Ci sono sempre più evidenze a sostegno del fatto che i principi dell’apprendimento motorio possono aiutare a migliorare l’acquisizione delle capacità e l’apprendimento motorio.(1) Quando si utilizzano i principi dell’apprendimento motorio nella pratica clinica, gli interventi sono progettati per promuovere miglioramenti a lungo termine nelle performance che portano all’apprendimento. I fisioterapisti creano sessioni di pratica (ad esempio, variabili vs costanti, casuali vs bloccate, etc.) e forniscono un feedback appropriato (ad esempio, simultaneo, riassuntivo, faded, bandwigth, etc.) in modo da migliorare il grado e il tipo di apprendimento che si verifica.(2) Per saperne di più sulle sessioni di pratica e sui tipi di feedback, si prega di cliccare qui.
Come affermano Wulf e Lewthwaite, questi fattori sono significativi, ma gli approcci attuali all’apprendimento motorio non considerano l’importanza della motivazione e dell’attenzione.(3) Per questo motivo hanno sviluppato la Teoria dell’apprendimento motorio OPTIMAL, che può essere utilizzata per favorire la motivazione del paziente. OPTIMAL è un acronimo che sta per Optimizing Performance Through Intrinsic Motivation and Attention for Learning (ottimizzare le performance attraverso la motivazione intrinseca e l’attenzione per l’apprendimento).(3)
La Teoria OPTIMAL si basa sulle varie componenti sociali, cognitive, affettive e motorie del comportamento motorio. Si concentra principalmente sull’apprendimento di “come” ottenere un controllo coordinato o abile del movimento piuttosto che concentrarsi su capacità di natura più cognitiva.(3)
Un principio chiave della Teoria OPTIMAL è che le esigenze motivazionali e attentive del discente devono essere soddisfatte, o non messe a repentaglio, per ottimizzare l’apprendimento.(3) Pertanto, l’obiettivo è quello di:(2)
Wulf e Lewthwaite definiscono la combinazione di queste due aree come accoppiamento obiettivo-azione.(3) In sostanza, l’accoppiamento obiettivo-azione è una combinazione tra l’obiettivo (cioè ciò che il discente vuole fare) e il modo in cui il movimento abile può essere utilizzato per raggiungere l’obiettivo.(2)
La comprensione dell’autoefficacia è fondamentale per capire la Teoria OPTIMAL.(2) L’autoefficacia percepita è la convinzione di un individuo della propria capacità di “mobilizzare la motivazione, le risorse cognitive e le linee d’azione necessarie per esercitare il controllo sugli effetti ambientali”.(4) Si tratta di una “fiducia in se stessi specifica per la situazione”(5) e, in sostanza, indica quanto una persona si senta sicura di poter svolgere un compito, un’azione o un’abilità.(2)(6)
L’esperienza passata (che abbia avuto successo o meno) è stata identificata come un fattore determinante dell’autoefficacia. La fiducia in se stessi è un fattore predittivo delle performance, così come l’autoefficacia generata dalle esperienze di successo.(3)
I fisioterapisti possono influenzare l’autoefficacia del paziente.(2) Comprendendo le esperienze precedenti del paziente, i terapisti possono fornire esperienze di apprendimento dalle quali il paziente può costruire la propria autoefficacia futura.(2) Allo stesso modo, l’uso di un feedback positivo e le impressioni dello studente stesso possono aumentare l’autoefficacia.(3)
Nel 2019, Ghorbani ha esplorato l’ipotesi che il feedback potrebbe avere un impatto sull’autoefficacia in uno studio che ha utilizzato il lancio di freccette modificato come compito motorio.(8) I soggetti sono stati divisi in tre gruppi. Al primo gruppo è stato fornito un feedback dopo i tre lanci migliori. Il secondo gruppo ha ricevuto un feedback sui tre lanci peggiori e il gruppo di controllo non ha ricevuto alcun feedback. I test di ritenzione e trasferimento hanno dimostrato che l’apprendimento del gruppo del feedback positivo è stato più efficace di quello del gruppo che ha ricevuto un feedback sui risultati più scarsi.(8)
Ghorbani e Bund hanno poi condotto uno studio simile, ma questa volta i 60 partecipanti sono stati divisi in quattro gruppi diversi:(9)
Questo studio ha utilizzato il lancio di sacchi di fagioli come compito motorio. Durante la fase di acquisizione delle capacità, i gruppi della buona performance hanno ricevuto la conoscenza dei risultati (KR) dei loro tre lanci più precisi, mentre i gruppi della scarsa performance hanno ricevuto la conoscenza dei risultati (KR) dai loro tre lanci peggiori.(9) Ghorbani e Bund hanno riscontrato che, rispetto ai KR da lanci scarsi, i KR da lanci buoni hanno portato a punteggi di precisione migliori. Questi risultati erano indipendenti dall’autoefficacia iniziale dei partecipanti,(9) il che conferma i risultati dell’altro studio di Ghorbani.(8)
Inoltre, i partecipanti che inizialmente avevano un’alta autoefficacia, ma che hanno ricevuto un feedback sulla scarsa performance, hanno registrato una diminuzione dell’autoefficacia nei test successivi. Tuttavia, in coloro che hanno iniziato con una bassa autoefficacia e che hanno ricevuto un feedback sulla scarsa performance, c’è stato un leggero aumento della loro autoefficacia.(9)
Sembra quindi che un feedback positivo per i partecipanti, soprattutto per quelli con bassa autoefficacia, abbia portato a una maggiore motivazione e a una maggiore precisione rispetto agli altri gruppi.(9) Questi studi indicano che è possibile rafforzare la motivazione di un discente, che a sua volta contribuirà a migliorare il suo apprendimento.(2)
Esistono diversi modi per misurare l’autoefficacia, ma poiché essa è influenzata dal tipo di compito e dall’ambiente/situazione, non è possibile creare una misura universale dell’autoefficacia.(10)(11)
Un modo semplice per misurare l’autoefficacia consiste nel chiedere ai pazienti di valutare la propria sensazione di sicurezza nell’essere in grado di eseguire un compito sulla base di una scala che va da 0 a 100. Questo punteggio può essere ripetuto per rivalutare l’autoefficacia dopo un intervento di apprendimento.(2)
Gli aspetti principali della Teoria OPTIMAL sono tre.(3)
Nella Teoria OPTIMAL, il termine “aspettative potenziate” si riferisce a “una serie di cognizioni o convinzioni anticipatrici o predittive orientate al futuro su ciò che accadrà”.(3) Le aspettative potenziate si sviluppano in base all’esperienza precedente e non sono indipendenti dalla motivazione.(3) Aumentano il “livello di speranza, successo o esperienza” di un individuo(12) che porta a sentimenti positivi.
Quando i discenti ottengono un outcome positivo o una buona esperienza, avranno uno specifico “riconoscimento psicologico sotto forma di cognizioni positive (…) e risposte affettive positive associate”.(3) Potrebbe anche innescare una risposta della dopamina.(2) I sistemi dopaminergici supportano tipi di attività cerebrale che sono importanti per le funzioni motorie e motivazionali, oltre che per la cognizione. Questi sistemi includono i sistemi dopaminergici mesocorticale, mesolimbico (associato alla ricompensa o alla motivazione) e nigrostriatale (associato alla memoria di lavoro e alle funzioni del sistema motorio).(3)
Si ritiene che la risposta della dopamina favorisca l’apprendimento e alteri la percezione della difficoltà del compito da parte del discente. In definitiva, questo può aiutare a facilitare un migliore apprendimento motorio nel tempo.(2)
Si possono utilizzare diverse strategie per modificare le aspettative del paziente e incoraggiare l’apprendimento in un contesto clinico. Queste includono:(2)
I fisioterapisti possono anche strutturare gli interventi e fornire un feedback e una guida appropriati per aiutare il discente ad avere un’esperienza positiva, che informi le sue aspettative future. Come già detto sopra, il feedback tende a funzionare meglio quando si concentra sulla buona performance.(2)(8)(9)
Si è visto che permettere agli individui di esercitare un certo controllo sull’ambiente circostante potrebbe essere importante non solo dal punto di vista psicologico, ma anche dal punto di vista biologico.(3) Diversi studi hanno scoperto che sia gli animali che gli esseri umani preferiscono le situazioni in cui possono scegliere, anche se l’opzione scelta comporta uno sforzo maggiore o un carico di lavoro più elevato.(3)
Nella Teoria OPTIMAL, Wulf e Lewthwaite usano il termine supporto all’autonomia per riferirsi a situazioni in cui i discenti hanno l’opportunità di fare delle scelte.(3) Le scelte possono essere molto semplici, come ad esempio(2)
Sebbene le scelte potrebbero sembrare piccole o accidentali e potrebbero anche non essere legate al compito vero e proprio, il supporto all’autonomia si è rivelato estremamente vantaggioso. Può aiutare a:(2)
Inoltre, potrebbe comportare un minor numero di errori, un’elaborazione più profonda e aumentare la probabilità che il discente scelga di fare più pratica.(2)
Questo concetto è stato ampiamente esplorato nella ricerca. Uno studio recente di Iwatsuki e colleghi ha analizzato se fornire agli individui determinate scelte possa aumentare l’efficienza del movimento.(14) In questo studio è stato chiesto a 32 partecipanti di correre su un tapis roulant per 20 minuti. I partecipanti nel gruppo della scelta hanno potuto scegliere cinque foto da far apparire su uno schermo durante la corsa. Hanno anche potuto scegliere l’ordine di visualizzazione delle immagini. Al gruppo di controllo sono state mostrate le stesse foto nello stesso ordine scelto dai partecipanti nel gruppo della scelta.(14) Durante la corsa submassimale sul tapis roulant, il gruppo di scelta ha registrato un consumo di ossigeno e una frequenza cardiaca significativamente inferiori rispetto al gruppo di controllo. Questo suggerisce che il supporto all’autonomia ha migliorato l’efficienza della corsa e che può migliorare l’accoppiamento obiettivo-azione.(14)
Al contrario, un ambiente troppo controllato può:(2)
È importante notare che, negli ambienti autocontrollati, è comunque necessario che il discente sperimenti buone performance, perché questo aiuta a ottimizzare l’autoefficacia e l’apprendimento.(2)
L’attenzione può riferirsi al monitoraggio di un compito e dell’ambiente, alla portata/ampiezza delle varie indicazioni associate allo svolgimento di un compito, alla capacità di concentrarsi nonostante altri input o distrazioni e alla capacità di concentrarsi sulle informazioni relative a indicazioni di movimento specifiche.(3)
L’elemento su cui un individuo si concentra durante l’apprendimento di un compito ha un impatto sul controllo del movimento.(15) Gli individui possono, ad esempio, concentrarsi sul controllo dell’oggetto che viene spostato o modificato (ad esempio concentrandosi su una racchetta da tennis nello swing) oppure possono concentrarsi sui propri arti per ottenere un movimento preciso (ad esempio concentrandosi sul polso o sul gomito nello swing con una racchetta da tennis).(15)
La focalizzazione su un oggetto viene definita focus esterno (cioè l’individuo si concentra sull’effetto dell’azione) mentre la focalizzazione sulla parte del corpo viene definita focus interno (cioè l’individuo si concentra sui movimenti del corpo). Un focus esterno dell’attenzione è più orientato agli obiettivi e promuove un apprendimento più implicito nel tempo.(2)
Degli studi su varie popolazioni, compresi adulti più giovani,(17) anziani che vivono in comunità,(18) e pazienti con ictus,(19)(20) hanno scoperto che un focus esterno dell’attenzione porta a un apprendimento motorio più efficace e a una maggiore automaticità rispetto ad un focus interno.(18)(21)
Pertanto, esistono numerose evidenze a sostegno dell’uso del focus esterno nella pratica clinica. Tuttavia, è utile considerare come i fisioterapisti possano utilizzare delle indicazioni per raggiungere questo focus e migliorare l’apprendimento.(2) Ad esempio, se un paziente trascina l’alluce durante la deambulazione, un terapista che vuole incoraggiare un focus esterno potrebbe chiedere al paziente di assicurarsi che la suola della sua scarpa non sfreghi sul pavimento. Oppure il terapista potrebbe chiedere al paziente di assicurarsi che il tacco della scarpa tocchi il pavimento. Un’indicazione con focus interno potrebbe essere quella di incoraggiare il paziente a sollevare le dita dei piedi. Anche se la differenza potrebbe essere sottile, incoraggiare il focus esterno potrebbe portare a una maggiore ritenzione delle capacità e a un migliore apprendimento.(2)
Si ritiene che questo focus esterno dell’attenzione potrebbe essere efficace grazie alla maggiore disponibilità di dopamina (si veda la discussione precedente sulla dopamina). Quando la disponibilità di dopamina aumenta, i ricordi si consolidano meglio e si sviluppano i percorsi neurali.(2)
Inoltre, consente di utilizzare processi automatici, in modo da ridurre il controllo cosciente dell’azione.(2)(15) Questo provoca:(2)
La Teoria OPTIMAL consiste in tre aree principali:
Se combinati, questi fattori possono aiutare i discenti a raggiungere outcome positivi rafforzando la relazione tra obiettivi e azioni di movimento.