Il ragionamento clinico implica la riflessione e il processo decisionale nella pratica professionale.(1) (2) Si tratta di una capacità importante per i professionisti della riabilitazione per risolvere i problemi e stabilire un rapporto con i pazienti. È importante ridurre gli errori e garantire la sicurezza del paziente. Si tratta di “un fenomeno complesso e interattivo, contestualizzato alla situazione unica e al luogo di lavoro dell’operatore, del paziente e del modello di pratica”.(1) Due esempi di strategie di ragionamento clinico utilizzate nell’esaminazione e nella valutazione di un paziente sono il ragionamento ipotetico-deduttivo(3) e il ragionamento narrativo.
La Tabella 1 mette a confronto l’esaminazione e la valutazione e spiega perché il ragionamento clinico è necessario per entrambe.
Tabella 1. Confronto tra esaminazione e valutazione(4)
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Definizione |
Perché è necessario il ragionamento clinico? |
| Esaminazione |
Il processo di raccolta o di ottenimento di dati e informazioni sulle condizioni di un paziente attraverso vari metodi come l’osservazione, le misurazioni e i test specifici per raccogliere informazioni sulle compromissioni, le limitazioni nelle attività e le restrizioni alla partecipazione del paziente. |
Il ragionamento clinico è necessario per selezionare domande e misure utili in base ai problemi del paziente. |
| Valutazione |
Il processo di interpretazione e integrazione dei dati raccolti durante l’esaminazione per dare un senso a tutte le informazioni nel loro complesso. Aiuta il professionista della riabilitazione a trarre conclusioni sulla condizione del paziente, a identificare gli obiettivi e a sviluppare il piano di trattamento. La valutazione comporta la formulazione di giudizi sul significato dei dati, l’identificazione di schemi e relazioni e la determinazione delle implicazioni per la riabilitazione. |
Il ragionamento clinico è necessario per identificare le relazioni tra i problemi principali del paziente, le compromissioni, le limitazioni nelle attività e nella partecipazione. |
| L’esaminazione consiste nel raccogliere dati, mentre la valutazione consiste nel dare un senso ai dati e utilizzarli per prendere decisioni informate. |
Alla fine del processo di valutazione, l’obiettivo di stabilire una diagnosi aiuta a guidare lo sviluppo di un piano di trattamento appropriato e completo.(4)
Strategie di ragionamento clinico per l’esaminazione e la valutazione(modifica | fonte edit)
Due strategie di ragionamento clinico utilizzate nella classificazione e nella diagnosi sono:
- ragionamento ipotetico-deduttivo(1) (5)
- le indicazioni dei pazienti sono elementi chiave per la creazione di ipotesi multiple
- le ipotesi vengono continuamente aggiornate e perfezionate in base alle nuove informazioni disponibili(6)(7)
- è un “processo di ragionamento cognitivo e investigativo”(1)
- ragionamento narrativo(1) (8)(9)(10)(11)
- utilizza storie per rappresentare incontri clinici, incorporando condizioni, conseguenze, motivazioni e interazioni(9)
- aiuta i clinici a comprendere l’esperienza del paziente e a sviluppare le capacità di empatia(12)
- è un “processo collaborativo tra il terapista e il paziente”(1)
- in un contesto educativo, il ragionamento narrativo implica la condivisione di una storia, la riflessione individuale e lo scambio collaborativo di prospettive(11)
Nella pratica clinica, gli operatori della riabilitazione utilizzano entrambi per organizzare un’esaminazione e valutare i dati.(4)
Ragionamento ipotetico-deduttivo nella riabilitazione(modifica | fonte edit)
In medicina, le caratteristiche diagnostiche sono più evidenti: la diagnosi medica è la fase finale del modello ipotetico-deduttivo.(4)
- Esempio: un paziente si presenta al pronto soccorso dopo essersi svegliato con il braccio e la gamba sinistra deboli e pesanti e con una perdita di equilibrio. Si nota una paresi facciale e il paziente non riesce a parlare. L’operatore del pronto soccorso riconosce i sintomi tipici dell’ictus (come indicato dai segnali di allarme dell’American Stroke Association – F.A.S.T. (F = paresi facciale; A = debolezza delle braccia; S = difficoltà nel linguaggio; T = tempo per chiamare il servizio di emergenza)), identifica le misure per confermare l’ipotesi di un ictus e richiede una TAC (tomografia computerizzata) per distinguere tra ictus ischemico ed emorragico. L’intervento medico sarà diverso in base all’outcome della TAC.
Nella riabilitazione, la fase finale della diagnosi o della categorizzazione non è sempre così ovvia.(4) Ci potrebbero essere diverse categorie come deficit funzionali, disfagia o afasia e deviazioni del movimento.(4)
- Esempio: un team di riabilitazione interprofessionale sta discutendo di una paziente con emiplegia sinistra dopo un ictus. Il terapista occupazionale riferisce che la paziente non è in grado di svolgere le attività della vita quotidiana che comportano la cura di sé. Ha difficoltà a vestirsi e a prendersi cura del proprio aspetto. Il logopedista nota che la paziente ha difficoltà a deglutire e a parlare. Il fisioterapista e l’ortesista temono che la paziente abbia un piede cadente a sinistra, che influisce sulla sua andatura e aumenta il suo rischio di caduta.
La struttura della Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute (ICF) può essere utilizzata per aiutare a identificare le restrizioni alla partecipazione e le limitazioni nelle attività. Si tratta di una struttura che descrive il funzionamento e la disabilità di un individuo in relazione a una condizione di salute.(13) Utilizzando l’esempio della paziente con emiplegia sinistra di cui sopra, il ragionamento ipotetico-deduttivo del terapista occupazionale è illustrato nella Tabella 2.(4)
Tabella 2. Esempio di ragionamento ipotetico-deduttivo da parte di un terapista occupazionale per identificare le limitazioni alla partecipazione(4)
| Professionista della riabilitazione |
Ipotesi |
Struttura ICF |
Come testare le ipotesi |
| Terapista occupazionale |
Il paziente ha difficoltà a svolgere le attività della vita quotidiana (AVQ) |
Restrizione alla partecipazione – il paziente non è in grado di prendersi cura di se stesso come dovrebbe |
La Stroke Impact Scale può essere utilizzata per confermare l’ipotesi |
Caso esempio di utilizzo del modello ICF e del ragionamento ipotetico-deduttivo(modifica | modifica fonte)
Una paziente di 12 anni con paralisi cerebrale spastica ha difficoltà nella mobilità, nella motricità fine e nelle attività per la cura di sé. Ha difficoltà anche a parlare e a comunicare. Un team di riabilitazione multidisciplinare, composto da fisioterapista, terapista occupazionale, tecnico ortopedico e logopedista, sta lavorando in modo collaborativo per rispondere alle sue esigenze.
Classificazione dei problemi secondo la struttura ICF
La Tabella 3 fornisce una sintesi dei potenziali problemi che potrebbe avere la paziente.
Tabella 3. Utilizzo della struttura ICF per identificare i problemi dei pazienti
| Strutture e funzioni del corpo |
- Aumento del tono muscolare negli arti inferiori
- Limitato range di movimento nelle articolazioni di anca e ginocchio
- Riduzione della forza e della coordinazione degli arti inferiori
- Articolazione limitata delle parole
- Difficoltà a formare frasi coerenti
- Riduzione della capacità di farsi capire da ascoltatori non familiari
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| Attività |
- Difficoltà a camminare in modo indipendente
- Problemi nelle attività di motricità fine, come scrivere e abbottonarsi i vestiti
- La compromissione del linguaggio influisce sulla comunicazione
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| Partecipazione |
- Difficoltà con le attività della vita quotidiana, come vestirsi e mangiare
- Partecipazione limitata alle attività fisiche a scuola
- Le interazioni sociali sono influenzate dalle difficoltà di linguaggio
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| Fattori ambientali |
- La paziente ha un ambiente familiare di supporto e una casa accessibile con le modifiche necessarie
- La sua scuola offre un ambiente inclusivo con servizi di supporto
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| Fattori personali |
- La paziente è molto motivata e collaborativa
- Le piace disegnare e partecipare ad attività creative
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Ulteriori informazioni sull’ICF sono disponibili qui:
Processo di ragionamento ipotetico-deduttivo
La Tabella 4 riporta le possibili ipotesi di diversi professionisti della riabilitazione per questo caso esempio.
Tabella 4. Possibili ipotesi di lavoro dei diversi professionisti della riabilitazione nel caso esempio in questione
| Professionista della riabilitazione |
Esaminazione |
Ipotesi |
Obiettivi e piano di trattamento |
| Fisioterapista |
Durante l’esaminazione, il fisioterapista osserva che la paziente cammina con una marcata zoppia e necessita di un deambulatore. Si osservano spasticità e limitazione del range di movimento negli arti inferiori. |
La spasticità e la debolezza muscolare degli arti inferiori possono compromettere la capacità del paziente di camminare in modo indipendente. Un range di movimento articolare limitato può influire sulla mobilità del paziente. Le possibili misure di outcome che il fisioterapista può utilizzare come parte della valutazione per verificare le proprie ipotesi sono la Gross Motor Function Measure (GMFM) per valutare la funzione motoria lorda/grossolana del paziente e i cambiamenti della funzione nel tempo. La Functional Mobility Scale (FMS) può essere utilizzata per misurare la sua mobilità in diversi ambienti. Se la paziente ottiene un punteggio basso nella GMFM e nella FMS, questo potrebbe indicare delle limitazioni nelle funzioni motorie grossolane e nella mobilità. |
Questi risultati saranno utili per la definizione degli obiettivi e del piano di trattamento. Gli obiettivi potrebbero includere il miglioramento della forza degli arti inferiori, la riduzione della spasticità e il miglioramento della capacità di deambulazione. Gli interventi potrebbero includere esercizi di rinforzo, routine di stretching e rieducazione del passo. |
| Terapista occupazionale |
Durante l’esaminazione, il terapista occupazionale nota che la paziente ha difficoltà ad abbottonarsi la camicia, a scrivere e a usare gli utensili quando mangia. |
La spasticità agli arti superiori potrebbe influire sulla motricità fine del paziente. La mancanza di strumenti adattivi potrebbe ostacolare la sua capacità di svolgere le attività quotidiane in modo indipendente. I possibili test potrebbero includere il Pediatric Evaluation of Disability Inventory (PEDI) per valutare le capacità e le performance del paziente nelle attività quotidiane. |
Gli obiettivi potrebbero includere il miglioramento delle performance del paziente nelle attività della vita quotidiana. Gli interventi potrebbero includere esercizi per la motricità fine (ad esempio, terapia basata sul gioco, esercizi per le mani) e l’introduzione di strumenti adattivi per aiutare nelle attività quotidiane (ad esempio, ausili per la scrittura, utensili modificati). |
| Tecnico ortopedico |
Durante l’esaminazione si osserva l’andatura del paziente. Il tecnico ortopedico valuta anche le sue attuali ortesi e risulta chiaro che i dispositivi ortesici attuali sono usurati e causano fastidio. |
Gli attuali dispositivi ortesici potrebbero non fornire un supporto adeguato e potrebbero aver bisogno di una regolazione. Le ortesi personalizzate potrebbero migliorare la stabilità e la capacità di camminare del paziente. |
Gli obiettivi potrebbero includere un migliore supporto ortesico per gli arti inferiori e la collaborazione con il fisioterapista per integrare le ortesi nella rieducazione del passo. |
| Logopedista |
Il logopedista osserva il linguaggio del paziente durante le interazioni. |
I problemi di tono muscolare potrebbero contribuire alle difficoltà di articolazione del linguaggioi. Il vocabolario e la comprensione limitati del paziente influiscono sulla comunicazione. Il Goldman-Fristoe Test of Articulation 3 (GFTA-3) e il Peabody Picture Vocabulary Test 4th edition (PPVT-4) possono essere utilizzati per valutare il linguaggio del paziente. |
Gli obiettivi potrebbero includere una maggiore chiarezza del linguaggio, una migliore formazione delle frasi e una maggiore efficacia comunicativa complessiva attraverso interventi come la terapia dell’articolazione, le attività di sviluppo del linguaggio e l’uso di dispositivi di comunicazione aumentativa e alternativa. |
HOAC-II e ragionamento ipotetico-deduttivo(modifica | modifica fonte)
Algoritmo Orientato per Ipotesi per i Clinici II (HOAC II)(modifica | fonte edit)
L’Algoritmo Orientato per Ipotesi per i Clinici II (Hypothesis-Oriented Algorithm for Clinicians II, HOAC-II)(7) è una struttura utilizzata dai professionisti della riabilitazione per migliorare il ragionamento clinico e il processo decisionale. È stato sviluppato per guidare i professionisti clinici attraverso un processo sistematico di esaminazione, valutazione, diagnosi, prognosi del paziente e di pianificazione dell’intervento per il paziente. Potrebbe aiutare i clinici a identificare i problemi dei pazienti, a stabilire gli obiettivi e a misurare gli outcome in modo efficace.
L’algoritmo è composto da due parti. La Parte 1 si concentra sugli elementi della gestione del paziente, come l’esaminazione, la valutazione, la diagnosi, la prognosi e l’intervento. La Parte 2 si concentra maggiormente sull’intervento e sul monitoraggio degli effetti dell’intervento e sulle modifiche al piano di cura del paziente.
Questo articolo, The Hypothesis-Oriented Algorithm for Clinicians II (HOAC II): a guide for patient management,(7) fornisce i dettagli chiave sull’HOAC-II, oltre a suggerimenti su come utilizzare l’algoritmo. Ulteriori informazioni sull’HOAC-II sono disponibili qui.
In questa pagina dedicata al ragionamento clinico per la classificazione e la diagnosi, ci concentriamo sulla Parte 1 dell’algoritmo. Le fasi della Parte 1 sono elencate di seguito. Per saperne di più si prega di consultare l’articolo linkato. Verrà utilizzato un esempio clinico per illustrare l’uso dell’HOAC-II nel processo decisionale clinico per un paziente con un problema esistente.
- Raccogliere i dati iniziali(7)
- informazioni da parte del professionista che ha effettuato il rinvio
- cartella clinica del paziente
- osservazione prima della valutazione formale
- anamnesi del paziente
- Generare un elenco di problemi identificati dal paziente (PIP)(7)
- il paziente descrive il suo problema – limitazioni funzionali, etc.
- questo è scritto nelle parole del paziente e riflette il suo punto di vista su ciò che può o non può fare
- Formulare una strategia per l’esaminazione(7)
- basandosi su ipotesi iniziali costruite a partire dai dati disponibili e dai problemi identificati dal paziente
- Condurre l’esaminazione, analizzare i dati, perfezionare le ipotesi ed eseguire qualsiasi procedura di esaminazione supplementare necessaria per confermare o scartare le ipotesi(7)
- Aggiungere i problemi identificati non dal paziente (NPIP) all’elenco dei problemi(7)
- problemi non identificati dal paziente
- possono essere identificati dal professionista clinico o dai caregiver, dai familiari, etc.
- si tratta di problemi spesso possibili/previsti
- Generare delle ipotesi per i problemi esistenti, cioè perché il problema esiste, e/o identificare le motivazioni per cui si ritiene che i problemi possibili possano verificarsi se non si interviene(7)
- Perfezionare l’elenco dei problemi(7)
- Stabilire degli obiettivi per i problemi(7)
- Stabilire un criterio di verifica per ogni problema esistente e/o stabilire criteri di previsione per i problemi possibili(7)
- Stabilire un piano per rivalutare i criteri di verifica e di previsione e stabilire un piano per valutare lo stato dei problemi e degli obiettivi(7)
- Pianificare strategie di intervento basate su ipotesi e problemi possibili(7)
- Implementare le tattiche di intervento(7)
Esempio di utilizzo dell’HOAC-II e del ragionamento ipotetico-deduttivo(modifica | modifica fonte)
Ecco un caso esempio di utilizzo dell’HOAC-II insieme al ragionamento ipotetico-deduttivo.
Un uomo di 45 anni con un’anamnesi di diabete mellito, che ha portato a una malattia arteriosa periferica, ha recentemente subito un’amputazione transtibiale a destra a causa di una grave infezione. È motivato a recuperare la sua indipendenza e a tornare al lavoro come ingegnere informatico. Il team multidisciplinare coinvolto nella cura del paziente comprende un fisioterapista, un tecnico ortopedico e un terapista occupazionale.
Tabella 5. Il ragionamento ipotetico-deduttivo e la struttura HOAC-II
| Fasi della struttura HOAC-II(7) |
Ragionamento clinico |
| Raccogliere i dati iniziali |
- informazioni dal professionista che ha effettuato il rinvio
- rinviato dal chirurgo dopo l’amputazione
- il chirurgo ha constatato l’avvenuta guarigione del sito chirurgico e ha raccomandato la riabilitazione
- Cartella clinica del paziente
- amputazione transtibiale a causa di un’infezione
- anamnesi di diabete mellito e malattia arteriosa periferica
- i farmaci attuali includono l’insulina e i farmaci per la gestione del dolore
- Osservazione
- il paziente utilizza una sedia a rotelle per la mobilità
- sembra motivato ma mostra segni di dolore e di fastidio all’arto residuo
- il paziente ha difficoltà nei trasferimenti dalla sedia a rotelle al letto
- Anamnesi del paziente
- il paziente descrive un dolore significativo all’arto residuo e sensazioni di arto fantasma
- si sente debole e ha difficoltà a stare in equilibrio su una gamba sola
- è preoccupato per la sua capacità di tornare al suo precedente livello di funzionalità e indipendenza
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| Problemi identificati dal paziente (PIP) |
- Il paziente descrive il suo problema:
- “Non posso camminare o stare in piedi senza assistenza”
- “Sento dolore al moncone e a volte ho la sensazione che la gamba sia ancora lì”
- “Ho paura di non essere in grado di fare il mio lavoro o di prendermi cura di me stesso”
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| Formulare una strategia per l’esaminazione |
Ipotesi iniziali costruite a partire dai dati disponibili e dai problemi identificati dal paziente:
- ipotesi 1
- debolezza muscolare e resistenza ridotta a causa dell’inattività prolungata
- ipotesi 2
- problemi di equilibrio derivanti dalla perdita di un arto e dall’alterazione del centro di gravità
- ipotesi 3
- problemi di gestione del dolore legati alle terminazioni nervose e ai fenomeni di arto fantasma
Esaminazioni programmate:
- valutare la forza e la resistenza muscolare dell’arto rimanente
- valutare l’equilibrio attraverso test specifici (ad esempio, la scala di equilibrio di Berg)
- misurare i livelli e le caratteristiche del dolore utilizzando scale del dolore
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| Condurre l’esaminazione, analizzare i dati, perfezionare l’ipotesi e fare ulteriori esaminazioni |
- Fisioterapista
- i test di forza rivelano una debolezza significativa nella gamba destra e nei muscoli del core
- il test dell’equilibrio mostra una scarsa stabilità sulla gamba rimanente
- la valutazione del dolore mostra livelli di dolore da modesto a grave nell’arto residuo e sensazioni di arto fantasma
- Tecnico ortopedico
- effettua misurazioni dell’arto residuo per preparare l’adattamento protesico
- osserva le condizioni della pelle dell’arto residuo, notando un leggero arrossamento ma senza ferite aperte
- Terapista occupazionale
- la valutazione funzionale indica difficoltà nell’eseguire le AVQ di base, come vestirsi e spostarsi
- la valutazione dell’ambiente domestico rivela potenziali pericoli e la mancanza di ausili
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| Problemi identificati non dal paziente (NPIP) |
I professionisti clinici identificano questi problemi:
- rischio di contratture articolari nell’arto residuo
- potenziale di rottura della pelle nell’arto residuo a causa della protesi
- necessità di un supporto psicologico per affrontare l’amputazione
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| Ipotesi per i problemi esistenti |
- Debolezza muscolare e resistenza ridotta
- probabilmente per via dell’inattività prolungata e della perdita muscolare a livello dei gruppi muscolari dell’arto inferiore
- Problemi di equilibrio
- derivano dall’alterazione del centro di gravità e dalla perdita del feedback propriocettivo nell’arto amputato
- Gestione del dolore
- in relazione alle terminazioni nervose e al dolore dell’arto fantasma
- Rischio di contrattura
- senza un posizionamento e degli esercizi appropriati, c’è un alto rischio di contratture articolari
- Rottura della pelle
- le protesi mal adattate possono portare allo sviluppo di piaghe da decubito e irritazioni cutanee
- Adattamento psicologico
- l’amputazione potrebbe provocare ansia, depressione e difficoltà di adattamento ai cambiamenti dello stile di vita
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| Perfezionare l’elenco dei problemi |
- Debolezza muscolare e resistenza ridotta
- Problemi di equilibrio
- Dolore e sensazione di arto fantasma
- Rischio di contratture articolari
- Potenziale rottura della pelle
- Difficoltà nell’esecuzione delle AVQ
- Problemi di adattamento psicologico
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| Stabilire gli obiettivi per i problemi |
- Forza e resistenza muscolare
- migliorare la forza dell’arto rimanente e del core per facilitare la mobilità
- Equilibrio
- migliorare la stabilità per prevenire le cadute
- Gestione del dolore
- ridurre i livelli di dolore e gestire le sensazioni di arto fantasma
- Prevenzione delle contratture
- mantenere l’intero range di movimento dell’arto residuo
- Integrità della pelle
- prevenire la rottura della pelle assicurando un adattamento della protesi appropriato
- AVQ
- consentire l’esecuzione indipendente delle AVQ di base
- Adattamento psicologico
- fornire supporto per aiutare il paziente ad adattarsi alla sua nuova condizione
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| Stabilire i criteri di verifica per ogni problema esistente |
- Forza muscolare
- misurare attraverso i punteggi nei test muscolari manuali
- Equilibrio
- valutare attraverso i test dell’equilibrio e le valutazioni del rischio di caduta (ad esempio, la scala dell’equilibrio di Berg)
- Livelli di dolore
- valutare utilizzando le scale del dolore (ad esempio, scala analogica visiva per il dolore, McGill Pain Questionnaire)
- Range di movimento articolare
- monitorare attraverso misurazioni goniometriche
- Condizioni della pelle
- controllare regolarmente la presenza di segni di irritazione o di lesioni da decubito
- Prestazioni nelle AVQ
- valutare l’utilizzo di misure di indipendenza funzionale (ad esempio, Functional Independence Measure (FIM), Indice di Barthel); sicurezza a casa e sul luogo di lavoro (ad esempio, strumento Safety Assessment of Function and the Environment for Rehabilitation (SAFER))
- Stato psicologico
- monitorare attraverso le auto-dichiarazioni e le valutazioni psicologiche del paziente (ad esempio, Beck Depression Inventory (BDI); Patient Health Questionnaire-9 (PHQ-9))
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| Pianificare delle strategie di intervento basate su ipotesi |
- Fisioterapista
- esercizi di rinforzo per l’arto rimanente e per il core
- allenamento dell’equilibrio con esercizi statici e dinamici
- tecniche di gestione del dolore
- Tecnico ortopedico
- fabbricare e adattare una protesi transtibiale personalizzata
- fornire educazione sull’uso e la manutenzione delle protesi
- programmare controlli regolari per gli aggiustamenti
- Terapista occupazionale
- educazione sulle AVQ con tecniche e dispositivi adattivi
- valutazioni della casa e del luogo di lavoro con raccomandazioni per le modifiche
- supporto psicologico e strategie di coping
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| Implementare le tattiche di intervento |
Il team implementa le rispettive strategie di intervento, comunicando e coordinando continuamente le cure per garantire un approccio completo e olistico alla riabilitazione del paziente. |
Gli aspetti del ragionamento narrativo includono i seguenti:
- si concentra sul racconto e sull’interpretazione di storie per guidare la pratica clinica incentrata sul paziente(14)
- richiede al clinico di fare inferenze sulle motivazioni degli altri sulla base di osservazioni(15)
- si concentra sulle intenzioni della persona(4)
- il processo di comprensione dell’esperienza di un paziente con disabilità nel contesto biopsicosociale della sua vita, comprese le convinzioni, i valori e la cultura(16)
- spesso ascoltato durante le discussioni su un incontro clinico(8)
- il racconto dell’incontro rivela naturalmente l’interpretazione delle intenzioni, degli obiettivi e delle motivazioni del paziente(8)(10)
Esempio di utilizzo del ragionamento narrativo nella riabilitazione(modifica | modifica fonte)
Di seguito è riportato un caso studio incentrato sul ragionamento narrativo per fornire un’assistenza incentrata sul paziente.
Incontrate Joe Blogs, un insegnante in pensione di 65 anni a cui è stato diagnosticato il Parkinson due anni fa. Joe vive con sua moglie, Janey, e hanno tre figli adulti che vanno spesso a trovarli. La preoccupazione principale di Joe è quella di mantenere la sua indipendenza e di continuare a dedicarsi ai suoi hobby preferiti, che includono la scrittura di poesie e la partecipazione a letture di poesie locali.
Attraverso i colloqui con Joe, il team di riabilitazione multidisciplinare ha appreso che i tremori e la rigidità di Joe gli rendono difficile scrivere in modo leggibile, causando frustrazione e scoraggiamento. Si mostra inoltre preoccupato per la sua capacità di partecipare alle letture di poesie a causa della sua voce flebile e delle sue difficoltà motorie.
Considerando la storia di Joe, il team potrebbe suggerire i seguenti interventi:
- strumenti di scrittura adattivi, come un software voice-to-text o una penna speciale che possa aiutare a ridurre l’impatto dei tremori sulla scrittura, per consentire a Joe di continuare a esprimersi attraverso la poesia
- terapia vocale: un logopedista può aiutare Joe a migliorare la proiezione e la chiarezza della sua voce, consentendogli di continuare a partecipare alle letture di poesie
- ausili per la mobilità: il fisioterapista e il terapista occupazionale possono valutare le esigenze di mobilità di Joe e raccomandare ausili appropriati, come un deambulatore o un bastone, per garantire che possa muoversi in sicurezza nei luoghi in cui si tengono le letture di poesie
- modifiche a casa: il team di riabilitazione può valutare l’ambiente domestico di Joe e suggerire modifiche, come l’installazione di maniglioni o la rimozione di pericoli di inciampo, per promuovere la sua indipendenza e la sua sicurezza
Attraverso il ragionamento narrativo, il team può comprendere meglio la storia unica di Joe e personalizzare gli interventi per i suoi obiettivi e valori specifici. Aiutandolo a partecipare alle cose che ama, viene riconosciuta la sua identità di poeta. Anche il suo desiderio di indipendenza è riconosciuto come fondamentale per il suo benessere. Supponiamo che Joe sia restio ad usare un ausilio per la mobilità, ad esempio. In questo caso, il team di riabilitazione può esplorare le sue preoccupazioni e lavorare con lui per trovare una soluzione che sia in linea con la sua immagine di sé e le sue preferenze.
Il ragionamento narrativo permette ai clinici di vedere il paziente come una persona nella sua interezza con una storia unica, invece di concentrarsi solo sulla diagnosi medica. Quando i clinici comprendono il punto di vista del paziente, possono sviluppare un piano di riabilitazione più personalizzato ed efficace che migliorerà la qualità della vita del paziente.
(17)
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