti per tracciare i movimenti e rilevare cadute o lentezze insolite, attivando gli avvisi. Gli assistenti ad attivazione vocale possono aiutare nelle attività quotidiane ed essere usati per chiedere aiuto. Questi assistenti ad attivazione vocale riducono i movimenti inutili e promuovono la prudenza.(4)
Sebbene le strategie compensative per la prevenzione delle cadute possano ridurre significativamente i rischi e migliorare la qualità della vita, l’implementazione presenta diverse barriere.(4)
Modifiche all’ambiente domestico: un paziente potrebbe essere riluttante a modificare la propria casa per via della percezione di invadenza o della paura di perdere l’indipendenza. Per superare questa barriera, è importante creare fiducia e coinvolgere i pazienti nel processo decisionale, assicurandosi che le modifiche siano in linea con le loro preferenze.(29)
Costo ed accessibilità delle modifiche: le barriere per le modifiche, come i maniglioni o i pavimenti antiscivolo, possono essere costose e l’accesso potrebbe essere limitato. I programmi e i finanziamenti comunitari possono aiutare, ma non sono sempre disponibili.(24)
Autonomia: quando si implementano i programmi di prevenzione delle cadute, è importante rispettare l’autonomia della persona pur dando priorità alla sua sicurezza. I terapisti devono informare i clienti dei rischi ma rispettare le loro decisioni, anche se rifiutano le misure di sicurezza.
Sensibilità culturale: le modifiche potrebbero essere in conflitto con i valori di alcuni pazienti o potrebbero esserci barriere sistemiche nelle comunità emarginate. Una comunicazione efficace e la comprensione dei valori del cliente sono fondamentali per superare questi dilemmi etici.(30)
L’esercizio fisico è considerato un intervento efficace per prevenire le cadute negli anziani.(31) La prescrizione dell’esercizio fisico per la prevenzione delle cadute deve seguire il principio FITT (Frequenza, Intensità, Tempo, Tipo). L’evidenza suggerisce che i programmi di esercizio dovrebbero includere esercizi per la forza e per l’equilibrio. Ogni sessione dovrebbe durare dai 30 ai 60 minuti, con l’obiettivo di fare almeno 2 ore di allenamento settimanale per l’equilibrio e per la forza. Gli esercizi dovrebbero concentrarsi sulla forza, sulla potenza, sull’equilibrio statico e dinamico degli arti inferiori (ad esempio, stare in piedi su una gamba sola, superare ostacoli) e sull’allenamento dell’equilibrio reattivo.
Gli esercizi per l’equilibrio dovrebbero essere eseguiti almeno tre volte alla settimana a un’intensità moderata. Gli esercizi devono essere sicuri ma sufficientemente difficili da stimolare il miglioramento.(32)
È stato riscontrato che la potenza muscolare è più predittiva delle cadute rispetto alla forza negli adulti anziani.(33) Pertanto, l’allenamento della potenza, come l’allenamento della resistenza ad alta velocità, dovrebbe essere incluso tra le strategie di prevenzione delle cadute.(34)(35)
L’adesione a lungo termine agli interventi basati sull’esercizio fisico dovrebbe essere incoraggiata per mantenere i benefici, ma tutti gli interventi basati sull’esercizio fisico dovrebbero essere continuati per almeno sei mesi.(36)
Di seguito sono elencati alcuni esempi di esercizi e programmi per la prevenzione delle cadute:
Ulteriori informazioni sugli esercizi e sulle strategie di prevenzione delle cadute sono disponibili qui: Attività fisica nell’invecchiamento e cadute.
Questo video facoltativo mostra cinque esercizi che si concentrano sull’equilibrio e possono aiutare a prevenire le cadute:
La prevenzione delle cadute è uno sforzo multidisciplinare e la collaborazione con altri professionisti sanitari è fondamentale per garantire un’assistenza completa.
I caregiver svolgono un ruolo fondamentale nel sostenere le strategie di prevenzione delle cadute a casa. Possono aiutare a implementare i cambiamenti raccomandati e a monitorare l’aderenza del cliente/paziente al piano. Educare i familiari e i caregiver sull’importanza della prevenzione delle cadute e sul modo in cui possono contribuire all’implementazione delle strategie può fare una differenza significativa negli outcome.(38)
Per la prevenzione delle cadute potrebbero essere disponibili diverse risorse comunitarie, come programmi per le modifiche all’ambiente domestico, gruppi di sostegno o organizzazioni sanitarie locali che forniscono assistenza finanziaria per l’acquisto di attrezzature di sicurezza. I professionisti della riabilitazione possono aiutare a mettere in contatto i clienti con queste risorse, soprattutto quando il costo è una barriera all’implementazione delle modifiche necessarie.(4)
È importante monitorare i progressi del cliente/paziente e apportare le modifiche necessarie. Rivalutazioni, visite di controllo o check-in regolari sono essenziali per garantire che gli interventi stiano funzionando in modo efficace. Possiamo utilizzare gli stessi strumenti per la valutazione del rischio di caduta periodicamente per rivalutare i progressi del cliente/paziente. Se le esigenze del cliente/paziente cambiano o emergono nuovi fattori di rischio, l’operatore sanitario può modificare il piano di intervento di conseguenza.(4)
Il feedback dei clienti/pazienti sulla loro esperienza con le modifiche e i dispositivi è prezioso. Aiuta a garantire che il piano di riabilitazione continui a soddisfare le loro esigenze. Se un particolare dispositivo assistivo non è comodo o una modifica si rivela difficile da usare, i professionisti della riabilitazione dovrebbero lavorare con il cliente/paziente per trovare una soluzione alternativa.
È inoltre fondamentale riconoscere e celebrare i successi. Celebrare i successi, come la riduzione del rischio di caduta, la capacità di utilizzare un nuovo ausilio per la mobilità o di camminare per casa in modo sicuro, può essere un’ottima motivazione per continuare a impegnarsi nel processo.
La prevenzione delle cadute non è una soluzione temporanea, ma un processo continuo. Il successo a lungo termine è più probabile se si affronta la paura di cadere della persona, se i professionisti sanitari comprendono i limiti finanziari della persona e se si mantiene la motivazione.
Affrontare la paura di cadere: la paura di cadere è una barriera significativa alla partecipazione alle strategie di prevenzione delle cadute. Se un cliente ha troppa paura di usare un ausilio per la mobilità o di modificare il proprio ambiente, è meno probabile che aderisca al piano. Incoraggiare con gentilezza e sostegno, lavorare gradualmente con il cliente/paziente per aumentare la sua fiducia, riconoscere le sue preoccupazioni e fare piccoli passi gestibili verso l’indipendenza possono essere strategie utili.(39)
Comprendere i limiti finanziari della persona: i costi possono rappresentare una barriera significativa. Se un cliente non può permettersi modifiche o dispositivi assistivi, l’operatore sanitario deve prendere in considerazione opzioni alternative o cercare finanziamenti per sostenere le modifiche. Alcune organizzazioni no-profit o programmi governativi potrebbero fornire assistenza finanziaria per modifiche all’ambiente domestico o attrezzature mediche. È fondamentale conoscere queste risorse e condividerle con i clienti/pazienti.(40)
Mantenere la motivazione: è facile che i clienti/pazienti perdano la motivazione nel tempo, soprattutto se non vedono benefici immediati. Controlli regolari e rinforzi positivi possono aiutare a mantenere l’impegno dei clienti/pazienti. È importante incoraggiare i clienti a fissare obiettivi realistici e raggiungibili e a festeggiare i propri progressi. Più vedono i benefici delle strategie, più è probabile che si impegnino a seguire il loro piano di sicurezza.
L’integrazione nella pratica delle strategie di prevenzione delle cadute è un processo dinamico e personalizzato. Effettuando valutazioni approfondite, collaborando con altri professionisti sanitari e adattando continuamente il piano per soddisfare le esigenze del cliente, i professionisti della riabilitazione possono creare un programma completo di prevenzione delle cadute che aumenti la sicurezza e promuova l’indipendenza.
La prevenzione delle cadute non riguarda solo la riduzione del rischio fisico di cadere. Si tratta di dare agli anziani la possibilità di vivere in modo indipendente e sicuro nella propria casa. Gli anziani possono continuare a godersi la vita con maggiore sicurezza grazie a programmi di prevenzione delle cadute che offrano modifiche mirate, introducano dispositivi assistivi e forniscano il giusto supporto.