Redazione originale – Mariam Hashem
Collaboratori principali – Mariam Hashem, Wanda van Niekerk, Jess Bell, Kim Jackson, Tony Lowe, Chelsea Mclene, Robin Tacchetti, Tarina van der Stockt, Simisola Ajeyalemi, Abbey Wright, Olajumoke Ogunleye, Rachael Lowe e Leana Louw
La riabilitazione dopo una ricostruzione del legamento crociato anteriore (ACLR) è fondamentale per ottimizzare gli outcome clinici. L’obiettivo principale è solitamente quello di far tornare la persona a praticare il proprio sport o la propria attività e di farle raggiungere lo stesso livello di prima dell’infortunio. I dati dimostrano che circa l’80% dei pazienti dopo la ricostruzione del LCA torna a praticare una qualche forma di attività sportiva, ma solo il 65% torna allo stesso livello di prima dell’infortunio e solo il 55% torna a praticare sport a livello agonistico.(1)
Nonostante il volume di ricerche in questo settore, i protocolli di riabilitazione del LCA variano e manca un consenso sui criteri di progressione standardizzati per il ritorno allo sport.(2) Ciò che rimane costante in tutta la letteratura, però, è l’importanza di fissare obiettivi chiari, come la riduzione del dolore, del gonfiore e dell’infiammazione, il raggiungimento di un range di movimento completo (ROM) del ginocchio e del controllo neuromuscolare e il ritorno ai livelli di attività fisica e sportiva precedenti alla lesione.(3) I professionisti clinici dovrebbero quindi seguire un approccio riabilitativo progressivo e basato su criteri, applicando criteri clinici e basati sulla compromissione per determinare la prontezza per il ritorno allo sport.(4)
Una sfida nella gestione di un paziente con una lesione del LCA è che si tratta, per sua natura, di una lesione a lungo termine. La capacità di pianificare in modo significativo l’intero arco temporale è un’abilità necessaria per i professionisti clinici. Questa pagina spiega come affrontare questo processo di pianificazione: dalle considerazioni post-chirurgiche che caratterizzano le prime settimane, ai principi fisiologici che sono alla base della prescrizione degli esercizi, fino alla struttura di un programma settimana per settimana.
Prima di costruire un piano di riabilitazione a lungo termine, i professionisti clinici dovrebbero comprendere le restrizioni che guidano il primo periodo post-operatorio. La priorità è proteggere la riparazione chirurgica e consentire la guarigione senza compromettere il ROM.
Range di movimento
Il range di movimento non è tipicamente vietato dopo l’intervento chirurgico e la mobilizzazione del ginocchio può essere implementata immediatamente dopo la ricostruzione del LCA. I pazienti dovrebbero essere incoraggiati a muoversi attraverso il loro range disponibile, sia attivamente che passivamente, entro i limiti della loro tolleranza al dolore. Il ripristino precoce del ROM è un fattore chiave per ottenere degli outcome di successo dopo un intervento di ricostruzione del LCA. I dispositivi per il movimento passivo continuo non sono raccomandati, in quanto non è stato dimostrato alcun beneficio aggiuntivo in termini di dolore, range di movimento o gonfiore rispetto agli esercizi di movimento attivo.(2) (5)
Tutori
La maggior parte delle linee guida per la pratica clinica non richiede l’uso di tutori post-chirurgici,(2)(6) anche se le linee guida dell’APTA consentono l’utilizzo immediato di un tutore post-operatorio per il ginocchio in base alle preferenze del paziente o alle lesioni legamentose associate.(7) In pratica, le decisioni sul tutore dipendono dal chirurgo, dal professionista clinico e dal contesto. Alcuni chirurghi o professionisti clinici preferiscono mettere il ginocchio in un tutore immobilizzante, che viene poi sostituito da un tutore per il ginocchio funzionale con cerniera una volta che il blocco del nervo femorale svanisce. Lo scopo principale dei tutori è quello di prevenire una nuova lesione nella fase acuta e la sua necessità dipende dall’ambiente. Ad esempio, un tutore potrebbe essere indispensabile se il paziente rischia di scivolare a causa della neve, mentre in un ambiente più sicuro potrebbe non essere necessario.
Carico del peso corporeo (WB)
I protocolli e le linee guida più recenti incoraggiano il carico totale del peso corporeo nelle fasi iniziali (entro la prima settimana), “ma si consiglia ai professionisti clinici di progredire in base alla tolleranza”.(2) Alcuni professionisti clinici preferiscono un breve periodo di carico parziale del peso corporeo nelle prime due settimane successive all’intervento per promuovere la guarigione e ripristinare l’omeostasi articolare. L’uso delle stampelle per il carico parziale del peso corporeo permette anche di ottenere uno schema del passo più simmetrico nelle prime fasi dopo l’intervento.(6)
Cyclette
L’uso di una cyclette viene spesso introdotto il 10° giorno o una volta raggiunti i 110° di ROM del ginocchio. La quantità di carico può essere facilmente controllata tramite l’impostazione della resistenza sulla cyclette. Se il range è ancora leggermente limitato, è possibile iniziare con uno stile di pedalata a U.(4)
Allenamento contro resistenza
L’allenamento della forza contro resistenza in carico del peso corporeo viene solitamente ritardato fino alla 6ª settimana dopo l’intervento chirurgico per evitare l’ipertrofia e la rigidità della cicatrice.(4) Tuttavia, Andrade et al. hanno esaminato le raccomandazioni delle linee guida per la pratica clinica e hanno riferito che la maggior parte delle linee guida raccomanda di utilizzare l’allenamento della forza e l’allenamento neuromuscolare nella maggior parte delle fasi della riabilitazione post-operatoria.(2)
Gli obiettivi della gestione acuta dopo la ricostruzione del LCA sono disponibili qui.
Dopo le prime 6 settimane di gestione acuta, il professionista clinico può iniziare a costruire un piano di riabilitazione a lungo termine. Stabilire tappe fondamentali e obiettivi specifici è importante e la mappatura delle tempistiche di questi obiettivi aiuta a strutturare il processo. Tuttavia, il tempo da solo non dovrebbe dettare la progressione: la cosa più importante sono i criteri pertinenti e oggettivi e le esigenze individuali del paziente.
La fase intermedia della riabilitazione generalmente va dalla 6ª settimana alla 24ª settimana dopo la ricostruzione del LCA. Gli obiettivi durante questa fase dovrebbero includere la risoluzione dei deficit associati alla funzione neuromuscolare. Questo può includere gli squilibri nella forza muscolare e articolare, la forza in catena cinetica chiusa e gli schemi motori di base. Dovrebbe essere incluso anche un programma di ricondizionamento della forma fisica, non solo per evitare il detraining (decondizionamento), ma anche per garantire una forma fisica ottimale al momento del ritorno allo sport.(8)
Buckthorpe e Della Villa(8) consigliano di dividere la fase intermedia in due blocchi in base alla tolleranza al carico e alla capacità funzionale del ginocchio.
Durante il primo blocco (approssimativamente dalla 6ª alla 12ª settimana), il ginocchio non può tollerare carichi elevati e la debolezza del quadricipite limita l’allenamento funzionale sul terreno. Durante questa fase di costruzione delle fondamenta, l’attenzione dovrebbe concentrarsi su esercizi di rinforzo isolati, come la Leg Press e la Leg Extension, in genere eseguiti a 12-20 ripetizioni con un’intensità minore. La piscina è utile per esercitarsi nel movimento funzionale, consentendo ai pazienti di eseguire squat, affondi e rieducazione del passo con un peso corporeo ridotto del 40-60%.(8)
Il secondo blocco (approssimativamente dalla 12ª settimana alla 18ª o 24ª settimana) rappresenta una fase di integrazione funzionale, quando la tolleranza al carico del ginocchio migliora e l’indice di simmetria degli arti (Limb Symmetry Index, LSI) supera tipicamente il 70%. In questo blocco l’attenzione si sposta su un mix equilibrato di esercizi di rinforzo isolati e funzionali eseguiti a un’intensità moderata per 8-12 ripetizioni. La corsa può essere introdotta durante questa fase se vengono soddisfatti i criteri appropriati, con la rieducazione del passo su tapis roulant e protocolli progressivi di camminata-corsa.(8)
Questa strutturazione garantisce che l’intensità della riabilitazione e la selezione degli esercizi rispettino la tolleranza al carico del ginocchio e la capacità funzionale del paziente.(8)
I criteri raccomandati per la progressione dalla fase iniziale a quella intermedia della riabilitazione(8) sono riassunti nella Tabella 1.
| Misura di outcome | Test | Obiettivo |
|---|---|---|
| Dolore | Scala numerica di valutazione del dolore | 0 – 2 |
| Gonfiore/effusione | Stroke test | Da zero a tracce di effusione |
| Estensione passiva del ginocchio | Prone Hang test | 0 gradi |
| Flessione passiva del ginocchio | Misurazione con goniometro in posizione supina o prona | Almeno 120 gradi di flessione del ginocchio |
| Reclutamento del quadricipite | Reclutamento totale | Nessun ritardo nei Single Leg Raise, 10 ripetizioni |
| Passo nel cammino | Valutazione del passo | Passo normalizzato senza ausilio |
La Tabella 2 mostra i criteri raccomandati per passare dalla fase intermedia alla fase avanzata della riabilitazione.(8)
| Outcome | Test | Obiettivo |
|---|---|---|
| Versamento del ginocchio | Stroke test: misurazione della circonferenza del ginocchio (variazioni superiori a 1 cm in corrispondenza della rotula sono clinicamente rilevanti) | Assenza di versamento e gonfiore minimo legato all’attività (meno di 1 cm nella misurazione della circonferenza del ginocchio in corrispondenza della rotula) |
| ROM del ginocchio | Come per i criteri di progressione alla fase intermedia | Range di movimento completo |
| Forza del ginocchio (estensori e flessori) | Test isocinetico – alternando l’estensione e la flessione del ginocchio in modo concentrico a 90° s-1 per 4 ripetizioni e a 180° s-1 per 20 ripetizioni | LSI > 80% per i flessori e gli estensori del ginocchio e un rapporto F/E >0,60 |
| Forza muscolare (catena chiusa) | Test di forza alla Leg Press (flessione del ginocchio a 90° e sedile a 45° – peso massimo raggiunto per 8 RM) OPPURE
Squat isometrico su una gamba sola (flessione del ginocchio a 60° su una gamba sola su pedana di forza – la persona deve stare in piedi sotto una barra fissa per garantire il rigore del test) |
Minimo di 125% della massa corporea (BM) per 8 RM (ripetizioni massime) o 1,5 x BM previsto 1 RMOR
Forza di picco > 150% di massa corporea |
| Muscoli glutei | Test del ponte (Bridge) su una gamba sola | Più di 20 ripetizioni ed entro 5 ripetizioni per ogni lato – nessun crampo agli ischiocrurali o agli adduttori |
| Muscoli del polpaccio | Sollevamento del polpaccio (Calf Raise) su una gamba sola (un piede su un gradino, eseguire il sollevamento del polpaccio per il ROM completo) | Più di 20 ripetizioni ed entro 5 ripetizioni per lato |
| Equilibrio | Equilibrio su una gamba sola in piedi, con le braccia incrociate al petto Prima con gli occhi aperti e poi con gli occhi chiusi | Occhi aperti – 43 secondi; occhi chiusi – 9 secondi (sulla base di dati normativi) |
| Qualità del movimento | Test di squat su una gamba sola (squat ad almeno 60° di flessione del ginocchio con un movimento minimo del tronco e del bacino, senza adduzione o rotazione interna dell’anca) | Buona qualità del movimento |
| Passo nella corsa | Valutare il passo nella corsa a 8 – 10 km h-1 (valutare la meccanica della corsa – controllo dell’allineamento nei piani frontale e sagittale) | Passo nella corsa normalizzato e capacità di correre per > 10 minuti a 8 km h-1 |
Ulteriori informazioni sulle fasi iniziali e tardive della riabilitazione sono disponibili qui: Riabilitazione ACL: Gestione acuta dopo l’intervento chirurgico e Riabilitazione ACL: Test di re-infortunio e ritorno allo sport.
Ricordate che le decisioni sulla riabilitazione e sul ritorno allo sport dovrebbero concentrarsi sul “come” l’atleta torna piuttosto che sul “quando”. Il tempo gioca un ruolo importante ed è necessario, ma il tempo da solo non garantisce outcome positivi.(9)
In qualità di fisioterapisti, avete il compito di guidare il vostro paziente attraverso un piano di riabilitazione a lungo termine. La definizione delle tappe fondamentali e degli obiettivi dipende dalle esigenze del paziente e dal livello di funzione desiderato. È stato dimostrato che la definizione degli obiettivi migliora l’autoefficacia e, soprattutto, l’aderenza durante la riabilitazione.(10) L’utilizzo dell’esperienza clinica e del ragionamento per prevedere gli outcome e le tempistiche di ciascun obiettivo è una parte importante del processo.
Partendo dalla struttura a due blocchi descritta in precedenza, il processo di pianificazione della riabilitazione può essere organizzato in nove fasi, con le fasi di resistenza, forza e potenza muscolare che costituiscono una parte importante della fase intermedia della riabilitazione.
Range di movimento
Questa fase inizia subito dopo l’intervento chirurgico e dura fino alla 6ª settimana. L’attenzione si concentra sul mantenimento del range disponibile, sulla facilitazione del ritorno al ROM completo, sulla gestione del versamento e dell’infiammazione e sul raggiungimento dell’estensione terminale del ginocchio. Il raggiungimento dell’estensione completa del ginocchio nella fase iniziale della riabilitazione non influisce sulla stabilità dell’innesto.(11)
L’obiettivo è quello di raggiungere 120° di flessione entro la 4ª settimana dall’intervento chirurgico, con una flessione simmetrica completa entro la 12ª settimana. Gli esercizi per il ROM possono progredire dalla flessione del ginocchio attiva-assistita a bordo letto ai Wall Slides (scivolamenti al muro), alla posizione seduta attiva-assistita e al fare dei mezzi cerchi sulla cyclette.(12)
Aumentare gradualmente la tolleranza al carico del peso corporeo
Questa fase si applica principalmente ai pazienti con lesioni meniscali o condrali concomitanti, in cui il carico del peso corporeo potrebbe essere limitato fino alla 6ª settimana. In questi casi, è necessario un aumento graduale della tolleranza al carico del peso corporeo prima di passare al rinforzo. Nel caso di una ricostruzione isolata del LCA, la progressione dal carico del peso corporeo parziale a quello totale nella 2ª settimana è in genere semplice e non richiede una fase dedicata alla costruzione della tolleranza.(13)
Sviluppare la resistenza muscolare
La resistenza muscolare è la capacità di esercitare un lavoro per un periodo prolungato e di resistere alla fatica. Gli esercizi dovrebbero essere eseguiti ad un’intensità leggera (<50% dell’1RM) per 15-20 ripetizioni, 3 o più serie, con meno di 60 secondi di riposo. La frequenza dell’allenamento dovrebbe essere di due o tre volte alla settimana, con 48 ore di riposo tra una sessione e l’altra.(4) Le tempistiche per questa fase dipendono dalla patologia articolare e potrebbe richiedere fino ad otto settimane, solitamente tra la 10ª e la 18ª settimana.
Alcuni esempi di esercizi da utilizzare durante questa fase sono: squat al muro con tenuta isometrica, squat in carico del peso corporeo totale, Shuttle Squat su una gamba sola, Bridge (ponte) in posizione supina con curl degli ischiocrurali, passi laterali contro resistenza e affondi alternati con tenuta isometrica.(4)
Il passaggio dall’allenamento della resistenza a quello della forza può iniziare quando l’atleta soddisfa i seguenti criteri(4):
Sviluppare la forza
La forza è la capacità di esercitare una forza o un momento meccanico (torque) a una velocità specifica. Questa fase tipicamente va dalla 19ª alla 26ª settimana di riabilitazione. La debolezza muscolare dell’anca, del ginocchio e della caviglia è comune dopo una lesione del LCA, con una debolezza dei flessori e degli estensori del ginocchio che persiste per periodi più lunghi dopo l’intervento.(15) Richiede carichi da moderati a pesanti (almeno il 60-67% del 1RM), con un aumento frequente della resistenza. A seconda del livello di forza precedente del paziente, gli esercizi vengono eseguiti per 1-12 ripetizioni, da 1 a 3 serie, con 2 minuti di riposo tra le serie. Ogni quattro settimane si consiglia una settimana di de-loading per consentire il recupero (con una resistenza del 50-60% del 1RM).(4)
La selezione degli esercizi durante questa fase dipende dai gruppi muscolari su cui si vuole lavorare. Ad esempio, una sessione di 30-40 minuti per la parte inferiore del corpo potrebbe essere strutturata come segue:
| Muscolo | Esempio | |
|---|---|---|
| Quadricipite-dominante | Leg Press | |
| Gluteo-dominante | Ponte (Bridge) su una gamba sola | |
| Ischiocrurale-dominante | Romanian Deadlift | |
| Quadricipite-dominante | Tuck Squat | |
| Quadricipite-dominante | Squat su una sola gamba | |
| Ischiocrurale-dominante | Hamstrings Lean/Nordic Hamstrings Curl |
Ulteriori esempi e approfondimenti sulla progressione degli esercizi sono riportati nella tabella 6 di questo articolo.
Potenza muscolare
La potenza muscolare è una combinazione di forza e velocità. Questa fase va tipicamente dalla 27ª alla 32ª settimana di riabilitazione. L’allenamento per la forza richiede carichi elevati (85-100% del 1RM), da 1 a 3 serie, con 3 minuti di riposo tra le serie. Lo sviluppo della velocità richiede una resistenza inferiore (circa il 30% del 1RM) per 6 ripetizioni, da 1 a 3 serie, con 3 minuti di riposo tra le serie.(13)
L’allenamento della potenza dovrebbe iniziare quando l’atleta presenta i seguenti criteri:
Sviluppare la tolleranza alla corsa
Non tutti gli sport richiedono la stessa quantità di corsa, quindi il programma della corsa dovrebbe essere adattato alle esigenze dell’atleta. Questa fase solitamente inizia intorno alla 27ª settimana e dura dalle quattro alle sei settimane.(13) Il Vail Sports test può aiutare a valutare come l’atleta carica il ginocchio infortunato, il che influenzerà la corsa.(4)
Si può iniziare un programma della corsa quando l’indice del quadricipite dell’atleta supera l’80%, assicurandosi che la meccanica della corsa sia il più possibile vicina alla normalità.(5) Una recente linea guida per la pratica clinica suggerisce i seguenti criteri per il ritorno alla corsa(5):
La tolleranza alla corsa dovrebbe essere aumentata gradualmente per quattro settimane. L’utilizzo di un tapis roulant Alter-G o della corsa in piscina è utile per iniziare a caricare parzialmente il peso corporeo, aumentando del 5% ogni sessione fino al raggiungimento del carico totale del peso corporeo. Può essere utile un protocollo di camminata/corsa. Si può iniziare con 4 minuti di camminata seguiti da 1 minuto di corsa, ripetuti quattro volte per 20 minuti, due o tre volte alla settimana. Ogni settimana, il segmento di corsa può essere aumentato di 1 minuto e il segmento di camminata può essere ridotto di 1 minuto, finché l’atleta non riesce a correre ininterrottamente per 20 minuti progressivi.(4) In caso di segni di sovraccarico, l’atleta dovrebbe tornare alla fase precedente della progressione della corsa.
Allenamento della velocità e dell’agilità
La velocità e l’agilità sono importanti per il ricondizionamento e il ritorno allo sport. Bisogna creare un programma di esercitazioni specifiche in base alle esigenze sportive del proprio paziente. Ad esempio, alla 32ª settimana, introdurre l’allenamento con esercitazioni unidirezionali per una settimana, poi passare all’allenamento multidirezionale.(4)
Al termine di questa fase, l’atleta deve essere in grado di(4):
Ritorno all’allenamento e ritorno al gioco
Per gli atleti professionisti, i criteri minimi per ottenere la dimissione dalla riabilitazione in clinica e poter iniziare l’allenamento con un allenatore o una squadra sono elencati di seguito. A partire da questo punto, dovrebbe essere implementato un ritorno graduale alla partecipazione completa.(5)
Le tempistiche variano a seconda degli sport e le fasi sopra descritte sono dei suggerimenti per guidare la pianificazione per il professionista clinico e l’atleta.
Ulteriori informazioni sul ritorno al gioco e sui test per il ritorno al gioco sono disponibili qui.
Quando si definisce un piano settimanale, bisogna considerare le priorità dell’atleta e i livelli richiesti di diverse caratteristiche fisiologiche.
Quello che segue è un piano settimanale suggerito per un atleta la cui priorità principale è la forza della parte inferiore del corpo, insieme al fitness cardiovascolare, alla stabilità del core e alla forza della parte superiore del corpo. Questo piano comprende quattro sessioni di rinforzo della parte inferiore del corpo, due sessioni di cardio, due sessioni in piscina, due sessioni di core e due sessioni di rinforzo della parte superiore del corpo.
| Lunedì | Rinforzo della parte inferiore del corpo + cardio |
| Martedì | Rinforzo della parte inferiore e superiore del corpo |
| Mercoledì | Recupero a basso carico (core stability + esercizi in piscina) |
| Giovedì | Come lunedì |
| Venerdì | Come martedì |
| Sabato | Come mercoledì |
| Domenica | Riposo |
Raggiungere la massima simmetria possibile tra il ginocchio lesionato e quello non lesionato è essenziale per il recupero e il ritorno alla funzione dopo la ricostruzione del LCA. Le asimmetrie nel carico possono portare a deficit di forza, che a loro volta rafforzano schemi del carico anormali. Simmetria significa uguale ROM e uguale forza: una differenza di solamente 2° in estensione e 5° in flessione, rispetto all’altro ginocchio, è stata associata a punteggi di outcome soggettivi inferiori.(19)
La ricerca sostiene l’importanza della simmetria per gli outcome a lungo termine. Hetsroni e colleghi hanno scoperto che il mantenimento della partecipazione allo sport 5-10 anni dopo l’intervento chirurgico del LCA era associato alla simmetria nel momento meccanico (torque) muscolare e nella cinematica di atterraggio.(20) Cristiani e colleghi hanno riscontrato che la forza isocinetica simmetrica del quadricipite e la performance nel test dei saltelli su una gamba sola a 6 mesi dall’intervento del LCA aumentavano in modo consistente la probabilità che un paziente raggiungesse un PASS (cioè uno stato sintomatologico accettabile per il paziente) sul KOOS a 2 anni.(21) Quando l’innesto chirurgico viene ottenuto dalla gamba controlaterale, è essenziale recuperare il ROM di entrambe le ginocchia durante la riabilitazione.
È importante notare che la simmetria misurata con l’LSI può essere fuorviante. L’LSI spesso non tiene conto della forza pre-infortunio del lato ricostruito, dei cambiamenti nella forza muscolare (diminuzione o aumento) del lato non infortunato, dei deficit bilaterali e delle strategie di movimento compensatorie.(22) Ad esempio, un paziente può raggiungere un LSI del 90% non perché la gamba infortunata sia forte, ma perché anche la gamba non infortunata si è indebolita. I professionisti clinici dovrebbero considerare anche i valori assoluti di forza, non solo la simmetria.