Collaboratori principali – Stacy Schiurring, Kim Jackson e Jess Bell
Lo sviluppo delle deviazioni del passo può essere una parte normale del processo di invecchiamento. Le ricerche hanno dimostrato che circa l’85% delle persone di 60 anni di età deambula con “andatura normale”. Tuttavia, questa percentuale scende al 20% all’età di 85 anni.(1) Una revisione sistematica del 2018 di Herssens et al.(2) ha esaminato lo sviluppo delle deviazioni del passo lungo tutto l’arco della vita. Hanno scoperto che con l’avanzare dell’età le persone tendono a sviluppare uno “schema del passo prudente” caratterizzato da (1) diminuzione della velocità di camminata, (2) diminuzione della cadenza, (3) diminuzione della lunghezza del passo o della falcata e (4) aumento del tempo del passo.(2) Le deviazioni del passo possono anche avere un’eziologia evolutiva, muscolo-scheletrica o neurologica.(1)
Dal punto di vista della riabilitazione, i motivi per modificare la deviazione del passo di un individuo includono:(3)
- Per migliorare il dolore
- Per migliorare la resistenza
- Per migliorare l’efficienza
- Per migliorare la performance
- Per migliorare la qualità dei movimenti
- Per prevenire le lesioni
- Per migliorare la sicurezza
- Per ridurre la necessità di ausili
L’apprendimento motorio è diverso dalla modifica dei sintomi. Una procedura di modifica dei sintomi può alterare rapidamente ma temporaneamente le performance di un individuo, spesso nell’arco di una sola sessione di trattamento.(3)
L’apprendimento motorio può essere definito come: “un cambiamento nella capacità di una persona di eseguire un’abilità che deve essere dedotto da un miglioramento relativamente permanente delle performance come risultato della pratica o dell’esperienza”.(4) La performance tende a migliorare quando un individuo si esercita in una nuova abilità. Sebbene questi miglioramenti possano verificarsi rapidamente, tendono anche ad essere temporanei. Il vero apprendimento avviene quando la pratica continua ripetutamente. Questo permette di mantenere la nuova abilità nel tempo. Per saperne di più sull’apprendimento motorio e sulle teorie dell’apprendimento motorio, si prega di leggere questo articolo.
Il modo più efficace per passare dalla performance al comportamento appreso è quello di utilizzare i principi scientifici e le teorie dell’apprendimento motorio. Tuttavia, tradurre la teoria in pratica clinica offre un’opportunità di creatività da parte del professionista della riabilitazione. L’uso del linguaggio, delle indicazioni, del feedback e dei suggerimenti è uno strumento particolarmente potente.(3)
Il seguente video facoltativo fornisce una sintesi e un confronto tra performance e apprendimento. Questo video è rivolto a un pubblico specializzato in medicina sportiva.
Quando si adatta la teoria dell’apprendimento motorio alla pratica clinica, può essere utile utilizzare una struttura per definire le modalità di apprendimento. Come ogni piano di cura in riabilitazione, questa struttura sarà individualizzata per soddisfare al meglio le esigenze del paziente, ossia dell’allievo. Il professionista della riabilitazione, ossia l’insegnante, può farsi un’idea delle esigenze dell’allievo durante il colloquio e la valutazione del paziente e rivalutare continuamente i cambiamenti o gli aggiustamenti necessari man mano che la terapia procede.
Considerazioni per l’insegnante e l’allievo:(3)
- Focus attentivo: interno vs esterno
- Preferenza sensoriale
- Analogia
- Apprendimento esplicito vs implicito
- Apprendimento esplorativo
- Sequenziamento segmentale: in parti vs intero
- Atteggiamento mentale
- Autonomia
- Fornire indicazioni, suggerimenti e feedback
Due tipi di focus attentivo:
- Il focus attentivo esterno è diretto verso gli effetti del movimento sull’ambiente
- Il focus attentivo interno è diretto verso le componenti del movimento del corpo
Il seguente video facoltativo fornisce una sintesi e un confronto tra il focus attentivo interno e quello esterno. Questo video è rivolto a un pubblico specializzato in medicina sportiva.
Da una revisione della letteratura durata 15 anni è emerso che la ricerca sul focus attentivo ha costantemente dimostrato che il focus esterno migliora le performance motorie e l’apprendimento rispetto al focus interno.(7) Tuttavia, ci sono opinioni contrastanti e contraddittorie su questa opinione. Storicamente, i fisioterapisti hanno sottoutilizzato il concetto di focus attentivo esterno nel dare le indicazioni, i suggerimenti e il feedback.(3)
Kal e colleghi(8) hanno pubblicato una serie di studi in cui hanno osservato le interazioni tra fisioterapisti e pazienti con ictus. In particolare, hanno valutato il modo in cui i fisioterapisti formulavano i feedback e le indicazioni durante gli interventi terapeutici. Hanno scoperto che solo il 33% dei terapisti utilizzava un focus attentivo esterno e che, spesso, dopo un’indicazione con focus esterno, il feedback tornava frequentemente a un focus interno.(8) Per la pratica riabilitativa, un uso individualizzato delle istruzioni sul focus attentivo potrebbe essere più efficace di un affidamento esclusivo alle istruzioni sul focus attentivo esterno, soprattutto se il funzionamento motorio, sensoriale e attentivo del paziente potrebbe essere compromesso.(9) Se utilizzati in modo appropriato, sia il focus attentivo esterno che quello interno possono migliorare le performance e l’apprendimento.(3)
Piccoli et al.(10) hanno analizzato il focus attentivo nei pazienti con deficit neurologici del sistema nervoso centrale (SNC) rispetto a quelli con disturbi muscolo-scheletrici. Nel confronto tra pazienti con ictus o malattia di Parkinson idiopatica (PD) e soggetti sani, sono emerse evidenze contrastanti su quale strategia di focus attentivo producesse outcome clinici migliori. Quando è stato confrontato con il focus attentivo interno, il focus attentivo esterno non ha sempre migliorato l’apprendimento motorio per via dei problemi motori patologici dell’ictus e della malattia di Parkinson. Anche i cambiamenti nei percorsi sensoriali, tra cui la visione e la propriocezione, sono risultati in grado di influenzare l’uso delle strategie attentive. Questo studio ha riscontrato che il focus attentivo esterno è più efficace di quello interno nell’influenzare l’apprendimento motorio nei pazienti con disturbi muscoloscheletrici.(10)
Alcune ricerche suggeriscono che gli allievi alle prime armi hanno probabilmente più successo con il focus attentivo interno, mentre quelli esperti con il focus attentivo esterno. È stato inoltre dimostrato che gli allievi più giovani probabilmente hanno più successo con un focus esterno, mentre gli allievi più grandi possono avere successo con un focus esterno e/o interno.(3)
Gose et al.(11) hanno suggerito che la dicotomia tra il focus attentivo esterno e il focus attentivo interno funziona come uno spettro. Essi suggeriscono che vedere il focus attentivo come un paradigma binario non tiene conto delle interazioni dinamiche e in costante cambiamento tra l’individuo, il compito e l’ambiente.(11) Indipendentemente dal fatto che venga scelto il focus attentivo interno o esterno, i clinici dovrebbero utilizzare parole coerenti con il sistema di apprendimento sensoriale preferito dal paziente.(3)
Tre sistemi sensoriali coinvolti nella mobilità:(3)
- Visivo
- Uditivo
- Cinestesico
Ciraolo et al.(12) hanno scoperto che la maggior parte delle persone ha un sistema sensoriale preferito. Il sistema visivo era il sistema sensoriale più comunemente preferito.(12) Se è possibile identificare il sistema sensoriale preferito dal paziente, il professionista della riabilitazione può regolare il suo stile di erogazione di indicazioni, suggerimenti e feedback.
In un contesto clinico, un modo semplice per determinare il sistema sensoriale preferito da una persona può essere quello di chiedere: “Quali tre aggettivi useresti per descrivere una giornata in spiaggia?”(3)
Esempi di come l’analogia può essere utilizzata nella rieducazione del passo:(3)
| Outcome del passo desiderato | Analogia |
|---|---|
| Per mantenere lo spazio tra le ginocchia | “Cammina come se indossassi un pannolino pieno” |
| Un bacino stabile | “Immagina che il tuo bacino sia un secchio pieno d’acqua. Non lasciare che fuoriesca lateralmente” |
| Allineamento in avanti della rotula/gamba | “Mantieni la rotula rivolta verso la strada come un faro. Non lasciare che il faro si sposti da una parte o dall’altra” |
| Lunghezza corretta del passo o della falcata | “Immagina di camminare lungo una linea ferroviaria, calpestando ogni singola traversina ferroviaria” |
| Aumento della flessione di anca e/o ginocchio | “Cammina come se stessi camminando nella neve alta” |
La dicotomia dell’apprendimento implicito vs esplicito può essere uno spettro di apprendimento. Entrambe le cose possono avvenire contemporaneamente, ma con l’aumento della pratica e il rinforzo del nuovo schema del passo, si verificherà un apprendimento più implicito.(3)
Esempi di apprendimento implicito in fisioterapia:(3)
Il seguente video facoltativo offre una breve discussione sull’apprendimento esplicito ed implicito. Questo video è rivolto a un pubblico specializzato in medicina sportiva.
L’apprendimento esplorativo comporta quanto segue:(14)
- Gli allievi possono e dovrebbero avere il controllo del proprio apprendimento
- La conoscenza è ricca e multidimensionale
- Gli allievi si approcciano al compito di apprendimento in modi molto diversi
- L’apprendimento dovrebbe essere naturale e non forzato
Questo video facoltativo offre una discussione concisa sull’apprendimento esplorativo o “learning by doing” (apprendere facendo).
Le diverse deviazioni del passo richiedono diversi tipi di pratica di sequenziamento:(3)
È sempre più evidente che l’uso di un linguaggio positivo e l’incoraggiamento di una mentalità positiva danno risultati migliori. Un linguaggio positivo è migliore di un linguaggio negativo. Anche se entrambi i modi di comunicare possono dare buoni risultati, l’utilizzo di una mentalità positiva e la riduzione al minimo delle parole nocebiche tendono ad essere più efficaci e a dare risultati più duraturi.(3)
| Placebo – Positivo – Affermazione | Nocebo – Negativo |
|---|---|
| Vedi questo, fallo | Vedi questo, non farlo |
| Ascolta questo, fallo | Ascolta questo, non farlo |
| Senti/prova questo, fallo | Senti/prova questo, non farlo |
| Nuovo modo | Vecchio modo |
| Meno o nessun dolore | Con dolore |
Wulf et al.(16) hanno proposto la teoria dell’apprendimento motorio OPTIMAL (Optimizing Performance through Intrinsic Motivation and Attention for Learning). Questa teoria prevede:(16)
Questa teoria suggerisce che i fattori motivazionali e attentivi contribuiscono a migliorare le performance e l’apprendimento incoraggiando la combinazione di obiettivi e azioni. L’utilizzo di una mentalità positiva è associato al rilascio di dopamina che è temporalmente associato alla pratica dell’abilità. Il successo auspicato può aumentare le aspettative dell’allievo di ottenere risultati positivi in un compito simile in futuro. Questo aiuta a consolidare i ricordi e a trattenere l’apprendimento.(16) La definizione di obiettivi e sotto-obiettivi adeguatamente impegnativi ma raggiungibili può incoraggiare e motivare ulteriormente il paziente.(3)
Fornire al paziente una scelta, ossia un certo controllo delle condizioni, può migliorare il suo apprendimento e la sua motivazione. Questo può includere la scelta di: (1) linguaggio delle istruzioni, (2) preferenze sensoriali e (3) condizioni della pratica. Gli interventi terapeutici devono essere progettati in base alle caratteristiche individuali e adattati in base alla risposta dell’individuo. Non c’è una “misura” che vada bene per tutti.(3)
Letture facoltative consigliate:
Risorse cliniche:
Video facoltativo:
Goditi questa intervista nel podcast di Gaby Wulf e Rebecca Lewthwaite che parlano della loro OPTIMAL Theory of Motor Learning. Questa intervista affronta molti degli argomenti trattati in questo articolo e offre un’ottima visione della OPTIMAL Theory.