La cura di sé per i professionisti della riabilitazione che lavorano con gli sfollati

Redazione principale– Kamal Khalifa, Wala’a Awwad del The Center for Victims of Torture e Giuseppe Daverio come parte del PREP Content Development Project

Collaboratori principaliNaomi O’Reilly, Jess Bell, Kim Jackson e Carin Hunter , Ilona Fricker del The Center for Victims of Torture

Introduzione(edit | edit source)

Lavorare con persone che hanno vissuto uno sfollamento è spesso un lavoro gratificante e significativo, ma può anche essere difficile, soprattutto per la salute fisica e psicologica delle persone che lavorano in questo campo. I professionisti della riabilitazione che si occupano di sfollati sono spesso esposti a possibili reazioni negative legate a diversi aspetti difficili che devono affrontare in questo lavoro. Si confrontano quotidianamente con la sofferenza e il dolore e con la situazione di perdita generalizzata in cui spesso si trovano i rifugiati.(1) In particolare, le storie dei sopravvissuti a un trauma possono essere molto impegnative da affrontare per un professionista della riabilitazione non formato, a causa della loro natura estrema che spesso prevede torture e/o violenze.(2)(3) Inoltre, possono esserci difficoltà legate alla competenza culturale richiesta quando si lavora con questa popolazione.(4)

Tutti questi aspetti possono combinarsi e dar luogo a problemi difficili da affrontare, che possono far sentire il professionista della riabilitazione non formato in maniera adeguata o non competente, mettendolo a rischio di gravi reazioni di distress.(5) I professionisti della riabilitazione in questo campo parlano di come il loro lavoro possa talvolta lasciarli intorpiditi, disconnessi, isolati, sopraffatti e depressi. Per questi motivi, la cura di sé è fondamentale.(6) Gli studi sui professionisti della riabilitazione sono limitati, ma hanno dimostrato che anche loro sono soggetti a gravi reazioni di distress. Uno studio ha dimostrato che il 45,8% dei fisioterapisti era affetto da burnout o ad alto rischio di sviluppare la sindrome.(7)

Cos’è la cura di sé( modifica | modifica fonte )

La cura di sé è qualsiasi attività che facciamo deliberatamente per prenderci cura della nostra salute mentale, emotiva e fisica. È “qualcosa che ci rifornisce di energia, piuttosto che togliercela”.(5)

Si tratta di un concetto ampio che comprende l’igiene (generale e personale), l’alimentazione (tipo e qualità del cibo consumato), lo stile di vita (attività sportive, tempo libero, etc.), i fattori ambientali (condizioni di vita, abitudini sociali, etc.), i fattori socio-economici (livello di reddito, convinzioni culturali, etc.) e l’automedicazione. (8)

Perché la cura di sé è importante( modifica | modifica fonte )

  • Lavorare con persone che hanno avuto esperienze di sfollamento può essere emotivamente difficile per chi lavora in questo campo.
  • Inserire delle attività per la cura di sé nella vita quotidiana aiuta a identificare, gestire e ridurre lo stress e l’ansia. Aiuta a mantenere e migliorare la salute e il benessere a breve e lungo termine.
  • Può aiutare a prevenire reazioni negative (spiegate di seguito) come il trauma secondario, lo stress da compassione o il burnout.
  • Contribuisce a migliorare la qualità della vita e a favorire il raggiungimento di un sano equilibrio tra vita e lavoro.
  • Prendervi cura di voi stessi vi permetterà di continuare a fornire assistenza a coloro che sostenete nel vostro lavoro e a casa.

Capire lo stress( modifica | modifica fonte )

Al livello più elementare, lo stress è la risposta del nostro corpo alle pressioni esercitate da una situazione o da un evento della vita. Lo stress può essere visto in due modi: come eustress e come distress. L’eustress è uno stress positivo nella nostra vita, mentre il distress è uno stress negativo nella nostra vita. Di solito, quando parliamo di stress, stiamo parlando di distress.

L’eustress si distingue dal distress per le seguenti caratteristiche:(9)

  • Dura solo a breve termine
  • Fornisce energia e motivazione
  • Viene percepito come qualcosa che rientra nella nostra capacità di coping
  • Dà una sensazione di eccitazione
  • Aumenta la concentrazione e le prestazioni

D’altro canto, il distress, o stress negativo, è caratterizzato da:

  • Dura sia a breve che a lungo termine
  • Scatena ansia e preoccupazione
  • Supera le nostre capacità di coping
  • Genera sensazioni spiacevoli
  • Riduce la concentrazione e le prestazioni
  • Contribuisce a problemi mentali e fisici

Ciò che contribuisce allo stress può variare enormemente da persona a persona e si differenzia in base alle nostre condizioni sociali ed economiche, all’ambiente in cui viviamo e al nostro patrimonio genetico. Alcune caratteristiche comuni delle cose che possono farci sentire stressati sono l’esperienza di qualcosa di nuovo o inaspettato, qualcosa che minaccia la sensazione di sé o la sensazione di avere poco controllo su una situazione.

Fonti comuni di stress per i professionisti della riabilitazione ( modifica | modifica fonte )

Le fonti di stress possono essere suddivise in esterne e interne:

Fonti di stress esterne( modifica | modifica fonte )

Esempi di fattori di stress esterni sono:(10)(11)

  • Un ambiente di lavoro caotico
  • Sovraccarico di lavoro
  • Tempi stretti e colleghi stressati
  • Sentirsi sopraffatti da bisogni non soddisfatti
  • Sovraccarico di lavoro amministrativo
  • Poche possibilità di promozione sul lavoro
  • Difficoltà di comunicazione dovute a differenze di personalità e culturali
  • Affrontare dilemmi morali ed etici
  • Spazio di lavoro inadeguato
  • Aspettative irrealistiche dei pazienti e delle loro famiglie
  • Situazioni quotidiane impreviste e non pianificate

Altri fattori non specifici al lavoro potrebbero includere:

  • Difficoltà e ritardi nei viaggi
  • Mancanza di supporto sociale
  • Cambiamenti di vita importanti: un nuovo matrimonio, una gravidanza programmata, la morte di una persona cara o un divorzio
  • Ambiente: cose che sovrastano i vostri sensi naturali, come i lavori edilizi nella casa accanto, la luce del sole negli occhi mentre siete al lavoro nel vostro ufficio
  • Sociale: dinamiche familiari negative, nuove interazioni

Fonti di stress interne( modifica | modifica fonte )

Esempi di fattori di stress interni sono:

  • Paure, come la paura di fallire, di parlare in pubblico o di volare
  • Incertezza e mancanza di controllo: incertezza nel lavoro o attesa dei risultati di un test
  • Convinzioni: potrebbero essere atteggiamenti, opinioni o aspettative, come l’aspettativa di una vacanza perfetta o le diverse convinzioni politiche della famiglia o degli amici
  • Negatività e pessimismo
  • Precedenti esperienze di traumi o eventi molto stressanti(12)

Fisiologia dello stress ( modifica | fonte edit )

Il nostro corpo giudica una situazione e decide se è stressante o meno. Questa decisione viene presa in base agli input sensoriali e all’elaborazione (cioè le cose che vediamo e sentiamo nella situazione) e anche in base ai ricordi immagazzinati (cioè quello che è successo l’ultima volta che ci siamo trovati in una situazione simile).(13) Quando percepiamo un evento che ci stressa o ci spaventa, il nostro corpo viene stimolato a produrre ormoni dello stress che innescano una risposta di “lotta o fuga” (“fight or flight”, nota anche come risposta acuta allo stress)(14). Queste risposte sono adattamenti evolutivi e ci aiutano a reagire rapidamente e ad aumentare le nostre possibilità di sopravvivenza in situazioni di pericolo.(13)

  • Le informazioni provenienti dai sensi vengono inviate all’amigdala, un’area del cervello che contribuisce all’elaborazione delle emozioni.
  • L’amigdala interpreta le immagini e i suoni. Se percepisce un pericolo, invia immediatamente un segnale di distress all’ipotalamo.
  • L’ipotalamo comunica con il resto del corpo attraverso il sistema nervoso autonomo, che controlla funzioni corporee involontarie come la respirazione, la pressione sanguigna e il battito cardiaco.
  • Il sistema nervoso autonomo ha due componenti, il sistema nervoso simpatico e il sistema nervoso parasimpatico. Il sistema nervoso simpatico funziona come il pedale dell’acceleratore di un’automobile, fornendo all’organismo una scarica di energia per rispondere ai fattori di stress/pericoli percepiti. Il sistema nervoso parasimpatico agisce come un freno. Favorisce la risposta di “riposo e digestione” (“rest and digest”) che calma l’organismo dopo che il pericolo è passato.
  • L’ipotalamo attiva il sistema nervoso simpatico inviando segnali attraverso i nervi autonomi alle ghiandole surrenali. Queste ghiandole rispondono pompando nel sangue l’ormone epinefrina, noto anche come adrenalina. Quando l’epinefrina circola nel corpo, provoca una serie di cambiamenti fisiologici.
Tabella.1 Lotta o fuga – Risposte fisiologiche (15)
Sistema del corpo Effetto fisiologico Conseguenza
Cuore Aumento della frequenza cardiaca

Dilatazione dei vasi sanguigni coronarici

Aumento del flusso sanguigno

Maggiore disponibilità di ossigeno e di energia al cuore

Circolazione Dilatazione dei vasi sanguigni che servono i muscoli

Costrizione dei vasi sanguigni che servono la digestione

Maggiore disponibilità di ossigeno ai muscoli scheletrici

Sangue deviato verso i muscoli scheletrici e il cervello

Polmoni Dilatazione dei bronchi

Aumento del tasso di respirazione

Maggiore disponibilità di ossigeno nel sangue
Fegato Aumento della conversione del glicogeno in glucosio Aumento della disponibilità di glucosio nelle cellule del muscolo scheletrico e del cervello
Pelle La pelle diventa pallida a causa della riduzione del flusso sanguigno Aumento del flusso sanguigno verso i muscoli e lontano dalle parti non essenziali del corpo, come la periferia
Occhi Dilatazione delle pupille Permette l’ingresso di una maggiore quantità di luce, in modo da migliorare l’acuità visiva per la scansione dell’ambiente circostante

Stress cronico( modifica | fonte edit )

Lo stress a lungo termine è regolato dall’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA) che consente una risposta adattativa a qualsiasi fattore di stress. L’ipotalamo segnala all’ipofisi di produrre un ormone, che a sua volta segnala alle ghiandole surrenali, situate sopra i reni, di aumentare la produzione di cortisolo. Il cortisolo aumenta il livello di carburante energetico disponibile mobilizzando glucosio e acidi grassi dal fegato. Durante un evento stressante, un aumento del cortisolo può fornire l’energia necessaria per affrontare sfide prolungate o estreme.(16) Tuttavia, a livello cronico, se la nostra risposta allo stress viene attivata ripetutamente o persiste nel tempo, gli effetti possono portare a un’usura dell’organismo e possono farci sentire costantemente in uno stato di “lotta o fuga”.(17) Invece di aiutarci a farcela, questa pressione può farci sentire sopraffatti o incapaci di affrontare la situazione.

L’impatto dello stress cronico diventa patologico e colpisce più sistemi corporei( modifica | fonte edit )

Tabella 2 Impatto dello stress cronico sui sistemi del corpo
Sistema del corpo Conseguenza
Sistema nervoso
  • L’overdrive del sistema nervoso autonomo provoca alterazioni in più sistemi corporei
Sistema muscolo-scheletrico
  • Dolore meccanico legato ad alterazioni del controllo motorio/restrizione miofasciale
  • Diminuzione della stabilità del core
Sistema respiratorio
  • Meccanica respiratoria alterata:
  • Diminuzione della respirazione diaframmatica
  • Aumento della respirazione accessoria
Sistema cardiovascolare
  • Aumento del rischio di malattie cardiache
  • Riduzione dell’efficienza circolatoria
Sistema endocrino
  • L’aumento del cortisolo può influire sull’attività dell’insulina, provocando disturbi metabolici come il diabete e l’obesità
  • Anche il sistema immunitario è compromesso. Alcuni studi hanno dimostrato che le persone sottoposte a stress cronico sono più suscettibili a malattie virali come l’influenza e il raffreddore, oltre che ad altre infezioni.
Sistema gastrointestinale
  • Aumento del rischio di malattie gastrointestinali
  • Alterazioni dell’appetito
  • Reflusso acido
  • Diarrea o stitichezza
  • Dolore allo stomaco
  • IBS (sindrome dell’intestino irritabile)
  • Le IBD (malattia infiammatoria intestinale; colite ulcerosa e morbo di Crohn) sono le condizioni più comunemente osservate
Sistema riproduttivo
  • Alterazioni del ciclo mestruale, riduzione del desiderio sessuale e della fertilità, peggioramento dei sintomi pre-mestruali o della menopausa
Sistema sensoriale
  • Sensibilità alla luce
  • Esclusione sensoriale
Salute mentale
  • Depressione
  • Ansia

Lo stress ha un impatto su tutto il corpo. Può causare diversi sintomi fisici o psicologici, che possono rendere più difficile il funzionamento quotidiano. Il tipo e la gravità dei sintomi variano notevolmente da persona a persona. I segni e i sintomi dello stress possono essere

Tabella 3 Segni e sintomi dello stress
Emotivi
  • Sbalzi d’umore
  • Sentirsi “eccessivamente emotivi”
  • Irritabilità
  • Ansia
  • Depressione
  • Rabbia
  • Intorpidimento emotivo
Mentali
  • Scarsa concentrazione
  • Confusione e pensieri disorganizzati
  • Dimenticanza
  • Difficoltà a prendere decisioni
  • Sogni o incubi
  • Pensieri intrusivi
Esistenziali
  • Sensazione di vuoto
  • Perdita di significato
  • Scoraggiamento e disperazione
  • Cinismo
  • Dubbio
  • Crisi religiosa
  • Alienazione e perdita del senso di connessione
Comportamentali
  • Assunzione di rischi, per esempio guida spericolata
  • Alimentazione eccessiva o insufficiente
  • Aumento del fumo
  • Svogliatezza
  • Ipereccitazione
  • Aggressività
Fisici
  • Poca energia
  • Mal di stomaco, incluse diarrea, costipazione e nausea
  • Dolori, fastidi e muscoli tesi
  • Battito cardiaco e respirazione accelerati
  • Insonnia
  • Raffreddori e infezioni frequenti
  • Perdita del desiderio e/o della capacità sessuale

Alti livelli di stress e reazioni associate ( modifica | fonte edit )

La cura di sé è essenziale e tutti ne abbiamo bisogno dato che tutti possiamo soffrire di stress al lavoro, ma lavorare con persone con esperienze da rifugiati presenta sfide uniche. Esiste una serie di condizioni che i professionisti della riabilitazione sviluppano quando sono esposti a livelli elevati di stress. Il diagramma seguente mostra le condizioni che i professionisti della riabilitazione potrebbero sviluppare, sia positive che negative.

Stress da compassione( modifica | fonte edit )

Lo stress da compassione si riferisce all’incapacità di empatizzare con i beneficiari che condividono le proprie esperienze, o alla mancanza di volontà di sopportare il dolore di storie difficili o di fornire supporto. I professionisti regolarmente esposti alle esperienze traumatiche delle persone che servono, come i professionisti sanitari che offrono servizi di emergenza e di comunità, sono particolarmente suscettibili di sviluppare lo stress da compassione. Lo stress da compassione è caratterizzato da esaurimento, rabbia e irritabilità, comportamenti di coping negativi, tra cui l’abuso di alcol e droghe, una ridotta capacità di provare simpatia ed empatia, una diminuzione del senso di piacere o soddisfazione per il lavoro, un aumento dell’assenteismo e una ridotta capacità di prendere decisioni e di prendersi cura dei pazienti e/o dei clienti.(18) Si concentra sui cambiamenti cognitivi, emotivi e comportamentali che si verificano quando si lavora con le vittime di traumi.(19)

Lo stress da compassione può essere il risultato di un elevato carico di lavoro in un contesto clinico, soprattutto quando il clinico prova una sensazione di impotenza o di incapacità di soddisfare le esigenze dei beneficiari.

Figura 2. Processo della fatica da compassione di Figleys (20)

Trauma vicario o secondario ( modifica | modifica fonte )

Si riferisce ai sintomi di trauma che gli operatori sanitari possono iniziare a sviluppare in seguito all’esposizione a storie di eventi traumatici da parte dei sopravvissuti. La traumatizzazione secondaria potrebbe verificarsi in un lavoratore dopo una singola esposizione a un paziente traumatizzato.(21) I sintomi possono essere gli stessi o simili a quelli di chi ha subito il trauma, come fatica, ipervigilanza, evitamento, intorpidimento e sintomi simili a quelli del disturbo post-traumatico da stress. La traumatizzazione vicaria si verifica a causa dell’esposizione cumulativa a pazienti traumatizzati. Questo produce segni e sintomi mentali e cognitivi nei confronti di se stessi, degli altri, del mondo circostante. I sintomi includono:(22)

  1. Cambiamenti nella spiritualità
    • Per esempio, cambiamenti nelle convinzioni, nella causalità e nella fede, mettendo in discussione le convinzioni precedenti e il significato e lo scopo della vita, disperazione
  2. Cambiamenti nell’identità
    • Per esempio, cambiamenti nel modo in cui si pensa a un amico o a un familiare o in cui si praticano identità importanti come nel caso di un professionista
  3. Cambiamenti nelle convinzioni relative ai principali bisogni psicologici
    • Per esempio, le convinzioni relative alla sicurezza, al controllo, alla fiducia, alla stima e all’intimità. Queste convinzioni possono influenzare i pensieri (ad esempio, preoccuparsi di problemi di sicurezza, diffidare degli estranei) e le azioni (ad esempio, essere più protettivi nei confronti dei propri figli)(22)

Nella maggior parte dei casi l’insorgenza è graduale, in quanto il lavoratore sente sempre più storie in un contesto in cui manca il supporto o buone pratiche per la cura di sé. Sia la traumatizzazione secondaria che la traumatizzazione vicaria comportano una riduzione della motivazione al lavoro, della produttività lavorativa, dell’empatia e un aumento dell’evitamento del lavoro. (18)

Burnout(edit | edit source)

Il burn-out è definito dall’OMS (2018) come una sindrome derivante dallo stress cronico sul posto di lavoro che non è stato gestito con successo. È caratterizzato da tre dimensioni:(23)

  1. Sensazioni di esaurimento dell’energia
  2. Aumento della distanza mentale dal proprio lavoro, o sentimenti di negativismo o cinismo legati al proprio lavoro
  3. Ridotta efficacia professionale (23)

Il burnout è caratterizzato da esaurimento emotivo, mancanza di energia o demotivazione, apatia, sentimenti di disperazione, esaurimento rapido, disillusione, malinconia, dimenticanza, irritabilità, percezione del lavoro come un pesante fardello, atteggiamento alienato, impersonale, noncurante e cinico nei confronti dei clienti, tendenza a colpevolizzarsi e sensazione di fallimento.(24)(25)

La tabella seguente mostra i numerosi sintomi del burnout.

Tabella 4 I sintomi del burnout
Psicologici
  • Depressione
  • Ansia
  • Disperazione
  • Intorpidimento emotivo
  • Cinismo
  • Difficoltà di concentrazione
  • Mancanza di motivazione
  • Atteggiamenti negativi
  • Pensieri intrusivi
  • Morale basso
  • Dimenticanza
  • Senso di colpa
Fisiologici
  • Mal di testa
  • Disturbi del sonno
  • Dolori e fastidi nel corpo
  • Stanchezza
  • Problemi di salute cronici, ad esempio pressione alta, ulcere, etc.
  • Disturbi dello stomaco
  • Cambiamenti nell’appetito
  • Battito cardiaco rapido
  • Difficoltà di respirazione
  • Tensione muscolare
  • Incapacità di rilassarsi
  • Poca energia
Comportamentali
  • Allontanamento dagli altri
  • Indifferenza e noia
  • Procrastinare e non rispettare le scadenze
  • Mancanza di limiti/confini
  • Irritabilità
  • Incolpare gli altri
  • Difficoltà relazionali
  • Difficoltà di comunicazione
  • Aumento delle dipendenze
  • Sfiducia nei colleghi
  • Aumento degli errori
  • Difficoltà ad affrontare i compiti

Cause del burnout sul posto di lavoro( modifica | modifica fonte )

In un contesto lavorativo, il burnout può essere causato da un carico di lavoro elevato, da un supporto o da risorse inadeguate, da conflitti organizzativi e personali.(26) Anche i conflitti interpersonali, le disuguaglianze, la mancanza di soddisfazione lavorativa o di riconoscimento al lavoro possono essere fattori che contribuiscono al burnout. Lavorare con le popolazioni di rifugiati può essere impegnativo, ma anche gratificante, stimolante ed energizzante. Siete testimoni della loro resilienza, forza, speranza e della loro crescita durante la terapia, il che vi spinge a continuare a fornire supporto e a fare il lavoro di aiuto.

Ci sono anche reazioni positive che sono associate al lavoro con questa popolazione.

Soddisfazione da compassione( modifica | fonte di modifica )

È il piacere che traete dal poter svolgere il vostro lavoro e comprende le parti che percepite come “vivificanti”. Per esempio, potreste sentire che è un piacere aiutare gli altri attraverso il vostro lavoro, o potreste sentirvi positivi riguardo alla vostra capacità di contribuire all’ambiente di lavoro (ProQOL).

Resilienza vicaria (VR)( modifica | fonte edit )

Si tratta dell’impatto positivo sulla crescita personale dei terapisti che deriva dall’esposizione sia al materiale traumatico che alla resilienza testimoniata dai sopravvissuti.(27) La resilienza vicaria si manifesta come crescita personale nelle aree della percezione di sé e della visione del mondo, della spiritualità, della cura di sé, del lavoro sul trauma e della connessione con i clienti.(28)

L’ABC della cura di sé( modifica | modifica fonte )

La comprensione di come creare una cura di sé si basa su tre principi principali.(29)

Consapevolezza(edit | edit source)

La consapevolezza è un primo passo essenziale per capire come reagire a ciò che accade nel vostro lavoro e nella vostra vita (i potenziali fattori di rischio e i vostri segnali di allarme) e cosa potete fare per prendervi cura di voi stessi in quei momenti. È importante fare regolarmente un check-in con voi stessi:

  1. Come vi sentite (emotivamente, fisicamente e spiritualmente)?
    • Dedicate un po’ di tempo a riflettere su come vi sentite (fisicamente, emotivamente e spiritualmente)
    • Chiedetevi come vi siete sentiti quando vi siete svegliati questa mattina. Come vi sentite ora? Provate a fare esercizi come la scansione del corpo e la sintonizzazione con se stessi
  2. Identificate le fonti del vostro stress e come state rispondendo
    • Quali sono i tipi di problemi o di persone con cui per voi è particolarmente facile entrare in empatia?
    • Identificate alcuni dei modi in cui prendersi cura delle persone che sono state ferite ha un impatto su di voi
    • Identificate le fonti di stress nella vostra vita e quali aree della vostra vita devono essere migliorate (uno strumento utile qui è la Ruota delle lotte o la Ruota della vita)
  3. Connettetevi o disconnettetevi
    • Quando si lavora con persone con esperienze da rifugiati è importante rimanere connessi e presenti; questo vi aiuterà a osservare il vostro corpo e la vostra mente e a essere più consapevoli delle vostre azioni e reazioni
    • Elencate i segni o i sintomi che state vivendo nelle aree: Fisica, Psicologica, Comportamentale e relazionale, e Visione del mondo o schema di riferimento (spiritualità, identità e convinzioni). Si veda la tabella precedente sotto segni di stress
    • Ripensate agli ultimi due anni. Quali sono i vostri primi segnali di allarme? Ossia i primi segnali che vi avvertono che state avendo difficoltà in quest’area
  4. Riconoscete precocemente la necessità di apportare i necessari aggiustamenti alla vostra vita lavorativa e personale
    • Sapete cosa state facendo nel vostro lavoro e perché? Sapere che il vostro lavoro fa la differenza nella vita degli altri vi ricorderà che il vostro lavoro ha uno scopo, un significato e un impatto positivo sulla vita delle persone
    • Come misurate il successo del vostro lavoro? Per esempio, dovete portare a termine tutto quello che c’è sulla vostra lista di cose da fare per sentire di avere successo? O sentite di avere successo quando date il meglio di voi stessi in qualsiasi compito?
    • Cosa potete controllare nel vostro lavoro? Potete scegliere il vostro orario di lavoro? La struttura? Sapere cosa si può controllare e cosa no vi impedirà di sprecare energie e di concentrarvi su cose che non potete cambiare; uno strumento utile qui è il Cerchio dell’influenza
    • Quali sono i costi e le ricompense di questo lavoro e come state cambiando personalmente? Quando si lavora in un settore umanitario, è inevitabile essere cambiati dal proprio lavoro. Considerate cosa c’è di gratificante nel lavoro che svolgete. Quali sono i rischi? Pensate al motivo per cui avete scelto di lavorare in questo campo. Evidenziate le differenze tra allora e oggi
    • Elencate i modi in cui siete cambiati nel tempo grazie al vostro lavoro

Equilibrio(edit | edit source)

È importante bilanciare le esigenze personali con le richieste del lavoro, assicurandosi che ogni giornata lavorativa preveda delle pause per i pasti e per l’attività fisica e che si passi del tempo lontano dal lavoro per riposare e rilassarsi, per dedicarsi agli amici e alla famiglia, per rinnovarsi spiritualmente; è importante anche trovare un equilibrio tra il prendersi cura degli altri e il lasciare che gli altri si prendano cura di noi. L’equilibrio è anche trovare un equilibrio nel lavoro che vi permetta di lavorare in modo sostenibile.

Elencate le cose che fate per affrontare questi sintomi? Dal punto di vista fisico, mentale ed emotivo, comportamentale e relazionale, e al lavoro. Quali sono le attività che svolgete regolarmente o che vi piace fare e che possono aiutarvi ad affrontare la situazione? Quali trovate più utili per voi? E quali strategie vorreste usare più regolarmente? (Uno strumento utile qui è la Ruota per la cura di sé).

Connessione(edit | edit source)

È importante mantenere la connessione con le persone che vi piacciono e a cui tenete. Si tratta di mantenere la connessione con gli altri e con il nostro io spirituale. È anche importante connettersi con la comunità, con un gruppo di persone che si conoscono, che condividono esperienze e valori e che si tendono la mano nei momenti positivi o nei momenti di bisogno o di distress. È consigliabile entrare in contatto con diverse comunità, perché spesso forniscono diversi tipi di supporto.

Strategie per la cura di sé( modifica | fonte edit )

Tabella 5: Strategie per la cura di sé
Area emotiva
  • Riflessione: diario, scrittura, meditazione
  • Gruppo di sostegno in corso
  • Counselling
  • Terapie espressive
  • Disegno
  • Film, libri, musica
Area fisica
  • Esercizio fisico regolare
  • Alimentazione sana
  • Acqua potabile
  • Limitare il consumo di alcolici
  • Tecniche di rilassamento
  • Massaggio terapeutico
  • Attività ripetitive come camminare, disegnare e cucinare
  • Dormire a sufficienza
Area interpersonale
  • Contatti regolari con amici e familiari
  • Confini/limiti sani
  • Uso dell’umorismo
  • Costruire e mantenere relazioni positive
  • Prendersi un po’ di tempo libero
Area spirituale
  • Conoscere i propri valori: dove tendete a trovare un significato nella vostra vita?
  • Partecipare a una comunità di significato e di scopo
  • Un tempo regolare di preghiera, lettura e meditazione
  • Conversazioni spiritualmente significative
  • Ascoltare musica spirituale
  • Contatti con i leader religiosi e spirituali

Strumenti di valutazione( modifica | modifica fonte )

The Professional Quality of Life Measure (ProQOL)( edit | edit source )

Il ProQOL è la misura più comunemente utilizzata per valutare gli effetti negativi e positivi dell’aiutare persone che vivono una sofferenza o un trauma. Il ProQOL ha delle sottoscale per la soddisfazione da compassione, il burnout e lo stress da compassione. La misura è in uso dal 1995. È disponibile in un’ampia gamma di traduzioni.

Self-Care Assessment Tool (SCAT)( edit | edit source )

Lo SCAT è uno strumento sviluppato da Karen W. Saakvitne e Laurie Anne Pearlman (1996) per fornire una panoramica delle strategie efficaci per mantenere la cura di sé in 5 domini principali: fisico, psicologico, emotivo, spirituale e professionale. Dopo aver completato la valutazione completa, è possibile passare allo sviluppo di un piano di cura di sé completo.

Maslach Burnout Toolkit e Maslach Burnout Inventory (MBI)( edit | edit source )

La forma originale del MBI è stata costruita da Christina Maslach e Susan E. Jackson con l’obiettivo di valutare l’esperienza individuale di burnout. Completare il MBI richiede 10-15 minuti e può essere somministrato a singoli o a gruppi. Si compone di 22 item relativi al burnout lavorativo ed esplora tre dimensioni: esaurimento, depersonalizzazione e realizzazione personale.

The Work Stress Questionnaire (WSQ)( edit | edit source )

Il Work Stress Questionnaire (WSQ) è stato sviluppato con lo scopo di identificare precocemente le persone a rischio di essere inserite in liste di malattia a causa dello stress legato al lavoro ed è stato utilizzato nella ricerca medica, come nello studio di revisione sistematica sullo stress tra i professionisti della salute. (30)

Suggerimenti(edit | edit source)

  1. Identificate le vostre fonti di stress
  2. Imparate a conoscere i vostri segnali di stress, i vostri primi segnali di allarme
    • Riconoscete come affrontate lo stress
    • Trovate modi sani per gestire lo stress
    • Praticate regolarmente delle strategie per la cura di sé, ad esempio
  3. Prendetevi cura di voi stessi
    • Mangiate una dieta sana
    • Vivete una vita attiva
    • Dormite bene
    • Stabilite dei confini tra lavoro e vita privata
    • Dedicate del tempo agli hobby e alle attività del tempo libero
    • Dedicate del tempo alla famiglia e agli amici
  4. Connettetevi a o disconnettetevi da
    • Persone: ad esempio, se lavorate per lo più con un team, cercate di ritagliarvi un po’ di tempo per una piccola pausa, mentre se lavorate da soli cercate di entrare in contatto con altre persone
    • Chiedete supporto se necessario, ad esempio a familiari, amici, colleghi di lavoro, supervisori diretti, consulenti
  5. Cambiate alcune delle cose che vi danno fastidio
    • Cambiate le cose che potete controllare, ad esempio pulendo e organizzando la vostra scrivania
  6. Provate qualcosa di diverso al lavoro
    • Evitate la routine e provate a fare qualcosa in modo diverso, ad esempio lavorare a un progetto con un collega, conducete un piccolo workshop, imparate qualcosa di nuovo
  7. Scrivete delle vostre esperienze sul lavoro
  8. Trovate il modo di mantenere o recuperare la prospettiva durante la giornata
    • Praticate un po’ di esercizio fisico per calmare il corpo e radicare la mente
    • Provate a fare degli esercizi di respirazione e meditazione
  9. Investite in reti professionali e relazioni con i colleghi
    • Condividete con i vostri colleghi la vostra esperienza lavorativa, ad esempio un case study, o alcune risorse, o alcune esperienze extra lavorative

Risorse(edit | edit source)

Segnali di stress( modifica | fonte edit )

Ulteriori informazioni sui segnali di stress possono essere trovate qui:

Organizzazioni(edit | edit source)

Citazioni(edit | edit source)

  1. Crabb, J. & Cross, S. Impact on Clinicians. In D. Bhugra, T. Craig & K. Bhui, Mental Health of Refuges and Asylum Seekers. Oxford: Oxford University Press. 2010. p.9-21
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