L’artrite reumatoide (AR) è una “malattia sistemica infiammatoria cronica autoimmune che solitamente si presenta con un’infiammazione articolare che provoca dolore, affaticamento e compromissione del funzionamento fisico e della produttività lavorativa, tutti fattori che incidono negativamente sulla qualità della vita legata alla salute”.(1)
L’AR colpisce comunemente mani, polsi, spalle, gomiti, ginocchia, caviglie e piedi.(2) Trattandosi di una condizione sistemica, può influenzare in modo significativo diversi sistemi corporei, tra cui quello cardiovascolare e respiratorio.(2)(3)(4) Senza un trattamento adeguato, l’AR può causare disabilità a lungo termine, dolore e morte prematura.(5) (6) Sebbene la gestione farmacologica sia il trattamento principale per l’AR,(5) i professionisti della riabilitazione possono svolgere un ruolo nella gestione non farmacologica di questa patologia.(2)
L’AR colpisce circa l’1% della popolazione mondiale(3) e fino al 3% delle persone anziane.(5) È 2-3 volte più probabile che si manifesti nelle donne.(6) Tuttavia, con il miglioramento della gestione medica, la gravità, la mortalità e le comorbidità associate sembrano diminuire.(7)
Il picco di età di insorgenza dell’AR tende ad essere nelle popolazioni più giovani (circa 30-60 anni), anche se gli intervalli di età esatti riportati nella letteratura variano:(8)(9)
- la letteratura distingue l’AR con insorgenza in giovane età da quella con insorgenza in età più avanzata (cioè dopo i 60 anni)(8)(10)
- Slobodin(11) osserva che il picco di età di insorgenza dell’AR è aumentato
- negli anni ’30, il picco di età era negli individui di 30 anni
- nel 2010, il picco di età era negli individui di 50 o 60 anni
L’AR è una malattia multifattoriale che è stata collegata a diversi fattori genetici, ambientali e di altro tipo:(3)
- fattori genetici: gli alleli HLA-DRB1 sono collegati a un maggior rischio di sviluppare l’AR(12)
- alcuni fattori ambientali in individui geneticamente predisposti, come ad esempio:
- fumo
- infezioni (ad esempio malattia parodontale,(3) virus di Epstein-Barr, superantigeni batterici, etc.(13))
- agenti alimentari(3)
- fattori ormonali:(13)
- si ritiene che gli effetti degli estrogeni sulla funzione immunitaria giochino un ruolo nella predominanza femminile dell’AR
- probabilmente sono coinvolti anche altri fattori legati al sesso
I sintomi comuni dell’AR articolare includono:(2)(14)
- dolori articolari simmetrici (polsi, dita (MCP), ginocchia, caviglie, piedi e colonna vertebrale superiore comunemente colpiti)
- rigidità mattutina che dura per più di un’ora o rigidità dopo l’inattività
- le articolazioni possono essere percepite calde e dolenti dopo più di un’ora di inattività
- perdita o limitazione del range di movimento
- deformità
Colonna cervicale: la prevalenza dell’instabilità atlanto-assiale (AAI) nei soggetti con AR è del 40-85%(15)
- ipermobilità tra C1 e C2
- lassità del legamento trasverso
- rischio di sublussazione
- possibile coinvolgimento neurologico
Mano:(14)
- deformità a collo di cigno
- deformità a boutonniere (deformità ad asola)
- deviazione ulnare
- flessione metacarpo-falangea del pollice con iperestensione interfalangea
-
Deformità a collo di cigno
-
Deformità a boutonniere (deformità ad asola)
Ginocchio:(14)
- ginocchio valgo
- cisti di Baker
Caviglia / piede:(14)
- pronazione
- alluce valgo
- dita dei piedi ad artiglio
-
-
-
Dita dei piedi ad artiglio
Altri sintomi e manifestazioni extra-articolari:(2)(3)(14)(16)
- problemi polmonari (ad esempio, pleurite, versamenti pleurici, fibrosi polmonare, malattia polmonare interstiziale e arterite(3))
- problemi cardiaci (ad esempio aterosclerosi, rigidità arteriosa, arterite coronarica, insufficienza cardiaca congestizia, malattia valvolare e pericardite fibrinosa(3))
- sindrome di Felty (cioè basso numero di globuli bianchi, ingrossamento della milza e artrite reumatoide(17))
- secchezza degli occhi e della bocca (sindrome di Sjögren)
- intorpidimento, formicolio o sensazione di bruciore alle mani e ai piedi
- difficoltà nel sonno
- noduli reumatici
- questi si verificano maggiormente nei soggetti con AR sieropositiva con malattia erosiva(3) (si veda la sezione Fisiopatologia per informazioni sull’AR sieropositiva / sieronegativa)
- fatica
- riduzione delle funzioni cognitive
- sarcopenia
- osteoporosi
- vasculite (può provocare “manifestazioni cutanee, complicazioni gastrointestinali, malattie cardiache e manifestazioni polmonari”(3))
Esistono due sottotipi principali di AR:(16)(18)
- AR sieropositiva:(18)
- sono presenti autoanticorpi, come il fattore reumatoide (RF) e gli anticorpi anti peptidi ciclici citrullinati (ACPA)
- gli autoanticorpi sono presenti nel 50% dei soggetti con AR precoce e fino all’80% dei soggetti con AR conclamata
- gli ACPA sono presenti in circa il 67% dei soggetti affetti da AR(16)
- AR sieronegativa:(18)
- spesso considerata meno grave dell’AR sieropositiva, ma c’è una certa controversia al riguardo(19)
- Volkov et al. notano che molti individui con AR RF-negativa o ACPA-negativa non sviluppano “una malattia cronica progressiva”(18)
- Carbonell-Bobadilla et al.(19) notano che nell’AR sieronegativa potrebbero esserci meno danni alle articolazioni, ma un rischio cardiovascolare a lungo termine simile
- potrebbero essere presenti altri tipi di autoanticorpi(20)
Panoramica di base sulla fisiopatologia dell’artrite reumatoide(modifica | fonte edit)
La fisiopatologia dell’AR è complessa. I punti seguenti descrivono la fisiopatologia dell’AR sieropositiva. Si noti che i pazienti possono avere percorsi patogenetici e lineages cellulari diversi:(13)(16)(21)(22)
- un individuo geneticamente predisposto è esposto a un fattore ambientale scatenante (ad esempio il fumo o un’infezione) – questo può causare un’immunità alterata
- l’immunità disordinata potrebbe portare alla citrullinazione di alcune proteine – la citrullinazione è quando l’aminoacido arginina si converte in citrullina(23)
- le cellule di presentazione dell’antigene riconoscono queste proteine modificate come estranee e le trasportano ai linfonodi e ai tessuti mucosi e linfoidi, dove attivano le cellule T-helper CD4+
- questo stimola le cellule B a proliferare e a differenziarsi in plasmacellule
- queste plasmacellule producono autoanticorpi (ad esempio gli ACPA e il fattore reumatoide)
- gli ACPA possono essere rilevati prima che si sviluppino i sintomi articolari nei soggetti affetti da AR(16)
- la produzione di ACPA indica una “rottura della tolleranza immunologica”(16)
- gli autoanticorpi possono quindi migrare nella sinovia articolare
- il gonfiore simmetrico nelle piccole articolazioni è il “riflesso esterno dell’infiammazione della membrana sinoviale in seguito all’attivazione immunitaria”(16)
- una volta entrati nella sinovia, gli autoanticorpi iniziano a produrre citochine proinfiammatorie (ad esempio interferone-gamma e interleuchine)
- questo provoca il rilascio di citochine da parte di macrofagi, monociti e fibroblasti sinoviali, come il fattore di necrosi tumorale alfa (TNF alfa), l’interleuchina 6 (IL-6) e l’IL-1
- i fibroblasti sinoviali poi iniziano a proliferare, aumentando l’infiammazione articolare (iperplasia sinoviale)
- le cellule sinoviali proliferanti producono un “panno”, ovvero una membrana sinoviale ispessita composta da tessuto di granulazione distruttivo
- questo panno causa l’erosione della cartilagine e dell’osso
- le cellule sinoviali attivate producono anche proteasi che rompono la cartilagine
- le citochine infiammatorie causano un aumento dell’attività degli osteoclasti (cellule che demoliscono l’osso) – c’è anche una diminuzione dell’attività degli osteoblasti (cellule che riparano / formano nuovo osso)
- questo porta alla perdita di tessuto osseo articolare e all’osteoporosi
- gli ACPA e RF formano complessi immunitari che attivano il sistema del complemento (una parte importante del sistema immunitario innato(24)), che porta all’infiammazione cronica
- l’angiogenesi (cioè la formazione di nuovi capillari a partire da vasi già esistenti(25)), si verifica in concomitanza con l’infiammazione cronica – ciò consente a un maggior numero di cellule infiammatorie di raggiungere le articolazioni
- questo produce ulteriori fattori pro-infiammatori, che esacerbano i processi già esistenti
- con il progredire dell’AR, vengono colpite più articolazioni su entrambi i lati del corpo
- le citochine infiammatorie si diffondono anche in altre parti del corpo, causando sintomi extra-articolari, come ad esempio
- vasculite
- noduli reumatoidi
- decomposizione delle proteine nel muscolo scheletrico
- L’AR può andare e venire, con varie esacerbazioni (riacutizzazioni) e periodi di remissione(26)
Questo complesso processo viene spiegato in dettaglio in Rheumatoid arthritis: pathological mechanisms and modern pharmacologic therapies(16) e nei seguenti video:
I seguenti esami di laboratorio aiutano nella diagnosi di AR sieropositiva:(14)
- fattore reumatoide
- circa l’80% dei soggetti affetti da AR presenta il fattore reumatoide
- c’è un tasso del 5% di falsi positivi
- test degli anticorpi anti peptide ciclico citrullinato (anti-CCP)
- la comparsa di ACPA è spesso utilizzata per diagnosticare e predire l’AR
- ha una specificità elevata >97%(16)
- i tassi di sensibilità variano nella letteratura, dal 50 al 95%(27)(28)(29)
Altri test includono:(14)
- Proteina C-reattiva (CRP): marcatore infiammatorio generale
- velocità di sedimentazione degli eritrociti (VES)
- attività relativa del processo patologico
- misura non specifica dell’infiammazione
- emocromo completo
- radiografie
- non mostreranno un’insorgenza precoce dell’AR(30)
- nelle fasi successive, ai raggi X potrebbero essere evidenti:
- superfici articolari irregolari
- spazio articolare ridotto
- allineamento articolare anormale
- analisi del liquido sinoviale
- aumento dei globuli bianchi
- aumento della collagenasi
- aumento dei detriti (proteine)
I criteri di classificazione dell’American College of Rheumatology (ACR) del 1987 per l’AR sono i seguenti:(31)
- rigidità mattutina all’interno e intorno alle articolazioni che dura almeno un’ora
- gonfiore dei tessuti molli di tre o più aree articolari
- gonfiore delle articolazioni interfalangee prossimali, metacarpo-falangee o del polso
- gonfiore simmetrico
- noduli reumatoidi
- presenza del fattore reumatoide
- erosioni radiografiche e/o osteopenia periarticolare nelle articolazioni della mano e/o del polso
I primi quattro criteri devono essere presenti da almeno sei settimane. In questo sistema, artrite reumatoide = avere quattro o più dei criteri di cui sopra.(31)
Sebbene questi criteri “siano ben accettati come punto di riferimento per la definizione della malattia”,(30) presentano delle limitazioni perché sono stati concepiti per differenziare gli individui con AR conclamata da altre condizioni reumatologiche. Non aiutano quindi a identificare gli individui con AR precoce.(30)
I criteri diagnostici dell’ACR/ EULAR (European League Against Rheumatism) del 2010 per l’AR sono i seguenti:(30)
- coinvolgimento articolare: 1 articolazione grande = 0; 2-10 articolazioni grandi = 1; 1-3 articolazioni piccole (con o senza coinvolgimento delle articolazioni grandi) = 2; 4-10 articolazioni piccole (con o senza coinvolgimento delle articolazioni grandi) = 3; >10 articolazioni (almeno 1 articolazione piccola) = 5
- sierologia (per la classificazione è necessario almeno un risultato del test): fattore reumatoide negativo e ACPA negativo = 0; RF poco positivo o ACPA poco positivo = 2; RF molto positivo o ACPA molto positivo = 3
- reattanti di fase acuta (per la classificazione è necessario almeno un risultato del test): CRP normale e VES normale = 0; CRP anormale o VES anormale = 1
- durata dei sintomi: < 6 settimane = 0; 6 o più settimane = 1
È necessario un punteggio pari o superiore a 6 perché un individuo venga classificato come affetto da AR.(30)
Cliccate qui per vedere i criteri diagnostici dell’ACR/ EULAR (European League Against Rheumatism) del 2010 in forma di tabella.
Trattamento dell’artrite reumatoide(modifica | fonte edit)
Negli ultimi decenni ci sono stati molti sviluppi nel trattamento dell’AR.(2) Sebbene la gestione principale sia quella farmacologica, anche diversi interventi non farmacologici svolgono un ruolo importante, tra cui l’educazione del paziente, l’esercizio fisico, la fisioterapia e la terapia occupazionale.(32)
La gestione farmacologica mira a ridurre l’infiammazione articolare e a inibire la progressione della malattia.(14)
Farmaci antireumatici modificanti la malattia (DMARDS)(modifica | fonte edit)
“La diagnosi precoce e l’intervento tempestivo con un farmaco antireumatico modificante la malattia (DMARD) rimangono la pietra miliare del trattamento per controllare l’infiammazione, prevenire i danni alle articolazioni e agli organi e ridurre il rischio di morte.”
I DMARDS includono: 1) DMARD sintetici convenzionali (es. metotrexato), 2) DMARDs sintetici mirati (es. inibitori della Janus Kinase (JAK)) e 3) DMARD biologici (ad esempio, biologici anti-fattore di necrosi tumorale (TNF) o biologici non-TNF).
- il metotrexato a basso dosaggio è il trattamento iniziale principale per l’AR
- il 25-40% dei pazienti sperimenterà miglioramenti significativi con il solo metotrexate
- se i pazienti hanno risposte inadeguate, possono essere introdotti altri agenti (ad esempio un inibitore della JAK o un agente biologico)(13)
Il seguente articolo fornisce una discussione dettagliata sui DMARD per l’AR: Current therapeutic options in the treatment of rheumatoid arthritis.(32) I seguenti video opzionali forniscono un semplice riepilogo dei DMARD per l’AR:
Farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS): ad esempio, ibuprofene, naprossene(14)
- diminuisce il dolore e migliora la funzione riducendo l’infiammazione acuta
- possono aiutare con i sintomi, ma non cambiano il decorso della malattia nell’AR(35)
Corticosteroidi: ad esempio desametasone, cortisone(14)
- hanno una serie di effetti collaterali
- potrebbero aiutare a ridurre i sintomi, ma non cambiano il decorso della malattia nell’AR(35)
“Nonostante la disponibilità di farmaci efficaci, esiste una percentuale sostanziale di pazienti con attività patologica persistente o ricorrente, con o senza danni articolari. Inoltre, l’evidenza di un aumento del rischio cardiovascolare nei pazienti affetti da malattie articolari infiammatorie è in aumento. Di conseguenza, molti pazienti hanno bisogno di un trattamento aggiuntivo non farmacologico, tra cui la fisioterapia”.(2)
Sebbene la riabilitazione non possa influenzare il processo patologico dell’AR, può aiutare la funzione!
NIZZA(36) raccomanda che le persone affette da AR ricevano il contributo di vari membri del team di riabilitazione, tra cui fisioterapia, terapia occupazionale, podologia e psicologia.
È dimostrato che l’aumento dei livelli di attività fisica / dell’esercizio fisico può aiutare con i sintomi e ridurre l’impatto delle manifestazioni sistemiche dell’AR.(37) Tuttavia, in generale, le persone affette da malattie reumatiche e muscoloscheletriche (RMD) sono meno attive rispetto ai controlli sani,(38) svolgendo meno attività fisica di quella raccomandata dalle linee guida internazionali (soprattutto coloro che hanno <55 anni).(39)
Il seguente video opzionale vi aiuterà a saperne di più sull’esercizio fisico per l’artrite reumatoide. I punti chiave del video sono:(40)
- tutti i tipi di esercizio producono benefici simili, quindi bisogna considerare le preferenze del proprio paziente
- l’esercizio deve essere personalizzato in base alle esigenze del paziente (ad esempio, tempo disponibile, interessi, accesso alle attrezzature, funzione, etc.)
- esaminare la funzione attuale e confrontarla con la funzione richiesta dal paziente
- considerare i livelli generali di attività fisica insieme ai piani di esercizio
- includere le componenti di forza, resistenza e cardiovascolari in un piano di esercizio
(40)
Peter et al.(2) hanno redatto una linea guida per la pratica clinica che descrive nel dettaglio la valutazione e la gestione fisioterapica dei soggetti affetti da AR, disponibile qui: Clinical practice guideline for physical therapist management of people with rheumatoid arthritis.
Il programma SARAH (Strengthening And Stretching for Rheumatoid Arthritis of the Hand) è considerato un trattamento aggiuntivo clinicamente efficace ed economicamente vantaggioso per migliorare la funzione della mano nei soggetti affetti da AR.(41)(42) Maggiori informazioni su questo programma sono disponibili qui e nel seguente video:
(43)
Altri interventi non farmacologici(modifica | fonte edit)
- Educazione del paziente (rilevante in tutte le fasi del decorso della malattia)(44) (2)(14)
- includere informazioni sull’AR e sull’importanza dell’esercizio fisico e di uno stile di vita sano
- strategie per ridurre la disabilità (nell’ambito del proprio specifico campo di applicazione pratica), ad esempio distribuendo il carico, utilizzando ausili
- sostenere il paziente affinché sia fisicamente attivo, ma distribuire l’energia nell’arco della giornata/settimana in base alla stanchezza/fatica
- riconoscere e affrontare gli ostacoli all’esercizio e all’attività fisica
- gli ostacoli possono includere la mancanza di conoscenze, la mancanza di supporto sociale, il dolore, la stanchezza, la paura che l’esercizio fisico danneggi le articolazioni, etc.
- Protezione delle articolazioni(14)
- evitare posizioni di deformità
- adottare le posizioni più stabili
- evitare compiti ripetitivi
- Conservazione dell’energia
- considerare le complicazioni sistemiche, ad esempio la riduzione della funzione cardiovascolare
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