Una sindesmosi è “un’articolazione in cui due ossa sono tenute insieme da legamenti”.(1) La sindesmosi tibio-peroneale distale è formata da due ossa, la tibia concava e il perone convesso, e da quattro legamenti.(2) I legamenti che collegano le ossa sono il legamento tibio-peroneale distale anteriore inferiore, il legamento tibio-peroneale distale posteriore inferiore, il legamento trasverso e il legamento interosseo.(2) Non è disponibile una chiara definizione dei confini della sindesmosi della caviglia. Tuttavia, secondo Kelikan e Kelikan,(3) i confini dell’articolazione tibio-peroneale distale sono l’origine dei legamenti tibio-peroneali sulla tibia e la loro inserzione nel malleolo peroneale.(2)
Legamenti della caviglia laterale
Legamenti della caviglia (visione posteriore)
Anatomia clinicamente rilevante( edit | edit source )
Il tubercolo anteriore della tibia costituisce il margine anteriore dell’articolazione della sindesmosi, mentre il tubercolo posteriore ne crea il margine posteriore. Poiché il tubercolo tibiale anteriore è più prominente di quello posteriore, impedisce al perone distale di scivolare in avanti. La tibia e il perone hanno un contatto completo alla base della sindesmosi. Quest’area, chiamata zona di contatto tibio-peroneale, è ricoperta da cartilagine ialina spessa 0,5-1 mm. Tra la tibia distale e il perone è presente un recesso sinoviale che è a rischio di lacerazione in una lesione acuta. Questo interesserebbe il legamento tibio-peroneale anteriore.(2)
Situato superficialmente, il legamento tibio-peroneale anteriore inferiore è l’anello più debole dei quattro legamenti che compongono la sindesmosi tibio-peroneale distale. Non può superare le forze di rotazione esterna del perone.(2)
Il forte legamento tibio-peroneale inferiore posteriore corre dal malleolo tibiale posteriore al tubercolo posteriore del perone.(2) Un’eccessiva supinazione-eversione, pronazione-eversione o pronazione-abduzione può causare la rottura di questo legamento o (più frequentemente) una frattura da avulsione del malleolo posteriore.
Il legamento trasverso si estende tra il margine prossimale della fossa malleolare peroneale e il bordo dorso-distale della tibia. Può arrivare fino all’aspetto dorsale del malleolo mediale.(2) Il suo ruolo è simile a quello del labbro della spalla, in quanto approfondisce il bordo postero-inferiore della tibia.
La membrana interossea si estende tra la tibia e il perone e si trasforma gradualmente in un legamento. Non tutti gli individui hanno questo legamento. In alcuni casi è assente, mentre in altri è fortemente presente. Il legamento interosseo è chiamato legamento a molla per la sua azione di separazione del malleolo mediale e laterale durante la flessione dorsale dell’articolazione tibio-tarsica. Consente un movimento verso il basso del perone sotto carico.(4)
In sintesi, i legamenti che stabilizzano la sindesmosi tibio-peroneale inferiore:
- Prevengono l’eccesso di movimento del perone in più direzioni, compresa la traslazione antero-posteriore e laterale, la traslazione cranio-caudale e la rotazione interna ed esterna(5)
- Forniscono una forte opposizione della tibia all’incavo peroneale della tibia(4)
- Limitano l’allargamento del mortaio della caviglia sotto il carico completo del peso corporeo a un massimo di 1 mm. Secondo Harris e Fallat,(6) “l’allargamento della caviglia di 1 mm riduce l’area di contatto dell’articolazione tibio-tarsica del 42%”, con conseguente instabilità dell’articolazione(6)
- Consentono al perone di ruotare di 3-5 gradi in flessione dorsale e plantare della caviglia(4)
Legamenti della sindesmosi
Lesione della sindesmosi / Processo patologico( modifica | modifica fonte )
La conseguenza a lungo termine di una distorsione di caviglia è l’instabilità della caviglia; l’instabilità rimane un problema per il 40% dei pazienti. L’8% di tutte le distorsioni della caviglia laterale comporta una lesione della sindesmosi tibio-peroneale distale.(4) Le fratture articolari possono essere associate a lesioni della sindesmosi. Le lesioni della sindesmosi si verificano spesso durante i seguenti movimenti:(4)
- Il piede è in una posizione fissa e la caviglia è in flessione dorsale – movimento: rotazione esterna del piede mentre la tibia ruota internamente.
- Il piede è in una posizione fissa e la caviglia è in flessione dorsale – movimento: rotazione interna del piede mentre la tibia ruota esternamente.
- Sport che prevedono corsa e salti durante i quali il piede del giocatore si ferma e cade in avanti.
Un paziente con lesione della sindesmosi si presenta solitamente con:(4)
- Gonfiore in tutta la caviglia
- Dolore localizzato al legamento tibio-peroneale anteriore inferiore durante la rotazione esterna attiva e passiva del piede e la flessione dorsale forzata.
- Andatura con tallone sollevato per evitare il dolore nella fase di spinta (push-off)
- Ematoma lungo la tibia
Classificazione delle distorsioni della sindesmosi( modifica | modifica fonte )
Classificazione cronologica:(7)
- Acuta (entro le prime tre settimane dall’infortunio)
- Subacuta (da tre settimane a tre mesi)
- Cronica (oltre i tre mesi)
West Point Ankle Grading System:(4)(7)
- Il sistema prende in considerazione il grado di instabilità, la capacità di sostenere il peso, l’entità dell’edema, la localizzazione del dolore, la risposta ai test di stress provocativi e l’evidenza di allargamento radiografico.
- Grado 1: lieve, nessuna instabilità. Lo Squeeze test e il test di rotazione esterna sono negativi. Il paziente potrebbe presentare o meno delle ecchimosi nella parte anteriore dell’articolazione e magari lungo lo stinco.
- Grado 2: moderato, qualche evidenza di instabilità. Lo Squeeze test e il test di rotazione esterna sono positivi, il paziente lamenta un forte dolore e l’impossibilità di camminare. Un gonfiore severo è presente nella parte inferiore della gamba, spesso lungo i ventri dei muscoli peronei. Presenza di ecchimosi anteriormente.
- Grado 3: instabilità definita e radiografie positive (sovrapposizione ridotta, allargamento apparente). Presenza di una frattura.
Radiografia della sindesmosi
Radiografia convenzionale:
- Proiezione antero-posteriore (AP) e del mortaio
- Le tre tecniche più comunemente utilizzate per valutare questa lesione sono: lo spazio libero tibio-peroneale (TFCS), la sovrapposizione tibio-peroneale (TFO) e lo spazio libero mediale (MCS). L’area tibio-peroneale normale è superiore a 6 mm nella proiezione AP e superiore a 1 mm nella proiezione del mortaio.
- Secondo Krähenbühl et al.,(8) la radiografia convenzionale non è affidabile nel predire le lesioni della sindesmosi
- Sulla base dei risultati di Chun et al.,(9) la semplice radiografia ha una ragionevole specificità
TAC:
- La larghezza tibio-peroneale (immagini assiali) è quella più comunemente utilizzata
- Più sensibile nel rilevare difetti di posizione (tibia e perone)
- Consente una valutazione dettagliata dell’intervallo della sindesmosi
- Sulla base di una revisione sistematica di Chun et al.,(9) la TAC ha “un’elevata sensibilità e specificità indipendentemente dalla frattura che la accompagna”(9)
- La TAC in carico dovrebbe essere eseguita se il paziente è in grado di sostenere il peso sul piede(10)
- Secondo Malhotra et al.,(11) la TAC in carico aiuta nella valutazione funzionale delle lesioni della sindesmosi
Ecografia diagnostica
- In grado di rilevare la lesione della sindesmosi a ≥6,0 mm di allargamento dello spazio libero tibio-peroneale(12)
Risonanza magnetica
- Le misurazioni ottenute raggiungono una sensibilità e una specificità di quasi il 100%(8)
- Accuratezza simile ai risultati artroscopici gold standard(9)
- Può rilevare lesioni associate dei tessuti molli e lesioni osteocondrali(4)
(14)
- Squeeze test
- Si esegue comprimendo la tibia e il perone al di sopra della lesione
- Aiuta a valutare l’integrità della membrana interossea e dei legamenti della sindesmosi
- In presenza di una frattura del perone, il dolore è presente lungo la diafisi del perone
- Nelle lesioni della sindesmosi, il dolore è presente lungo l’articolazione tibio-peroneale distale
(15)
- Test di compressione in flessione dorsale
- La caviglia è in massima flessione dorsale e il paziente è in carico. Viene applicata una compressione mediale-laterale.
- Il test è positivo quando si ha una diminuzione del dolore in flessione dorsale o un aumento del range in flessione dorsale.
(16)
Sono disponibili risorse limitate per guidare il trattamento delle lesioni della sindesmosi. È importante considerare quanto segue:(4)
- Prestare attenzione perché si sta trattando una struttura instabile
- Seguire gli stessi principi della riabilitazione per l’instabilità cronica della caviglia:
- Evitare l’inversione e l’eversione nelle fasi iniziali
- Evitare la flessione dorsale estrema
- Evitare la flessione plantare estrema durante le prime due settimane
- Rimuovere il carico utilizzando le stampelle da una a tre settimane
- Progredire fino al carico completo entro quattro-sei settimane
- Iniziare con un deambulatore di gommapiuma o uno stivale e passare a un tutore man mano che il dolore si attenua
- Monitorare il dolore e procedere in base al dolore del paziente
- Evitare un’eccessiva pronazione quando si inizia la riabilitazione in carico
La gestione conservativa dovrebbe essere utilizzata per i soggetti con lesioni di grado 1 e 2 secondo il West Point Ankle Grading System. Il paziente potrebbe richiedere da sei a otto settimane di riabilitazione:(4)
- Determinare l’integrità del legamento mediale. In caso di lacerazione di un legamento, l’outcome generalmente è scarso.
- Sono necessari più di dieci giorni di immobilizzazione. Dare indicazioni sulla deambulazione senza carico per un massimo di tre settimane e progredire in base al dolore.
- Iniziare la mobilizzazione funzionale utilizzando un’ortesi caviglia-piede (AFO) o un tutore semirigido.
- Utilizzare il rialzo del tallone per la deambulazione per diminuire la spinta (push-off).
- Esempi di esercizi:
- Sedersi su una Swiss ball ed eseguire esercizi per la parte superiore del corpo
- Sedersi su una Swiss ball e muoversi in avanti e indietro
- Ponte sulla palla
Posizione seduta sulla palla: esercizi per la parte superiore del corpo
Posizione seduta sulla palla: muoversi in avanti e indietro
- Il ritorno allo sport sarà possibile dopo sei-otto mesi
- Si raccomanda di ripetere la risonanza magnetica entro sei settimane o meno se non vi sono miglioramenti con il trattamento conservativo
- Potrebbe essere necessario il rinvio a uno specialista se la sindesmosi non è meccanicamente stabile e se è necessario un intervento chirurgico
- Per la gestione post-chirurgica, il paziente deve mantenere una deambulazione in carico parziale per sei-otto settimane dopo l’intervento
- Hermans JJ, Beumer A, de Jong TA, Kleinrensink GJ. Anatomy of the distal tibiofibular syndesmosis in adults: a pictorial essay with a multimodality approach. J Anat. 2010 Dec;217(6):633-45.
- ↑ Cambridge Advanced Learner’s Dictionary & Thesaurus. Cambridge University Press (last accessed 8.08.2022). Available from https://dictionary.cambridge.org/dictionary/english/syndesmosis
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