Abilità percettivo-motorie dei lattanti nel periodo da 1 ai 2 mesi

Redattrice principale – Pam Versfeld
Contributori principaliRobin Tacchetti, Tarina van der Stockt, Kim Jackson, Jess Bell e Ewa Jaraczewska

Sviluppo del lattante: tra 1 e i 2 mesi( modifica | modifica fonte )

Questo è un periodo entusiasmante, perché è il momento in cui il comportamento percettivo-motorio del lattante passa da movimenti spontanei a movimenti che diventano sempre più intenzionali, in quanto il lattante ha periodi di veglia e di allerta più lunghi per esplorare e connettersi con l’ambiente sociale e fisico.

  • Quando sono svegli e vigili, i lattanti alternano periodi di attività a periodi di calma
  • I lattanti acquisiscono un maggiore controllo della postura e dei movimenti della testa, aumentando la loro capacità di raggiungimento visivo e di raccolta di informazioni
  • Guardano verso suoni ed eventi visivi interessanti nell’ambiente
  • Esplorano attivamente il proprio corpo, i vestiti e le superfici circostanti con le mani e con i piedi
  • Diventano sempre più consapevoli di sé e sviluppano una consapevolezza del proprio corpo rispetto all’ambiente fisico circostante
  • Il raggiungimento diventa più intenzionale ed efficace

Comunicazione e comportamento sociale( modifica | modifica fonte )

In questo periodo la comunicazione e il comportamento sociale dei lattanti aumentano e diventano più complessi, sostenuti ed espressivi.

  • Ci sono i primi sorrisi
  • Ruotano la testa verso le voci e gli altri suoni dell’ambiente
  • Rallentano i movimenti degli arti o sorridono in risposta ai suoni
  • Mostrano un crescente interesse per i volti e riconoscono i volti familiari
  • Stabiliscono il contatto visivo
  • Piangono in modo diverso a seconda dei diversi bisogni (ad esempio, per fame o stanchezza)
  • Producono una serie di suoni prelinguaggio – noti come protofoni – che includono grugniti, versi e gorgoglii

Vocalizzazione(edit | edit source)

Durante questo periodo i lattanti producono una serie di suoni prelinguaggio noti come protofoni.

  • Questi suoni includono grugniti, strilli, versi e suoni vocalici
  • I vocalizzi diventano più estesi e includono cambiamenti nel tono emotivo (noti come inflessione)
  • Il comportamento vocale è spesso prodotto durante l’interazione sociale, ma si sente anche quando i lattanti non stanno interagendo con l’ambiente

Questa vocalizzazione spontanea consente al lattante di esercitarsi ed esplorare diversi modi di produrre una gamma di suoni differenti, che costituiscono la base per i successivi balbettii e parole.

Interazione sociale e mirroring( modifica | modifica fonte )

Nel periodo tra 1 e 2 mesi i lattanti continuano a prestare particolare attenzione ai volti. Inoltre, iniziano a riconoscere i volti familiari e a sorridere loro. La loro capacità di sostenere l’interazione sociale aumenta e stanno iniziando a capire il processo del fare a turno, che è un aspetto intrinseco della conversazione. I partner sociali adulti spesso imitano le espressioni facciali, i movimenti delle labbra e della mascella e i vocalizzi dei lattanti, agendo come uno specchio che permette al lattante di “vedere” e “sentire” copie delle proprie azioni.

Quando parlano ai bambini, gli adulti tipicamente alterano le proprietà acustiche del loro discorso in vari modi rispetto a come parlano agli altri adulti; ad esempio, usano un tono più alto, una maggiore gamma di toni che fanno salire e scendere la tonalità della voce, una maggiore variabilità del tono e un ritmo di parola più lento. Recenti ricerche di Tanya Broesch e Gregory Bryant hanno dimostrato che questi cambiamenti vocali avvengono in modo simile, non solo nelle popolazioni industrializzate ma anche nelle società tradizionali.(1)

Tocchi spontanei( modifica | modifica sorgente )

In questo periodo i lattanti continuano a usare le mani per raccogliere informazioni sulle superfici che incontrano. Il contatto con una superficie è spesso associato a movimenti esplorativi della mano sulla superficie, o a ripetute flessioni ed estensioni delle dita e alla presa. Sono frequenti anche i movimenti indipendenti delle dita, soprattutto quando il lattante è impegnato socialmente o sta prestando attenzione a un oggetto ad una distanza raggiungibile. (2)

Sviluppo percettivo-motorio( modifica | modifica fonte )

  • Nel periodo che va da 1 ai 2 mesi il lattante è sveglio e vigile per periodi di tempo più lunghi, risponde sempre più spesso ai suoni e alle immagini dell’ambiente e acquisisce un maggiore controllo dei movimenti della testa e degli arti
  • Il controllo della testa in posizione supina sta migliorando, mentre il lattante impara a tenere la testa ferma al centro e a ruotarla per localizzare i suoni e le visioni interessanti
  • Se tenuti in posizione verticale, i lattanti possono mantenere la testa eretta per lunghi periodi di tempo
  • La rotazione del collo è ancora associata all’estensione e alla flessione laterale
  • I movimenti spontanei degli arti inferiori, insieme alla forza di gravità, servono ad allungare i muscoli flessori dell’anca e del ginocchio, determinando un aumento del range in estensione delle articolazioni delle estremità
  • Il controllo posturale del tronco in posizione supina sta migliorando, ma il movimento delle estremità porta ancora allo spostamento laterale e talvolta alla rotazione del bacino
  • Lo scalciare vigorosamente con gli arti inferiori è spesso associato all’abduzione delle spalle e all’estensione dei gomiti, mentre il bambino cerca di mantenere il busto fermo
  • Lo scalciare mostra ancora un forte accoppiamento tra le articolazioni dell’anca e del ginocchio, ma la capacità di disaccoppiare l’anca e il ginocchio emerge quando il lattante si impegna in azioni del piede dirette a un obiettivo, come raggiungere un bersaglio con il piede
  • I movimenti generali di tutto il corpo cedono il posto a movimenti generali agitati a partire da circa 9 settimane
  • I lattanti iniziano a raggiungere con successo gli oggetti interessanti che sono ad una distanza raggiungibile e iniziano a usare i movimenti delle dita per esplorare gli oggetti
  • I lattanti esplorano attivamente le superfici con i piedi e con le mani
  • Sebbene i movimenti simultanei di flessione ed estensione delle dita siano ancora comuni, i movimenti indipendenti delle dita diventano più evidenti

Movimenti generali e agitati( modifica | modifica fonte )

I movimenti generali (general movements) continuano a essere caratterizzati da movimenti di contorcimento (writhing movements) che coinvolgono la testa, il tronco e gli arti nel periodo da 1 ai 2 mesi. I movimenti generali di contorcimento in un lattante sano nato a termine sono descritti come complessi e coinvolgono l’intero corpo, in particolare i movimenti di braccia, gambe, collo e tronco in sequenza variabile. Aumentano e diminuiscono, variando in intensità e velocità, in escursione di movimento e hanno un inizio e una fine graduali. Tuttavia, verso la fine di questo periodo i movimenti di agitazione (fidgety movements) sono sempre più presenti. (3)

I movimenti di agitazione sono piccoli movimenti di velocità moderata con accelerazione variabile del collo, del tronco e degli arti in tutte le direzioni. Potrebbero comparire già a 6 settimane dal termine, ma di solito si presentano a circa 9 settimane fino a 16-20 settimane, occasionalmente anche qualche settimana in più. Si affievoliscono quando l’antigravità e i movimenti intenzionali iniziano a dominare.

La presenza e il carattere dei movimenti di agitazione sono buoni indicatori dell’integrità del sistema nervoso del lattante.(3)

Controllo della testa e movimenti del collo( modifica | modifica fonte )

All’inizio del periodo tra 1 e i 2 mesi, il lattante tende ancora a stare supino con la testa ruotata da un lato o dall’altro. La rotazione della testa continua a essere associata a una certa estensione del collo e a una rotazione laterale. La rotazione della testa potrebbe essere associata a una postura da riflesso tonico-asimmetrico del collo (ATNR), ma non è obbligatoria.

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Entro la fine del periodo che va da 1 ai 2 mesi, il lattante è più incline a tenere la testa al centro e la ruota facilmente per guardare gli oggetti e gli eventi interessanti nell’ambiente.

A questa età i lattanti tendono a giacere con gli arti superiori abdotti ed estesi, una posizione che aiuta a stabilizzare il tronco e a fornire una base stabile per i movimenti della testa e per i calci.(4)

Il lattante è in grado anche di combinare la rotazione del collo con l’estensione della testa per guardare verso l’alto.

Tuttavia, il controllo dell’esatta posizione della testa è chiaramente ancora in fase di sviluppo, dato che la rotazione è solitamente associata a una certa estensione del collo e a una flessione laterale. Questa combinazione di movimenti suggerisce che il movimento è determinato dalla contrazione dei muscoli sternocleidomastoidei, con un’azione limitata degli stabilizzatori profondi del collo.(4)

Il lattante di 1-2 mesi è in grado di seguire visivamente un oggetto dal lato al centro e di seguire un oggetto che viene mosso verso il basso. La capacità di seguire un oggetto che attraversa la linea mediana non è presente.

Azioni dell’arto superiore( modifica | modifica fonte )

Durante i periodi di relativa calma, il lattante di 1 mese adotta una varietà di posture degli arti superiori. Spesso si osserva l’abduzione delle spalle con le braccia appoggiate sulla superficie di appoggio: in questa posizione gli arti superiori fungono da stabilizzatori e aiutano a stabilizzare il tronco durante il movimento della testa e degli arti inferiori. È interessante notare che questa cooptazione degli arti superiori per una funzione posturale durante questo periodo è associata a una diminuzione delle azioni di sventolamento (swiping) verso gli oggetti ad una distanza raggiungibile.(5)

La rotazione della testa potrebbe essere associata alla posizione della scherma (con l’estensione del gomito sul lato verso cui è rivolto il viso). Tuttavia, questa associazione diminuisce nel periodo tra 1 e i 2 mesi e, soprattutto, non è mai obbligatoria.

La tendenza ad abdurre le spalle e a usare gli arti superiori come stabilizzatori diminuisce verso la fine di questo periodo, quando i lattanti iniziano a portare le proprie mani al centro.

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All’inizio del periodo che va da 1 ai 2 mesi i lattanti producono movimenti di sventolamenoto (swiping) ad ampio range con gli arti superiori. Questi movimenti di sventolamento sono associati all’estensione del gomito e delle dita. La mano si avvicina all’oggetto, ma per lo più non entra in contatto.

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Nelle settimane successive, il lattante acquisisce un maggiore controllo nei movimenti di raggiungimento e inizia a raggiungere con maggiore successo gli oggetti a portata di mano. L’estensione delle dita che si osserva nel lattante di un mese diventa meno pronunciata(5)

Il lattante porta la mano in prossimità del giocattolo e poi utilizza piccoli movimenti della spalla e del gomito per esplorare diversi modi di toccare e afferrare il giocattolo.

Verso la fine di questo periodo (10-12 settimane), man mano che la capacità del lattante di mantenere la testa e il tronco fermi quando muove gli arti superiori diventa più affidabile, il lattante acquisisce un maggiore controllo nel raggiungere i giocattoli.

È in grado di portare la mano a contatto con il giocattolo e di iniziare a usare le dita per esplorarlo.

Questo è l’inizio della capacità di stabilizzare la posizione della mano nello spazio e allo stesso tempo di utilizzare movimenti indipendenti delle dita per raccogliere informazioni sulla consistenza, la struttura e il comportamento degli oggetti. L’attenzione visiva al giocattolo e alla mano fornisce ulteriori informazioni che iniziano a collegare ciò che si sente e si vede.

Movimenti esplorativi della mano( modifica | modifica fonte )

In questo periodo i lattanti continuano a usare le mani per raccogliere informazioni sulle superfici che incontrano. Il contatto con una superficie è spesso associato a movimenti esplorativi della mano sulla superficie o a ripetute flessioni ed estensioni delle dita.

Sono frequenti anche i movimenti indipendenti delle dita, soprattutto quando il lattante è impegnato socialmente o sta prestando attenzione a un oggetto ad una distanza raggiungibile.

Oscillazione posturale e stabilità posturale( modifica | modifica fonte )

L’osservazione di un lattante durante i periodi di calma in posizione supina permette di osservare l’oscillazione posturale presente nel tronco. Questi movimenti esplorativi permettono al sistema posturale di raccogliere le informazioni sensoriali necessarie per stimare la posizione del corpo nella sua interezza ed esplorare le strategie più efficaci per mantenere una postura stabile.(6)

Qui si vede Will sdraiato tranquillamente a 5 e 10 settimane di età. La parte superiore delle braccia è appoggiata alla superficie di appoggio e l’oscillazione laterale continua del tronco garantisce un contatto mutevole tra il braccio superiore e la superficie di appoggio.

Will sta anche esplorando il contatto tra i suoi piedi e la superficie di appoggio e tra un piede e l’altro. Questa esplorazione è importante per sviluppare la capacità del lattante di utilizzare le superfici per sostenere le proprie azioni.

Movimenti degli arti inferiori( modifica | modifica fonte )

Il lattante di 1-2 mesi trascorre dei periodi di relativa calma quando i piedi poggiano sulla superficie di appoggio con quantità variabili di flessione di anche e ginocchia.

A 7 settimane l’estensione dell’anca e del ginocchio di Will è ancora limitata dalla restante rigidità fisiologica dei flessori.

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A 10 settimane Will ha quasi raggiunto l’estensione completa di anca e ginocchio. L’estensione completa dell’anca è associata all’inclinazione anteriore del bacino.

Anche il range in flessione plantare della caviglia è aumentato.

Il lattante di 1-2 mesi continua a scalciare per lunghi periodi di tempo. Gli schemi di movimento comprendono calci ripetuti a una sola gamba con calci a gambe alternate e flessione ed estensione bilaterale di anca e ginocchio.

A questa età i movimenti di anca e ginocchio sono ancora accoppiati. Le caviglie rimangono in flessione dorsale con flessione ed estensione intermittente delle dita dei piedi.

Il range di movimento in flessione d’anca ed estensione di ginocchio durante i calci aumenta nel periodo tra 1 e i 2 mesi, come si vede in queste immagini di Will a 10 settimane.

Ponte con gli arti inferiori( modifica | modifica fonte )

Di tanto in tanto uno o entrambi i piedi spingono verso il basso contro la superficie d’appoggio. La spinta verso il basso con un piede è associata all’estensione della testa e del tronco e allo spostamento laterale del peso.

Raggiungimento con il piede( modifica | modifica fonte )

Sebbene le azioni spontanee dello scalciare tendano a mostrare ancora un forte accoppiamento intra-arto, la ricerca ha dimostrato che i lattanti di 2 mesi possono adattare le proprie azioni degli arti inferiori per muovere e prendere contatto con un giocattolo sospeso al centro.

Pull-to-sit(edit | edit source)

La risposta del lattante alla manovra “pull-to-sit” (trazione in posizione seduta) viene utilizzata spesso come test per la valutazione dello sviluppo motorio. Fornisce una buona misura della forza dei muscoli del collo del lattante e dello sviluppo di risposte posturali anticipatorie efficaci.

Entro la fine del periodo da 1 ai 2 mesi, i lattanti hanno imparato ad anticipare il fatto di essere sollevati e partecipano alla manovra PTS attivando i muscoli flessori del collo e del tronco, irrigidendo gli arti superiori e flettendo le anche.

La testa viene mantenuta in linea con il tronco mentre le spalle vengono sollevate.

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Una volta in posizione verticale, la testa viene mantenuta eretta e il lattante è in grado di sollevare il viso per guardare la persona che lo ha tirato su in posizione seduta.

Posizione seduta(edit | edit source)

Bly (1994)(4) descrive le caratteristiche della posizione seduta all’inizio del periodo che va da 1 ai 2 mesi come segue:

  • Nella posizione seduta sostenuta la testa cade in avanti, anche se il lattante fa brevi tentativi per mantenerla su
  • Gli arti superiori del lattante non pendono più liberamente sul fianco del lattante
  • Durante brevi periodi di sollevamento della testa si verificano retrazione delle scapole, aumento della flessione dei gomiti, pronazione degli avambracci, estensione dei polsi e flessione delle dita
  • Bly ipotizza che la retrazione delle scapole potrebbe fornire una stabilità sinergica per il sollevamento della testa
  • Le anche sono flesse, abdotte e ruotate lateralmente, le ginocchia sono più flesse rispetto al periodo neonatale e le caviglie sono fortemente in flessione dorsale ed in eversione come nel periodo neonatale

Nel periodo da 1 ai 2 mesi, i lattanti acquisiscono un controllo sempre maggiore della posizione del tronco quando siedono con un supporto intorno alle anche.

Sono in grado di mantenere il tronco in posizione semi-eretta, con la linea di gravità che cade anteriormente all’asse di flessione-estensione delle anche, creando un momento di flessione gravitazionale a livello delle anche che viene controbilanciato dagli estensori delle anche. Gli estensori del tronco e del collo lavorano per mantenere una certa estensione del tronco.

La capacità di controllare la posizione del tronco è meno sviluppata quando il tronco è inclinato all’indietro in modo che il centro di gravità cada posteriormente all’asse di flessione/estensione delle anche.

Si noti come questo rapido movimento all’indietro dia origine a una risposta dei flessori del tronco e del collo, nonché a reazioni degli arti superiori, in quanto il sistema posturale risponde al rapido movimento all’indietro della testa.

Risposta all’essere preso in braccio e spostato( modifica | modifica sorgente )

Entro la fine del periodo da 1 ai 2 mesi i lattanti iniziano a prevedere di essere presi in braccio e spostati.

Sono in grado di mantenere la testa in linea con il tronco quando vengono sostenuti intorno al torace, soprattutto se inclinati in avanti o lateralmente.

Posizione prona(edit | edit source)

La raccomandazione di farli dormire sulla schiena. In passato molti lattanti venivano messi in posizione prona per dormire ma recentemente, poiché la posizione prona è un fattore di rischio per la morte improvvisa del lattante, si consiglia ai genitori di far dormire i bambini sulla schiena. Di conseguenza, molti lattanti non amano essere messi in posizione prona, iniziano subito a piangere e imparano rapidamente a rotolare dalla posizione prona a quella supina.

All’inizio del periodo tra 1 e i 2 mesi, i lattanti iniziano a sollevare la testa dalla superficie di appoggio per brevi periodi di tempo. Questo avviene grazie all’attività dei muscoli estensori del collo e del torace.

In posizione prona i lattanti scalciano attivamente, alternando la flessione e l’estensione unilaterale e bilaterale di anca e ginocchio. Le caviglie rimangono dorsiflesse, con un range in flessione dorsale che aumenta con la flessione completa di anca e ginocchio e diminuisce con l’estensione di anca e ginocchio.

I movimenti con calci unilaterali sono associati a una flessione laterale del tronco con uno spostamento laterale del peso corporeo. La flessione bilaterale di anca e ginocchio è associata a un’inclinazione anteriore del bacino e a uno spostamento in direzione cefalica del peso sulla parte superiore del tronco.

Rotolamento dalla posizione prona a quella supina( modifica | modifica fonte )

La capacità di Will di iniziare a rotolare dalla posizione prona a quella supina illustra come entro le 5 settimane abbia imparato a sfruttare il rapido sviluppo del controllo nel movimento degli arti per iniziare una sequenza di movimenti diretti a raggiungere un obiettivo.

Dopo un periodo di calci, Will decide che ne ha abbastanza della posizione prona e inizia a rotolare verso la posizione supina sollevando la testa ed estendendo la colonna vertebrale toracica. Questi movimenti sono associati a una posizione più estesa delle anche e delle ginocchia bilateralmente e a uno spostamento del centro di massa in senso caudale.

Ruota il cingolo scapolare posteriormente a destra, flette l’anca destra e “cade” sulla schiena.

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Riporto Will in posizione prona e lui immediatamente rotola nuovamente in posizione supina, questa volta con uno schema di movimento leggermente diverso. Spinge verso il basso con la mano destra, estende il gomito e allunga la colonna vertebrale toracica. Il centro di massa si sposta caudalmente, ma non c’è un’estensione associata delle anche. Will crolla sul suo fianco sinistro con le anche ancora in flessione e poi rotola sulla schiena.

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Entro la fine del periodo da 1 ai 2 mesi, la capacità del lattante di sollevare la testa e di estendere la colonna vertebrale toracica è migliorata. Questo è associato al fatto di sostenere un po’ di peso sulle mani.

L’estensione del collo e della colonna vertebrale toracica è ora associata all’estensione e all’adduzione delle anche.

Il range di movimento in estensione delle anche e delle ginocchia è aumentato. In alcuni casi la flessione del ginocchio è associata alla flessione dell’anca, ma non sempre. Questo è l’inizio del disaccoppiamento dei movimenti di flessione d’anca e di ginocchio e l’inizio della capacità di dissociare i movimenti delle due articolazioni.

Risorse(edit | edit source)

Citazioni(edit | edit source)

  1. Broesch TL, Bryant GA. Prosody in infant-directed speech is similar across western and traditional cultures. Journal of Cognition and Development. 2015 Jan 1;16(1):31-43.
  2. DiMercurio A, Connell JP, Clark M, Corbetta D. A naturalistic observation of spontaneous touches to the body and environment in the first 2 months of life. Frontiers in psychology. 2018 Dec 18;9:2613.
  3. 3.0 3.1 Einspieler C, Marschik PB, Prechtl HF. Human motor behavior: Prenatal origin and early postnatal development. Zeitschrift für Psychologie/Journal of Psychology. 2008;216(3):147.
  4. 4.0 4.1 4.2 Bly L. Motor skills acquisition in the first year: An illustrated guide to normal development. Psychological Corporation; 1994.
  5. 5.0 5.1 von Hofsten C. Developmental changes in the organization of prereaching movements. Developmental psychology. 1984 May;20(3):378.
  6. Dusing SC, Thacker LR, Stergiou N, Galloway JC. Early complexity supports development of motor behaviors in the first months of life. Developmental Psychobiology. 2013;55(4):404-14.


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